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martedì 12 gennaio 2010
L'Egitto cerca di ribaltare la sua posizione debole e bacchetta l'Italia.
L'Egitto si mette a dare lezioni di tolleranza malgrado la strage dei Copti.
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Rosarnesi vecchi e nuovi in piazza
Rosarnesi vecchi e nuovi in piazza
Webzine: La situazione degli immigrati in Italia non è rosea e nemmeno ben regolata. I politici italiani di destra e sinistra si rinfacciano razzismo o lassismo così da non prendere mai decisioni tempestive sul tema dell'integrazione e della gestione della nuova forza lavoro.
Intanto si creano ghetti come quello di Rosarno, potenziali polveriere che andrebbero disinnescate prima che esplodano. Oltre a dover intervenire il Ministro degli Interni, in questi casi ha belle gatte da pelare anche il collega degli Esteri: c'è sempre il pericolo di ripercussioni e strumentalizzazioni internazionali.

Al prevedibile sconcerto dei Paesi che hanno saputo gestire meglio i problemi migratori, si aggiungono anche le sacrosante rimostranze dei Paesi d'origine. Irritante è però sapere che Paesi di dubbia attenzione verso le minoranze etnico-religiose si mettano a dare lezioni.

Riferendosi agli scontri in Calabria, il ministero degli Esteri del Cairo ha denunciato «la campagna di aggressione» e «le violenze» subite dagli «immigrati e le minoranze arabe e musulmane in Italia» e chiedendo al governo italiano di «prendere le misure necessarie per la protezione delle minoranze e degli immigrati». Una dura protesta quella dell'Egitto, che nel comunicato diffuso dal ministero degli Esteri ha citato anche la crescita registrata negli ultimi tempi di episodi «razzisti» e la condizione di disagio degli immigrati in Italia a causa delle «condizioni di detenzione, della violazione dei loro diritti economici e sociali e della pratica delle espulsioni coatte». La questione, ha annunciato il Cairo, sarà sollevata dal ministro Aboul Gheit nell'incontro in programma il 16 gennaio con il titolare della Farnesina Franco Frattini.

La replica del ministro italiano non si è fatta attendere: «Sono pronto a parlare di qualsiasi cosa» con l'Egitto, ha detto Frattini, respingendo come «inaccettabile» qualunque forma di violenza simile a quella vista a Rosarno. A proposito di quella che il Cairo ha definito una campagna di odio e di discriminazione contro gli immigrati, il capo della Farnesina ha ricordato che «l'Egitto è un Paese amico» e ha anticipato che il 16 gennaio con il collega Aboul Gheit «spiegherà agli egiziani, che come comunità emigrata rispettano d'abitudine la legge, che anche in Italia vogliamo che le leggi siano rispettate». Frattini ha anche assicurato che sullo sfondo degli scontri a Rosarno non ci sono questioni di tipo religioso. «Si trattava di casi di violenza normale a cui le forze di polizia hanno dovuto reagire: violenze inaccettabili che non hanno niente a che fare con l'Egitto e con gli egiziani che, come comunità rispettano abitualmente le leggi italiane». «'Tutta l'Italia, credo tutta l'Europa, ha visto gente dare l'assalto alle case o sfondare e bruciare le macchine. Questo non c'entra assolutamente niente con motivazioni religiose: si tratta di una violenza inaccettabile che giustamente è stata respinta dalle forse di polizia», ha aggiunto.

Da parte sua la questura di Reggio Calabria ha fatto sapere che non ci sono egiziani nel gruppo di immigrati che si trovavano a Rosarno e che, dopo gli incidenti dei giorni scorsi, sono stati portati nei centri di accoglienza di Crotone e Bari. È stata confermata, invece, la presenza tra gli immigrati di persone di lingua araba e di religione musulmana.

Il ricordo della recente strage di Copti il giorno del loro Natale viene spontanea. Il Governo egiziano si preoccupa degli Arabi e dei Musulmani nella vicenda di Rosarno, ma lo sa che gli Egiziani non sono tutti o Arabi o Musulmani?
fonte: Corriere della Sera   postato da: Delirium  

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