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lunedì 01 agosto 2011
Cosa pensa il Ministro della Salute sulla centrale del Garigliano
Zamparutti Elisabetta (PD) ha fatto un 'interrogazione parlamentare alla quale Fazio ha risposto a marzo 2011
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Salute e Benessere: Di seguito la risposta scritta del Ministro Fazio su come intenda operare affinché la Sogin - l'ente proprietario dell'impianto e che dovrebbe occuparsi della sua dismissione - renda pubblici i dati attuali sulla presenza delle scorie radioattive stoccate presso la centrale e in che modo intenda coinvolgere la popolazione locale e assicurare che tale impresa sia esente da qualsiasi rischio per la salute dell'essere umano, di tutte le altre forme di vita presenti e dell'ambiente.
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=20645&stile=6&highLight=1

In merito alla disattivazione dell'impianto nucleare del Garigliano si osserva preliminarmente che, a fronte di una diffusa preoccupazione da parte dei cittadini, che talvolta ha raggiunto accenti di vera e propria tensione sociale, non sussistono evidenze epidemiologiche di alcun tipo che portino a ipotizzare l'esistenza di rischi per la popolazione. Tali risultati, espressi dai vari studi condotti nel corso negli anni dall'agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, dall'osservatorio epidemiologico della regione Lazio e, più recentemente dall'università Federico II di Napoli, sono regolarmente sostenuti dai risultati delle reti di sorveglianza ambientale, che in nessun caso hanno evidenziato contaminazioni o fughe di radioattività.

È pertanto possibile concludere che l'impianto del Garigliano non ha mai prodotto danni sanitari o ambientali di alcun tipo. Ciò è anche dovuto all'impegno e alla competenza dei tecnici dei numerosi enti e istituzioni che, come prevede la legge, contribuiscono al mantenimento di un sistema nazionale di protezione dai rischi delle radiazioni ionizzanti fra i più rigorosi al mondo.

Ai fini della radioprotezione dei lavoratori e del pubblico, tutte le operazioni all'interno dei siti nucleari devono infatti rispettare le disposizioni del decreto legislativo 17 marzo del 1995, n. 230 e successive modifiche. Ciò implica un complesso e particolareggiato iter di autorizzazioni, che vede coinvolti vari Ministeri, amministrazioni locali e strutture di controllo (agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ed azienda sanitaria locale, organi tecnici nazionali come istituto superiore di sanità, istituto superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro ed istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e tali provvedimenti sono volti a porre in atto anche importanti funzioni di controllo e ai vigilanza.

Per le operazioni all'interno degli impianti nucleari ci si deve, inoltre, avvalere dei pareri della commissione tecnica per la sicurezza nucleare e la protezione sanitaria dalle radiazioni ionizzanti di cui all'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 230 del 1995, alla quale il Ministero della salute partecipa attivamente.

Sulla base della normativa citata, tutte le operazioni devono essere preventivamente analizzate e autorizzate dal «sistema nazionale» suddetto e devono soddisfare a priori i criteri di sicurezza estremamente stringenti previsti dalla normativa vigente.

Nello specifico, si riportano di seguito gli elementi pervenuti dalla prefettura - ufficio territoriale del Governo di Latina.

L'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente di Latina, interessata al riguardo dalla citata prefettura, ha comunicato di non possedere informazioni circa gli incidenti avvenuti presso la centrale nucleare del Garigliano, in quanto il proprio laboratorio di igiene e profilassi non risulta eseguisse, all'epoca dei fatti (1980-1982), rilievi ambientali riguardanti le matrici e la tipologia di eventi di tale specie.

Parimenti, la medesima agenzia regionale ha comunicato di non conoscere l'esistenza di studi scientifici prodotti - per le zone di Sessa Aurunca, Castelforte e Minturno - su anomalie genetiche riguardanti piante ed animali o l'incidenza di tumori ed altre patologie direttamente riconducibili all'inquinamento radioattivo.

L'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente Lazio ha comunque predisposto, su disposizione della regione Lazio, programmi di monitoraggio intorno alle due centrali nucleari presenti nel territorio provinciale o confinanti con esso, già avviati per quella di borgo Sabotino ed in via di inizio per quella del Garigliano, essendo in attesa della realizzazione dei nuovi laboratori che, entro sei mesi, saranno completati e consentiranno in tal modo di aumentare significativamente il numero dei campionamenti ambientali effettuabili.

La prefettura citata fa infine presente che l'azienda sanitaria locale di Latina ha comunicato di non avere rinvenuto, né agli atti della sede centrale né di quelle periferiche, documentazione riguardante gli elementi segnalati nell'interrogazione parlamentare in oggetto.
Il Ministro della salute: Ferruccio Fazio

postato da: Giorgiana  

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