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venerdì 15 aprile 2011
Il catanese che incantò Berlusconi con il suo eloquio: chi è il nuovo sottosegretario Musumeci
finalmente!!!!!
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la destra
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Roma: Di lui, Francesco Storace, colonna del Msi e poi di An, e ora alla guida della Destra, ha detto con la consueta franchezza. «Se c'è un dispetto che si possa fare a un uomo politico è quello di farlo parlare dopo Nello Musumeci». Perché il nuovo sottosegretario al Lavoro, nato a Militello 56 anni fa, bancario e giornalista pubblicista, ha il dono di saper incantare con il suo eloquio. Che ha sedotto perfino Silvio Berlusconi tanto da far scattare un elogio pubblico nel 2005. «Musumeci parla in maniera sublime».
A 15 anni l'esordio nelle file della Giovane Italia
Ora Sebastiano, detto Nello, dovrà mettere a frutto le sue straordinarie qualità di oratore in un dicastero nient'affatto semplice non facendo rimpiangere il suo predecessore Pasquale Viespoli, assai ben voluto dal ministro Maurizio Sacconi. Come Viespoli, Musumeci si è formato ed è cresciuto nelle fila della destra che cominciò a bazzicare giovanissimo. Quando, a 15 anni, fece il suo ingresso dentro "Giovane Italia", braccio giovanile del Msi. Cinque anni dopo il salto nella politica con l'elezione al consiglio comunale della sua Militello.A 15 anni l'esordio nelle file della Giovane Italia
Ora Sebastiano, detto Nello, dovrà mettere a frutto le sue straordinarie qualità di oratore in un dicastero nient'affatto semplice non facendo rimpiangere il suo predecessore Pasquale Viespoli, assai ben voluto dal ministro Maurizio Sacconi. Come Viespoli, Musumeci si è formato ed è cresciuto nelle fila della destra che cominciò a bazzicare giovanissimo. Quando, a 15 anni, fece il suo ingresso dentro "Giovane Italia", braccio giovanile del Msi. Cinque anni dopo il salto nella politica con l'elezione al consiglio comunale della sua Militello.A 15 anni l'esordio nelle file della Giovane Italia
Ora Sebastiano, detto Nello, dovrà mettere a frutto le sue straordinarie qualità di oratore in un dicastero nient'affatto semplice non facendo rimpiangere il suo predecessore Pasquale Viespoli, assai ben voluto dal ministro Maurizio Sacconi. Come Viespoli, Musumeci si è formato ed è cresciuto nelle fila della destra che cominciò a bazzicare giovanissimo. Quando, a 15 anni, fece il suo ingresso dentro "Giovane Italia", braccio giovanile del Msi. Cinque anni dopo il salto nella politica con l'elezione al consiglio comunale della sua Militello.
Dal feeling con Fini alla nascita di Alleanza Siciliana
È l'inizio di una carriera rapidissima nel palazzo come pure nel Msi catanese che a 32 anni lo elegge segretario provinciale. Ma la sua popolarità è legata soprattutto ai dieci anni trascorsi alla guida della provincia di Catania: nel 1994 Musumeci diventa infatti presidente della provincia etnea, il primo ad essere designato direttamente dai cittadini. Nel 1998, poi, la riconferma al primo turno con 310mila voti. Un bacino di consensi che Musumeci porterà con sé quando, nel 2005, lascia An in polemica con Gianfranco Fini, e fonda Alleanza Siciliana, movimento autonomista a carattere regionale. Una nuova creatura nel panorama politico isolano che incassa subito l'endorsement di Vittorio Sgarbi. «L'autonomismo di Musumeci è il più onesto, il più coraggioso».
Un campione di consensi sul territorio
Uno insomma capace di conquistare apprezzamenti tra amici e avversari. Ma anche, e soprattutto, di mobilitare voti sul territorio. Lo fa alle europee del 2004 quando, con quasi 117mila consensi, si rivelò il deputato di An più votato dopo i big del partito (Fini, Alemanno e Gasparri). E ripete l'exploit anche alle amministrative del 2008, nella corsa per la poltrona di sindaco di Catania. Allora il traguardo fu mancato per un soffio: Musumeci, con il 26% dei voti, superò il candidato del centro-sinistra e sfiorò per pochissimo il ballottaggio con Raffaele Stancanelli, sostenuto dal Pdl. Ma risultò comunque il consigliere comunale più votato della città con oltre 4mila preferenze. Storace, che è politico navigato, ha fiutato l'aria e da tempo ha stretto un patto di ferro con la sua Alleanza siciliana. E Berlusconi sa che, per mettere (elettoralmente) al sicuro la Sicilia, un sottosegretario catanese dall'eloquio sublime torna sempre utile.
fonte: Il Sole 24 Ore   postato da: tavolacalda  

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