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mercoledì 18 maggio 2011
Polverini e l'exploit della sua lista. "Ben vengano i voti del Pd"
La presidente della Regione e l'affermazione di "Città Nuove": "È nato un partito". Tra i suoi candidati anche il gaetano Magliozzi.
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polverini a genzano
polverini a genzano
Lazio: Lunedì notte, a Latina, ad un certo punto Renata Polverini si è stufata: «O vado a mangiare, o vado a dormire». Buona la prima: cornetti caldi per lei e lo staff. Il giorno dopo, in Regione, la stanchezza: «Mi sono appoggiata un attimo sul divano e mi sono addormentata».
Presidente, due candidati al ballottaggio, percentuali intorno al 10%. Si sente una vincitrice delle amministrative?
«È un risultato importante e sorprendente, frutto di un voto anche spontaneo».
Come nasce la sua lista «Città Nuove»?
«Dopo le regionali, e la Lista Polverini, tanta gente ha mostrato il desiderio di avvicinarsi a me. Abbiamo anche una base a piazza San Silvestro: è un mio ufficio da sempre».

A Terracina e a Sora andrete al secondo turno, contro il Pdl. È partita la sfida nel centrodestra?
«Dove si poteva fare un accordo lo abbiamo fatto. Nelle altre due città non è stato possibile».

Ma non toccava a lei fare un passo indietro?
«Potevamo fare uno e uno. Non è successo. Ma questa è la vera democrazia».

E ora?
«Vinca il migliore. In ogni caso, vincerà il centrodestra».

Ne ha parlato con Berlusconi?
«Ci siamo sentiti al telefono, domani (oggi, ndr) ci vediamo per i ballottaggi. Vedrò anche i responsabili del Pdl: vediamo se continuare la sfida oppure ci sono soluzioni alternative»

Qualcuno che rinuncia?
«Al momento no, però vediamo»

Ma farebbe un apparentamento col centrosinistra?
«Le alleanze non servono. Ma se gli elettori del centrosinistra votano per Sciscione a Terracina e per Di Stefano a Sora mi fa piacere».

Giunte «fasciocomuniste»?
«Non mi sembra che l'esperimento abbia funzionato...».

Lo scrittore Antonio Pennacchi ce l'ha anche con lei: dice che è una traditrice, come Alemanno e Berlusconi.
«Ma che gli ho fatto? Ho rispetto per lui, ma la memoria non lo aiuta. Io ho un percorso politico diverso da altri».

Procaccini contro Sciscione a Terracina è un match tra Giorgia Meloni - Procaccini è il suo portavoce - e Renata Polverini?
«Per carità, è una sfida tra loro due».

Ma leggendo le dichiarazioni del ministro della Gioventù - «il voto di Latina è uno schiaffo a chi ha remato contro» - le sono fischiate le orecchie?
«E perché? Di sicuro non ce l'aveva con noi. Se qualcuno del Pdl ha fatto voto disgiunto, noi non c'entriamo. Anzi, siamo stati decisivi per far vincere Di Giorgi».

Nella sua lista c'erano anche persone legate all'ex sindaco Zaccheo?
«Sì, e non sono stati eletti».

La Polverini, in questo momento, è altro rispetto al Pdl?
«Sono diventata presidente della Regione col Pdl, ho un ottimo rapporto col premier e coi vertici. Ma credo anche che il nostro movimento porti un'energia nuova. Siamo legati a un'area, ma forniamo un'alternativa».

Alemanno dice che lei si dovrebbe integrare di più col partito.
«Sono già integrata».

Il «fattore P», come Polverini, esiste?
«Non lo so. Ma quando vado in giro vedo grande entusiasmo. Anche al supermercato».

Cioè?
«Mentre faccio la spesa la scena è sempre la stessa. Qualcuno che si avvicina, timidamente. Poi qualcun altro: "Presidente è lei, ma fa la spesa?". E io: "Certo, mangio". Questi momenti mi servono per non perdere contatto con la realtà».

A Genzano, in campagna elettorale, ha però perso le staffe dando delle «zecche» ai suoi contestatori. Non avrà esagerato?
«Sono stata troppo irruenta, ma non mi volevano far parlare e io non ci sto. In quelle situazioni o soccombi e perdi, oppure reagisci. E non volevo fare la fine di quel 25 aprile a Porta San Paolo, quando fui costretta a lasciare il palco».

Dopo le amministrative è nato un nuovo partito?
«Lo possiamo chiamare come volete: partito, movimento. Ma da oggi ci cambia la vita: abbiamo consiglieri comunali, gente che si è spesa per noi. Non gli possiamo dire che abbiamo scherzato».

«Città Nuove» ci sarà anche alle comunali del 2013?
«Come diceva mia nonna: beato chi c'ha un occhio».
fonte: Corriere della Sera   postato da: mn  

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