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martedì 19 gennaio 2010
Processo Mediaset, il premier chiede tempo no dei giudici al rinvio per valutare l'abbreviato
La richiesta di Ghedini: riaprire i termini per un eventuale ricorso al rito Berlusconi invia una lettera per spiegare la sua assenza in aula
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processo mediaset
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Diritto e Giustizia: MILANO - Udienza, oggi a Milano, per uno dei processi che coinvolgono Silvio Berlusconi: quello sui diritti televisivi di Mediaset. Il premier, con una lettera, ha spiegato che i suoi impegni gli impedivano di presenziare in aula. Ma la mossa più importante è quella fatta da uno dei suoi difensori, Niccolò Ghedini: il legale ha chiesto di riaprire i termini per valutare l'eventualità di ricorso al rito abbreviato. Anche a dibattimento iniziato, come nel caso in questione. Dopo una breve camera di consiglio i giudici della prima sezione penale hanno respinto la richiesta.

L'iniziativa di Ghedini è stata formulata sulla scorta della sentenza della Corte Costituzionale che aveva giudicato parzialmente illegittimi gli articoli 517 e 516 del Codice di procedura penale, nella parte in cui non è consentito il rito abbreviato in presenza di contestazioni suppletive in dibattimento. Nel processo in corso a Milano il premier è imputato per i presunti fondi neri creati da Mediaset attraverso la compravendita di diritti televisivi e cinematografici. Alla richiesta dei difensori dell'imputato si era opposto anche il pm Fabio De Pasquale.

I giudici hanno motivato il no col fatto che i legali avrebbero dovuto formulare la richiesta di rito abbreviato quando fu formulata dal pm la contestazione suppletiva che ha allungato i tempi della frode fiscale all'ottobre 2004. "La pronuncia della Corte costituzionale - hanno aggiunto - è dichiarativa di un diritto esistente, non è una generale rimessione in termini" per tutti gli imputati che vogliono chiedere il rito abbreviato.

Quanto all'assenza di Berlusconi, ai magistrati è arrivata una comunicazione con cui il presidente del Consiglio ha detto di rinunciare espressamente alla sua presenza in aula stamani e che, quindi, l'udienza può procedere anche in sua assenza. Il premier spiega anche che era sua intenzione rendere dichiarazioni spontanee, ma che i suoi legali gli hanno spiegato che questo sarebbe stato "processualmente inaccettabile", in quanto vi sono tuttora delle attività istruttorie in corso. Nel testo il premier fa riferimento ad "accadimenti sopravvenuti e ben noti" che hanno notevolmente modificato la sua agenda.

L'udienza di oggi è la prima dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte costituzionale.

(18 gennaio 2010)
fonte: La Repubblica   postato da: veltrusconi  

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