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venerdì 30 dicembre 2011
Protesi Pip per il seno: Guariniello apre inchiesta, ministro avvia censimento
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Seno
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Salute e Benessere: La Procura della Repubblica di Torino ha iscritto nel registro degli indagati, per le ipotesi di reato di frode in commercio e vendita di prodotti pericolosi per la salute, Jean-Claude Mas, 72 anni, titolare della ditta francese Poly Implant Prothese, produttrice delle protesi mammarie al silicone risultate pericolose dopo le analisi delle autorità sanitarie transalpine.
Troppo!
Troppo!
Gli atti sono stati trasmessi dal pm Raffaele Guariniello, titolare dell'inchiesta, al ministero della Salute. Intanto il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha firmato un'ordinanza «al fine di individuare i portatori delle protesi mammarie denominate Pip» - protesi al seno potenzialmente rischiose per la salute - «impiantate nel nostro Paese».

Due settimane di tempo. L'ordinanza impone «a tutte le strutture ospedaliere e ambulatoriali pubbliche e private, accreditate o autorizzate, di redigere entro 15 giorni un elenco nominativo di tutti i casi riguardanti l'impianto di Pip a partire dal primo gennaio 2001: la lista resterà, a garanzia della privacy dei pazienti, nella esclusiva disponibilità delle strutture, le quali però dovranno notificare alle Asl di riferimento (e queste alle competenti autorità regionali) la data di ciascun intervento d'impianto. Le Regioni avranno poi altri dieci giorni di tempo per inviare tutti i dati al ministero». L'ordinanza impone inoltre che «anche le strutture che non hanno effettuato impianti attestino una dichiarazione di mancata effettuazione di tali trattamenti».

Indagini affidate ai carabinieri. Le Regioni dovranno verificare l'applicazione delle raccomandazioni in materia disposte dal Consiglio superiore di sanità nel parere espresso il 22 dicembre scorso. Al Comando Carabinieri per la tutela della salute il ministro ha affidato il compito di effettuare indagini e controlli al fine di ricostruire i passaggi amministrativi per l'acquisizione delle protesi Pip, nonchè i percorsi sanitari che hanno preceduto l'impianto delle stesse, operando su tutto il territorio nazionale.

I chirurghi: non scegliere le protesi in base al prezzo. «È necessaria una attenta sorveglianza sull'acquisizione di dispositivi medici che, sempre più di frequente, vengono scelti in base al prezzo, in gare che non vedono un forte coinvolgimento dei professionisti». È quanto il presidente dell'Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani (Acoi) Luigi Presenti ha evidenziato durante l'incontro con il ministro della Salute Renato Balduzzi in merito al problema delle protesi mammarie Pip, potenzialmente rischiose per la salute.
Il Messaggero


Sono 20 in Francia i casi di tumore per protesi al seno Pip
Lo ha denunciato Afssaps, agenzia sanitaria consumatori francesi

Venti casi di tumore sono stati accertati in Francia tra donne che si sono fatte impiantare protesi mammarie Pip. Lo ha denunciato l'Afssaps, l'agenzia sanitaria dei consumatori francesi.

Al 28 dicembre l'agenzia aveva registrato quindici casi di adenocarcinoma mammario, la forma più frequente di cancro al seno, tre casi di linfoma, un caso di cancro ai polmoni e un caso di leucemia mieloide acuta. L'Afssaps ha però ribadito che non c'è alcun legame dimostrato tra protesi e casi di tumore.

Circa 30mila donne in Francia si sono fatte impiantare protesi mammarie di marca Pip (Poly Implants Prosthesis), alcune delle quali sono fabbricate con un gel al silicone non conforme alle norme sanitarie, con un'alta probabilità di rottura dell'involucro e con un alto rischio di infiammazione dei tessuti e di sviluppare un tumore.
TMNews

postato da: Capitan  

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