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lunedì 21 marzo 2011
Nessuno sconto al marito della Polverini: dovrà lasciare la casa Ater a San Saba
Nell'appartamento risulta residente anche un'altra persona e non vengono rispettati nemmeno i parametri di reddito
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Case dell'Ater a San Saba
Case dell'Ater a San Saba
Lazio: Il "caso Polverini" si complica. Tempo un mese e Massimo Cavicchioli, marito della governatrice della Regione Lazio, si vedrà recapitare un nuovo decreto di rilascio dell'appartamento di via Bramante. Il primo era stato emanato dall'Ater e poi sospeso nell'agosto del 2010 dall'attuale direttore generale Stefania Graziosi. Il suo caso verrà ora trattato alla stregua di altri 26 «occupanti senza titolo», già individuati dagli uffici di zona nel rione San Saba.
E si cercherà di capire anche perché si decise di bloccare quell'atto anziché integrarlo. Oltre a superare largamente i limiti di reddito richiesti, Cavicchioli non rientrava infatti neanche in quelli patrimoniali (Regolamento n° 2 del 2000, art.21 della Regione Lazio). Cosa che lo escludeva a priori dalla sanatoria disposta nel 2006 dalla Regione (legge 27, art.53).

Insomma, se non ci si mettono di mezzo i soliti cavilli, il consorte della governatrice dovrà riconsegnare volente o nolente le chiave
. Anche perché nel frattempo sarebbe spuntata un'altra vistosa anomalia: nell'appartamento di 60 metri quadri al quarto piano della palazzina senza ascensore, dove i nonni di Cavicchioli abitavano sin dal secondo decennio del '900, resiederebbe un'altra persona, - tale C.S. di anni 53, fuori dal nucleo familiare.

«Questa persona c'è sempre, mentre lui viene solo di tanto in tanto», affermano i vicini
. A che titolo occupa l'appartamento? La legge regionale non lo prevede, pena la decadenza immediata . Era già successo sei anni fa, quando nel luglio del 2005, in seguito ad accertamenti, risultò che nell'alloggio di Cavicchioli risiedeva un altra persona. Scattò una diffida e poi una querela in seguito rimessa.
Non tutti gli "abusivi" di San Saba seguiranno lo stesso destino. Per 54 inquilini sarà possibile applicare il canone concordato. Nel loro caso sussistono i requisiti richiesti dall'art.53 concernete la regolarizzazione di occupazioni di alloggi effettuate senza titolo. Per Cavicchioli no. La Polverini non si è mai separata legalmente dal marito anche se dal 2004 ha cambiato residenza. Ma proprio in quell'anno ha acquistato il suo primo appartamento e poi un secondo. Condizione che ha reso incompatibile la presenza del marito in una casa popolare destinata all'emergenza abitativa. Per l'azienda di Lungotevere Tor di Nona ottenerne il rilascio sarà comunque una vittoria di Pirro o quasi. In base alla stessa legge gli alloggi che rientrano nella zona omogenea A verranno messi all'asta e gli occupanti avranno diritto di prelazione. Da qui forse la frase preveggente, l'unica sussurrata finora da Cavicchioli («la comprerò»).

In realtà gli alloggi di San Saba non sono in vendita
e non lo saranno fino al 2014 per un vincolo statale. Solo tra 3 anni, se vorrà, l'Ater potrà includerli dunque nel suo piano di vendita.

«Nessun trattamento di favore e nessuno sconto, applicheremo la legge, entro un mese applicheremo le procedure di rilascio», ribadisce la Graziosi, ex commissario straordinario e ora direttore generale Ater. Stesso pensiero espresso dal neocommissario Bruno Prestagiovanni.

La polemica tuttavia non si spegne. Anzi. Stefano Pedica (Idv) chiede le dimissioni della Polverini e l'intervento della magistratura: «L'Ater è nata per chi ha bisogno di una casa - ricorda il senatore - la settimana prossima sarò sotto la Regione con gli inquilini Ater». E mentre il Pd si mostra cauto, contro Pedica si leva la controffensiva del centrodestra. Per Robilotta «Pedica ha preso una cantonata, basterebbe leggere attentamente le norme che la stessa sinistra ha approvato nel Consiglio regionale». Francesco Giro respinge l'idea che la Polverini sia rimasta «vittima del fuoco amico». «E' solo un pretesto - azzarda il sottogretario ai Beni culturali - per scatenare un fronte contro il cambiamento rappresentato dal presidente Polverini, un modo per delegittimarla». Giro lega la viceda ai due furti subiti nella propria abitazione di recente dalla Polverini. Chiude la carrellata Marco Di Cosimo, vice coordinatore romano del Pdl. Ma l'obiettivo resta lo stesso: «Al senatore Pedica diamo lo stesso consiglio che mia nonna mi dava da piccolo: prima di parlare conta sempre fino a dieci». Immediata la replica: «Ma non fu proprio Di Cosimo, nell'estate del 2005 a capo dell'Ater, a presentare una querela e una diffida contro il signor Cavicchioli?».
fonte: Il Messaggero   postato da: Capitan  

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