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domenica 09 agosto 2009
Il Ministero della Pubblica Istruzione invita pubblicamente i suoi dipendenti a violare la legge
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Scuola e società: Salve, ho deciso di rivolgermi a voi per prospettare un problema serio e gravissimo del quale nessuno parla in quanto la maggior parte dei giornalisti e dei politici ha paura (o preferiscono interessarsi a facezie et similia) e i sindacati tacciono per evitare figuracce e perdita di iscritti. Il motivo che mi ha spinto a rivolgermi a voi è che ritengo che siate gli ultimi baluardi di un'informazione libera e non asservita al potere di questo (o quel governo) e che solo voi potete avere il coraggio di pubblicare quanto sto per scrivere (spero di non sbagliarmi e di non dovermi ricredere su di voi), perché di coraggio ce ne vuole molto, dato che l'accusa che sto per fare al nostro Ministro delle Pubblica Istruzione e ai suoi sottoposti è grave: Il Ministro delle pubblica istruzione (Maria Stella Gelmini), tramite il Dott. Chiappetta firmatario della nota di cui parlerò in seguito, invita (con toni intimidatori che ricordano addirittura i consigli di "certe" persone che poi si "pentono" davanti ai magistrati...ci siamo capiti) a violare, a non tener conto della legge, dei giudici e dei tribunali. Praticamente il Dott. Chiappetta invita deliberatamente e intenzionalmente i suoi sottoposti a non tener conto né della legge né della costituzione e ciò per quanto mi riguarda è un atto gravissimo perché ci si vuole sostituire alla legge stessa, infischiandosene della separazione dei poteri su cui si basa la repubblica italiana. Ma cerchiamo di essere più precisi raccontando la storia dall'inizio. Faccio parte di quella categoria bistrattata relativa ai precari della scuola, cioé sono un docente precario abilitato, inserito nelle Graduatorie ad esaurimento e che ogni anno spera nelle nomine annuali(fino al 30 giugno o più utopisticamente fino al 31 agosto), naturalmente al di fuori della provincia di appartenenza da ormai sei anni (il che significa spese di affitto, di mantenimento, ecc., lontananza dai propri cari e dai propri affetti con tutte le conseguenze del caso) e come me ve ne sono molti altri (troppi per un paese che si definisce "civile" come l'Italia). Questo è il motivo che mi ha spinto (insieme a tantissimi altri colleghi) ad impugnare il Decreto Ministeriale relativo alle Graduatorie ad esaurimento del biennio 2009-2011 con l'unico scopo di veder garantito il diritto alla mobilità territoriale sull'intero territorio nazionale (così come garantito dalla costituzione a tutti i lavoratori) per poter tornare a lavorare (ora che vi è la possibilità) nel mio territorio e vicino all'affetto dei miei cari. Ora con una sentenza del 14/7 il TAR del Lazio ha giustamente accolto le nostre richieste ed ha invitato il Ministero e di conseguenza gli USP (uffici scolastici provinciali che dipendono dal ministero) ad eseguire tale sentenza. E qui arriva il bello..Il MIUR anziché seguire l'iter processuale corretto quando non si è convinti di una decisione del TAR, e cioè proporre appello in Consiglio di Stato onde annullare (nel caso gli venisse data ragione) la sentenza di cui sopra ha provato "illegalmente" ad aggirare la questione inviando una nota ministeriale (nota che allego a questa mail, insieme alle motivazioni che la giudicano illegittima) nella quale scrive (tra l'altro non citando alcuna legge a tal proposito e non adducendo alcuna motivazione legale) che il Ministero ritiene "inopportuno" dare seguito alle ordinanze del TAR...Ora, io non sono né un avvocato né un giudice, ma credo che la parola "inopportuno" non abbia alcun valore legale allo scopo di far eseguire o meno una sentenza di un tribunale, ma credo che sia una parola che possa essere usata solo ed esclusivamente per dare un consiglio. Credo inoltre che un pubblico funzionario, dipendente da un ministro, non possa dare dei consigli in merito a una sentenza, ma debba citare ed applicare delle leggi e tramite quelle leggi dovrebbe avere il potere di bloccare (se la legge lo permette) quella sentenza. Inoltre nella nota di cui sopra non si cita minimamente l'intenzione del Ministero di ricorrere al Consiglio di Stato (unico organo che può annullare una sentenza del TAR) per impugnare la sentenza di cui sopra (perché non lo fanno? Hanno paura che il CdS dia loro torto? E se hanno paura di perdere allora vuol dire che la nota e il DM che hanno emanato è illegittimo. Se sono così sicuri della legittimità di tale decreto c'è solo una strada da percorrere per il Ministero che è quella di ricorrere al CdS), ma si dà solo un parere personale ("inopportuno" significa che ciò che è inopportuno lo è solo per la persona che usa tale parola, cioè totalmete soggettivo; "inopportuno" non può essere usato come un qualcosa di oggettivo che valga per tutti e che possa essere legalmente riconosciuto per non applicare una sentenza). Ne consegue che il Dott. Chiappetta (e il MIUR) se ne infischia altamente delle leggi e dei tribunali che a suo parere sono "inopportuni". E' come se una volta condannato all'ergastolo un pluriomicida l'organo supremo della magistratura inviasse una nota al giudice che ha emesso la sentenza affermando che ritiene "inopportuno" condannare all'ergastolo quella persona e di conseguenza annullare la sentenza di condanna e rimettere in libertà il pluriomicida. Il paragone è azzardato, ma dal punto di vista legale è la stessa identica cosa. La verità è che si invita a disattendere una sentenza di un tribunale ponendosi al di sopra della legge e tutto questo da parte di un ministro di un governo che si è sempre fatto (solo a parole finora) paladino della legalità, che ha sempre criticato i giudici che non svolgono bene il loro lavoro, ma che poi quando questi giudici il loro lavoro lo fanno e lo fanno anche bene ecco che vengono criticati o che interviene una nota ad hoc (illegittima e illegale). Questo è ciò che succede in Italia e che l'informazione tace, più interessata alle vicende private con ballerine, escort ed altro del nostro premier che alle cose veramente interessanti che riguardano il futuro di migliaia di giovani da troppo tempo precari. A tutto ciò si aggiunge la presa in giro del ministro Gelmini il quale da un lato afferma pubblicamente che è giusto legare l'insegnamento al territorio e dall'altro con la nota di cui sopra impedisce a chi lo desidera di tornare a lavorare nel proprio territorio, una vera e propria contraddizione (il ministro della pubblica istruzione afferma che bisogna legare l'insegnamento al territorio, migliaia di precari fanno ricorso al TAR per tornare ad insegnare nella loro terra, il ministro della pubblica istruzione cerca di annullare le sentenze del TAR e impedisce ai precari di tornare nelle loro terre contraddicendo quanto affermato pubblicamente in precedenza).
Spero vivamente che pubblichiate quest'articolo (o sfogo) per rendere partecipe l'opinione pubblica del caos in cui ci troviamo e per dimostrarmi che non tutta l'informazione è asservita al potere e che esista ancora un'informazione libera. Ringraziandovi ancora porgo i miei più cordiali saluti e spero che la fiducia in voi riposta venga contraccambiata.

postato da: LORD_JIM  

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