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lunedì 30 agosto 2010
Il reato di diffamazione meriterebbe una modifica...
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Diritto e Giustizia: Credo che in linea di principio il diritto penale abbia "compiti" differenti da quelli della mera tutela degli interessi del singolo e che pertanto così come strutturato il delitto contro l'onore previsto agli artt. 595 e ss, del Codice Penale abbia fatto il suo tempo, e mi spiego.
Fermo restando che non può essere consentito a nessuno di vulnerare a proprio piacimento la reputazione altrui, giacchè in questo caso sussiste anche una sorta di interesse collettivo ad una sanzionata difesa dalla barbarie di chi (come pletorici ed isterici soggetti - aliunde ed in specifico loco dove la diffamazione costituisce la base del codice php che ne sorregge le fondamenta - che hanno vissuto, vivono e spero sinceramente muoiano il più presto possibile, magari con la riattivazione di qualche ausilio extraorganico - può dall'oggi al domani screditare una o più persone magari per propri interessi, occorrerebbe tuttavia limitare la penale portata di quello che altrimenti rischia di diventare un ingiustificato arbitrio decisionale del Giudice di turno.

Dalla lettura di due recenti casi di cronaca si legge infatti che un giorno viene ritenuto diffamatorio affermare che per un certo incarico professionale lavorativo sarebbe più idonea una figura maschile, ed altro che sarebbe lecito da parte di un Giudice dire ad un teste di "non fare il napoletano", con il risultato finale che la gente non ci capisce più nulla e con tanti saluti alla certezza del diritto imprescindibile dogma del diritto penale.

Questo perchè da un lato ritengo che il diritto di critica sia uno dei valori più preziosi di una società moderna che occorre vada preservato anche a discapito di qualche eccesso di permalosità, e dall'altro perchè quel diffuso malessere per una giustizia spesse volte lenta e inefficace in quanto intasata dal troppo contenzioso italico anche in sede penale, imponga una certa qual selezione del penalmente procedibile.

Una soluzione limitativa potrebbe essere quella di ritenere punibile solo la falsa attribuzione di un fatto determinato ritenuto oggettivamente lesivo dell'altrui reputazione, sgomberando così il campo da tutte quelle varie considerazioni valutative et similia che potrebbero semmai essere destinate ad una controversia civile tra le parti in contesa, in pratica si tratterebbe di eliminare la cd. diffamazione generica in favore della sola diffamazione specifica oggi prevista al citato art. 595 Cp quale circostanza aggravante.

Analogamente si potrebbe tout court eliminare il meno grave reato di ingiuria di cui al precedente art. 594 Cp giacchè la presenza del soggetto passivo consente già, a differenza della diffamazione (che richiede la assenza del diffamato), una immediata reazione riparatrice, in ossequio peraltro a quel noto adagio che vuole preferibile dire le cose negative "in faccia" piuttosto che...alle spalle.

In conclusione, e penalisticamente parlando, se rimane giusto e sacrosanto investire il Giudice penale ogni qualvolta si infergono con la penna (o con altro...) lesioni mortali o anche solo gravi all'onore altrui, sarebbe bene che delle mere percosse o lesioni lievi se ne occupasse qualcun altro, perchè non è che possiamo sostituire all'obliato (per fortuna) duello una dozzina (tra primo grado e cassazione) di Magistrati, il cui sforzo meglio potrebbe essere destinato alla necessaria tutela della collettività piuttosto che all'onore del singolo cittadino.

di: Costantino D'Onorio De Meo

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