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sabato 14 maggio 2011
Fibrosi cistica: tagli della Regione, rischio chiusura del reparto dell'Umberto primo
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La direzione generale dell'Umberto primo
La direzione generale dell'Umberto primo
Lazio: Centinaia di contratti di lavoro tagliati in nome del risparmio, tagli che si abbattono sul policlinico Umberto primo senza fare distinzione di reparti e servizi. La Regione ha deciso di comprimere la spesa sanitaria sui contratti del 50 per cento e se l'Umberto primo negli anni scorsi era un grande calderone di assunzioni non sempre giustificate, ora è quasi al limite del funzionamento.
Di certo il centro di riferimento regionale per la fibrosi cistica (unico nel Lazio, riconosciuto dalla Regione nel '90 e dallo Stato nel '93) rischia di chiudere o di comprimere così tanto l'attività sanitaria da diventare praticamente inutile.

Il taglio del 50 per cento dei contratti di lavoro significa eliminare quasi tutti i servizi del centro per la fibrosi cistica che ha un organico ufficiale di due medici e un fisioterapista. Addio quindi ad altri 4 medici, terapisti, dietisti, psicologi e assistenti sociali perché la grandissima parte del personale è a contratto anche da 17 anni. Lunedì inizierà la mobilitazione dei genitori dei piccoli malati con un'assemblea prevista alle 15,30 nell'aula magna della clinica pediatrica. Da quel momento ci sarà uno stato di agitazione vero e proprio con la minaccia di manifestazioni sotto le finestre del presidente Regione Renata Polverini.

Il centro segue 540 malati, 104 pazienti trapiantati di polmone e fegato (gli ultimi 4 sono ora in rianimazione in attesa di passare in reparto) con 10 posti letto di degenza (camere singole e sterili) e un day hospital aperto mattina e pomeriggio. «Chiudere o ridurre le prestazioni? Sulla fibrosi cistica nel Lazio non c'è alternativa, non c'è un altro centro di riferimento e quindi è impensabile usare la forbice dei risparmi senza nessuna discriminante - dicono i genitori dei piccoli pazienti - perché forse si può risparmiare su qualche servizio inutile o sovradimensionato ma non su un reparto ridotto all'osso».

I contratti di lavoro scadranno il 31 maggio ma nonostante lo sforzo della direzione generale dell'Umberto primo non sembra che dalla Regione ci siano risposte. «Tutto tace - aggiungono i genitori dei pazienti che hanno visti le numerose richieste dell'Umberto primo e del reparto -. La Regione sembra sorda a qualsiasi possibilità di dialogo». Eppure la Regione contribuisce con 340mila euro l'anno per il funzionamento del centro di riferimento, una cifra che appare piccola piccola rispetto alle grandi somme della sanità del Lazio. Tra l'altro il centro per la fibrosi cistica non riceve dal 2006 i fondi per la ricerca (140mila euro) nonostante sia ormai di assoluto valore scientifico mondiale rientrando nella sperimentazione di farmaci insieme a reparti di tutto il mondo.
fonte: Il Messaggero   postato da: Capitan  

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