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venerdì 29 ottobre 2010
Lodo Antigua: il miracolo di Berlusconi via il debito
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Berlusconi Silvio
Berlusconi Silvio
Diritto e Giustizia: Un «paradiso fiscale» sgravato del 90% del suo debito. E, di contro, un Paese tra i più poveri al mondo che per ottenere lo stesso trattamento, sei anni dopo, deve essere devastato da un immane terremoto. Storia di una vergogna. Una vergogna targata Silvio Berlusconi. Report ha denunciato il «caso Antigua» e le società offshore riferibili al Cavaliere. Storia di debiti cancellati (dall'Italia) e di ville acquistate (dal premier). Ma c'è un aspetto di questa vicenda che non ha avuto il dovuto rilievo. L'Italia è da tempo maglia nera per ciò che riguarda gli impegni disattesi nelle più importanti campagne internazionali: dagli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite al Global Fund per la lotta all'Aids, dall'Aiuto allo Sviluppo alla Campagna mondiale per la Cancellazione del debito.
Ebbene, questo Paese inadempiente governato da un Premier-Pinocchio, ha avuto la faccia tosta, nel dicembre 2004, di cancellare il 90% del prestito e degli interessi maturati pari a circa 160 milioni di euro, accontentandosi di un «pagherò» di 14 milioni di euro. L'allora titolare della Farnesina era Gianfranco Fini, il sottosegretario agli Esteri che negoziò l'«l'affaire» era Mario Baccini. Si dirà: ma forse questo provvedimento è stato preso per favorire un Paese povero, Antigua e Barbuda.

STORIA DI UNA VERGOGNA
Non è così. Da statistiche inoppugnabili risulta che negli anni a ridosso della decisione del Governo Berlusconi ter, il reddito pro capite ad Antigua e Barbuda superava abbondantemente i diecimila dollari, ponendo il «paradiso fiscale» caraibico ben al di sopra di altri 90 Paesi al mondo, tra i quali Tunisia, Marocco, l'intero continente africano, una parte significativa dell'Asia...Una vergogna, per l'appunto. Tanto più evidente se si pensa che per la cancellazione dei soli 40 milioni di euro di debito di Haiti (155mo Paese su una statistica di 180 per ciò che concerne il reddito pro capite) si è dovuto attendere il devastante terremoto del 2010. Ad aggiungere vergogna a vergogna è il fatto, ricostruito da l'Unità attraverso fonti diplomatiche attendibili, in quello stesso periodo l'Italia si dichiarò «impossibilitata» a operare una rescissione del debito per «Paesi di gran lunga in condizioni peggiori di Antigua...».

L'Italia fu allora l'unico Paese al mondo che andò in soccorso del «paradiso fiscale» caraibico. La storia del debito cancellato al paradiso fiscale caraibico risulta ancora più incredibile, e vergognosa, se si rapporta, come rileva Giulia Alliani in un documentato articolo sul sito www.osservatoriosulla legalita.org, che «al Summit del G8 a Gleneagles, il Governo italiano ha confermato che non è in grado di assicurare le risorse per la lotta alla povertà più volte promesse per tenere fede agli impegni internazionali» e che «oggi l'Italia investe meno di 10 centesimi al giorno per ogni cittadino nella lotta alla povertà nel mondo...» Il summit del G8 di Gleneagles si tiene dal 6 all'8 luglio 2005, vale a dire solo 8 mesi dopo la decisione del Governo italiano di cancellare il 90% del debito, e dei relativi interessi, ad Antigua e Barbuda.

Si dirà: ma chi negoziò l'accordo non sapeva che i beneficiari erano nella lista dei «paradisi fiscali» e non tra quella dei Paesi più poveri. Sarà. Resta il fatto che i paradisi fiscali, identificati sulla base dei criteri Ocse, nel Rapporto (Progress in identifying and eliminating harmful tax pratices ) del 2000 erano 35. Fra questi comparivano, anche Antigua e Barbuda. Torniamo all'anno cruciale: il 2005. Un anno in cui, rileva ancora Alliani, «secondo i dati dell'Ocse-Dac, siamo l'ultimo tra i Paesi donatori, con lo 0,15% del Pil per il 2005, contro lo 0,33% che, secondo il Dpef 2003-2006, dovremmo raggiungere entro il 2006». Ancora più curiosa risulta la generosità italiana nei confronti delle isole dei Caraibi quando si legge che «il contributo per il 2004 di 100 milioni di euro al Fondo Globale per la lotta all'AIDS tubercolosi e Malaria è stato versato con oltre un anno di ritardo e per il 2005 risulta ridotto a 80 milioni, mentre non sono stati ancora quantificati i nuovi contributi per il 2006-2007». Le statistiche degli anni seguenti indicano che le inadempienze italiane si sono ulteriormente aggravate.

FUORI DAL G8
«È noto a tutti che in tempi recenti ho avuto delle divergenze con il vostro primo ministro, a causa di alcune promesse non mantenute. Questo non significa per me mancare di rispetto agli Italiani, o al suo partito, o al premier stesso. Ma non ho rispetto per le sue promesse non mantenute...". Così il leader degli «U2», Bono, si rivolge al Cavaliere-Pinocchio dal palco di San Siro (7 luglio 2009). Lo stesso leader degli U2 assieme a Bob Geldof, si era fatto promotore di un appello per lasciar fuori Berlusconi dal G8 del Canada: « I leader del G8 si incontreranno in Canada il prossimo giugno. Quasi tutti i Paesi del G8 hanno cancellato il debito e aumentato gli aiuti concreti all'Africa. Ciò ha permesso ad altri 42 milioni di bambini di andare a scuola e ha reso possibile la somministrazione di trattamenti salvavita a oltre tre milioni di soggetti affetti da Aids. Solo una persona non ha mosso un dito. Anzi, il premier Berlusconi sta facendo persino meno ora di quanto non facesse cinque anni fa. Berlusconi andrebbe espulso dal G8...», era la motivazione. Affari privati e «sgravi pubblici». Debiti cancellati e immobili acquisiti. L'«affaire-Antigua», visto in questa ottica, appare come il laboratorio politico di quella «diplomazia degli affari» (pubblici e privati) che il Cavaliere ha riproposto in grande stile qualche anno dopo con la Libia del Colonnello Gheddafi.
fonte: L'Unità   postato da: pax  

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