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marted├Č 09 febbraio 2010
Presentato ricorso alla Commissione contro le due novitÓ del mercato audiovisivo italiano.
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Aiuti di stato illeciti
Aiuti di stato illeciti
Diritto e Giustizia:

Altroconsumo: alla UE per Tiv¨ ed equo compenso

Presentato ricorso alla Commissione contro le due novitÓ del mercato audiovisivo italiano. Contestati aiuti di stato illeciti e questioni di antitrust
Altroconsumo ha presentato due ricorsi al nuovo Commissario europeo per la Concorrenza, Joaquin Almunia: uno contro Tiv¨, il consorzio di canali costituito per il digitale terrestre, l'altro contro il decreto Bondi sull'equo compenso.

Nel primo caso l'accusa Ŕ di concentrazione e aiuti di Stato, nel secondo sempre di aiuti di stato e di abuso di posizione dominante. In entrambi i casi, afferma Altroconsumo, si tratterebbe di situazioni che privilegiano interessi di alcuni (consolidando posizioni giÓ esistenti) a discapito del normale sviluppo del mercato tecnologico e delle telecomunicazioni.

Tiv¨ Ŕ una joint venture tra Telecom Italia media, RTI e Rai (non notificata alla Commissione europea) che concentrerebbe ulteriormente il mercato pubblicitario televisivo bloccando eventuali competitor. A discapito, sottolinea Altroconsumo, "di programmi di qualitÓ, innovativi, aperti al confronto e alla sperimentazione". Dannoso sarebbe, inoltre, il protocollo di codifica utilizzato, incompatibile con quello del decoder Sky. Violerebbe le regole comunitarie sulla concorrenza non permettendo ai circa 5 milioni di utenti Sky di ricevere i programmi free-to-air e del servizio pubblico, per cui oltretutto si paga il canone di abbonamento, finora ritenuto dall'UE compatibile con le norme sulla competenza proprio per la natura pubblica del servizio. [Punto Informatico]




Aiuti di stato nell'operazione Tiv¨ e nel decreto Bondi sull'equo compenso. Altroconsumo ricorre alla Commissione europea

Si insedia la nuova Commissione UE, la Barroso II, e Altroconsumo augura buon lavoro al nuovo titolare della DG Concorrenza, Joaquin Almunia, presentando due ricorsi, tutti italiani: contro Tiv¨ per concentrazione e aiuti di Stato e contro il decreto Bondi sull'equo compenso, sempre per aiuti di Stato e abuso di posizione dominante.

Il contesto in cui sono avvenute le due operazioni, distinte ma con effetti simili, Ŕ lo stesso, caratterizzato da dinamiche di accordi per privilegiare gli interessi di alcuni a danno dello sviluppo del mercato tecnologico, dei contenuti e di programmi di qualitÓ, con consolidamento di posizioni giÓ esistenti.

Con la creazione della joint venture Tiv¨, Telecom Italia media, RTI e RAI hanno realizzato una concentrazione di dimensione comunitaria, che tuttavia non Ŕ stata notificata alla Commissione europea. Le conseguenze saranno ingessare ulteriormente il mercato pubblicitario televisivo giÓ oggi caratterizzato da un'elevata concentrazione. Dinamiche collusive, a tutto vantaggio del potere di mercato delle imprese coinvolte, contro eventuali competitor. Tutto ci˛ a discapito di incentivi verso lo studio e la realizzazione di programmi di qualitÓ, innovativi, aperti al confronto e alla sperimentazione.

Criptando i programmi con un protocollo di codifica incompatibile con quello del decoder Sky, Rai e RTI hanno in pratica reso inaccessibile la propria programmazione generalista sulla piattaforma Sky in lesione delle regole della concorrenza (Articolo 101 del Trattato). Risultato: circa 5 millioni di utenti Sky non potranno ricevere programmi free-to-air e di servizio pubblico. Ma la RAI, proprio per assolvere al ruolo di servizio pubblico, beneficia del canone di abbonamento, un aiuto di Stato giudicato dalla Commissione compatibile con la natura del servizio erogato. Sino alla creazione di Tiv¨.

Con il decreto Bondi sull'equo compenso Ŕ stato esteso il prelievo da parte della SIAE di una quota di prezzo destinato a remunerare gli autori per la copia privata (prima previsto solo su CD, DVD vergini e masterizzatori) a tutti i dispositivi dotati di memoria, come telefoni cellulari, decoder, console di videogiochi. Secondo Altroconsumo si tratta di una tassa iniqua, in concreto aiuti di Stato alla SIAE e all'industria dell'audiovisivo, con abuso di posizione dominante. E un'interferenza illegittima con il funzionamento del mercato interno UE.

Commissario Almunia, buon lavoro.

[Altroconsumo]

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