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giovedì 12 maggio 2011
La Regione Lazio esclusa dai fondi messi a disposizione dal Governo sulla emergenza abitativa
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Abitazione
Abitazione
Lazio: Sentite preoccupazioni, a nome della Federabitazione Lazio di Confcooperative, per il fatto che la Regione Lazio sia stata, al momento, esclusa dalla ripartizione dei fondi pubblici messi a disposizione del Governo nazionale pari a 298,6 milioni ( sui 377,8 assegnati complessivamente con Dpcm l'anno passato), quale prima tranche del piano nazionale di social huosing.
Solo 15 regioni, Lazio escluso, quindi, dal pacchetto approvato dal Cipe la settimana scorsa, che dopo la conferenza unificata potranno mettere in cantiere un numero consistente di alloggi, oltre 15.000, per fronteggiare l'emergenza abitativa che ristagna da anni nel nostro Paese.
L'effetto moltiplicatore delle pur esigue risorse pubbliche, messe a disposizione dal Governo, ha fatto si che con la partecipazione privata, l'ammontare complessivo delle risorse in campo supera i 2 miliardi di euro.
Una boccata di ossigeno importante, dato i tempi, che certamente servirà ad alleviare la cronica situazione emergenziale di tutti coloro che, non potendo rivolgersi al libero mercato, per le magre disponibilità reddituali delle famiglie, possono accedere ai programmi costruttivi, fruendo di incentivazioni pubbliche utili, che porteranno alla realizzazione di un mix tipologico di alloggi: case in locazione a canone moderato, alloggi da cedere in locazione a riscatto, in proprietà convenzionata e una quota di alloggi verrà messa a mercato libero, al fine di consentire la sostenibilità degli interventi stessi.
E noi cittadini del Lazio, che facciamo? Si domandano i soci delle nostre cooperative.
Possibile che ci sia stata tanta leggerezza nel non predisporre in tempo utile, così come hanno fatto le 15 regioni premiate, il piano d'individuazione delle proposte che erano pervenute in Regione, a seguito di un bando pubblico, che la stessa Regione Lazio aveva indetto nel giugno scorso?
Sono tutti interrogativi che in molti si chiedono, soprattutto coloro che avevano riposto speranza e fiducia nella opportunità che si era presentata nello scorso giugno.
La nostra regione è quella che presenta, ormai da diversi anni, la più grave situazione emergenziale di casa dell'intero Paese. Basti pensare a Roma città, che presenta numeri da spavento; oltre 30 mila alloggi, anche se, stando ad una indagine conoscitiva recentemente elaborata dal Cresme per conto della nostra Federabitazione, i numeri sono di gran lunga maggiori, oltre il doppio, se si tiene conto di una domanda pregressa non soddisfatta in tutti questi anni, e se considera poi, la nuova morfologia della famiglia, sviluppatasi negli ultimi anni (anziani soli, giovani coppie, famiglie monoparentali, single, emigranti, etc.).
L'emergenza casa nel Lazio, in modo particolare nei capoluoghi di provincia, ha toccato livelli insostenibili, che non può più attendere le lentezze della mano pubblica, anche per effetto del continuo depauperamento della situazione reddituale delle stesse famiglie.
Da un'altra c'è da dire che un'indagine condotta in questi giorni, dall'Agenzia del Territorio e dall'Abi, oggi, nel nostro Paese, solo una famiglia su due (51 %) ha le carte in regola per ottenere un mutuo dalle banche per acquistare un alloggio in proprietà. Ed è proprio la situazione reddituale delle famiglie che non consente di soddisfare la sostenibilità della rata di un mutuo necessario, stando ai parametri degli Istituti di credito, in grado di essere ammortizzato in un periodo medio-lungo di 20 anni.
Nel frattempo, non si consente la realizzazione di alloggi a prezzi calmierati, nemmeno quando le risorse pubbliche ci sono, e sono ferme da diversi anni, senza che le amministrazioni comunali sentano il ben che minimo interesse per queste problematiche sociali, mettendo a disposizione aree necessarie per questi tipi d'intervento.
Eppure, c'è da rilevare che l'attuale Giunta Regionale ha mostrato disponibilità e interessamento alle problematiche abitative, nel sottoscrivere il giorno 4 maggio scorso, alla presenza delle cooperative e imprese interessate, del verbale di accordo per l'attuazione dei programmi di edilizia residenziale previsti dalla legge regionale 16 aprile 2002, n.8, dopo che la finanziaria regionale, nel dicembre scorso aveva cassato l'intero pacchetto delle risorse messe a disposizione del bando DGRL 335/04.
Abbiamo accolto con soddisfazione l'accordo che ripristina le risorse regionali che consentiranno la realizzazione di circa 12.000 alloggi nel Lazio ( 5.750 nella sola città di Roma) in edilizia pubblica agevolata-convenzionata (da destinare alla locazione e alla proprietà), ed abbiamo accolto l'invito della stessa Presidente Renata Polverini, affinché, quali associazioni delle cooperative di abitazioni e delle imprese, ci impegnassimo in una fattiva collaborazione con la Regione, nell'assumere, presso gli enti competenti, tutte le informazioni necessarie, al fine di effettuare il censimento degli interventi dei propri associati, indicando tempo per tempo lo stato dell'iter burocratico delle singole pratiche, sotto il profilo urbanistico, trasferendo i dati alla Regione Lazio, entro il 30 giugno 2011. Il censimento ha l'obiettivo di selezionare gli interventi localizzati nei vari comuni che abbiano messo a disposizione le aree ai soggetti aggiudicatari delle risorse del bando pubblico.
Vogliamo sperare, per ritornare alle risorse pubbliche messe a disposizione dal Governo, che la Regione possa attivare tutte le iniziative necessarie, presso il Ministero delle Infrastrutture competente, affinché il Lazio possa recuperare le risorse di sua spettanza, parliamo di circa 38 milioni di euro, per fare in modo che anche nella nostra regione si possano realizzare case in housing sociale, a beneficio delle persone meno abbienti e nel contempo ridare impulso alla economia della industria edilizia, foriera di occupazione diretta ed indiretta nei vari settori produttivi.




Federabitazione Lazio di Confcooperative
Il Presidente Luigi di Fazio

di: TF Press

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