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lunedì 18 maggio 2009
Treviso, moglie tradita diventa detective
Trentacinquenne per sei mesi in club e circoli privati segnando tariffe e usanze: «Volevo capire cosa faceva»
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Diritto e Giustizia: TREVISO (17 maggio) - Luciana, 35 anni, moglie-detective alla scoperta della Treviso by night, quella trasgressiva, sexy e non sempre le-gale ma sicuramente ricca di tentazioni per un marito particolarmente sensibile al fascino femminile.
Un'inchiesta durata sei mesi, accurata, incentrata su due tipi di locali: i club o i circoli privati, dove si riesce anche ad avere rapporti sessuali pagando tariffe che oscillano dagli ottanta ai cento euro, e i lap dance, moda che non accenna ad attenuarsi.
L'indagine, fatta assieme a un amico e alle spalle dell'ignaro marito, Luciana l'ha messa per iscritto. Quattro cartelle fitte e ricche di dati, dal-le tariffe dei locali alla qualità dell'ambiente, e legate da un solo filo conduttore: la rabbia verso un marito che troppe volte alla settimana si concede qualche piccolo svago. Insomma, la Treviso di "Signore e Signori" che si ripropone. «Stanca di aspettare e fingere di credere alla bugie del marito che una o più volte alla settimana torna tardi e un po' euforico, ho deciso di indagare sulla vita notturna», attacca.

E poi l'accusa: «Penso sia interessante per tutte le donne, e anche per gli uomini, conoscere cose che tanti, ma non tutti, sanno». Da questa premessa parte l'inchiesta che porta a due conclusioni: le occasioni e i posti per uno svago non mancano, le ragazze arrivano dai paesi dell'est Europa o dell'Africa, e, soprattutto, a costi decisamente contenuti. Almeno per una sola sera.

«La cosa che più ci ha colpito in questa nostra inchiesta è la condizione delle ragazze e il fatto che questi locali guadagnano soldi senza pagare tasse, protetti e camuffati come circoli culturali, usando e sfruttando queste ragazze con speranze e prospettive false».

Luciana traccia anche uno sconfortante identikit di queste lavoratrici tutte particolari: «Pochissime sono assunte o in regola, di solito sono socie del club o lavorano in nero, guadagnano dai 60 agli 80 euro a notte, devono fare un minimo di drink (ovvero farsi offrire da bere dai clienti che pagano circa 10 euro a consumazione ndr) altrimenti viene detratto una parte dello stipendio. Più o meno arrivano a 2.000 euro al mese se sono belle e ci sanno fare senza prostituirsi. Se si prostituiscono il discorso cambia e dipende dai nostri uomini, da quanto offrono e quanto è brava una ragazza a chiedere o a fare».

E dove vivono? L'intraprendente moglie ha scoperto anche questo: «Solitamente le fanno vivere in appartamenti, in 5 o 6 assieme o in qual-che albergo isolato e le trattengono dallo stipendio 200-300 euro al mese, per portarle in questi locali c'è un autista che devono natural-mente pagare. Qualcuna ha un figlio o i genitori da mantenere nel suo paese e manda i soldi a casa, comunque sono situazioni molto tristi. Se si calcola che pagano per dormire, per andare al locale, per vestirsi bene, sigarette, mangiare, alla fine del mese guadagnano come una commessa».

Santa Bona a Treviso, poi Silea, San Cipriano, Quinto, Conegliano, Caselle, Castelfranco: nella sua indagine Luciana ha toccato un po' tutta la Marca. In tutti i locali non ha mai avuto particolari difficoltà a entrare, anche nei club privati. E di ogni posto ha segnato tariffe e usanze. A Castelfranco: «...possibilità di uscite con le ragazze, 300-400 euro al locale, più la ragazza che è una cosa a parte».

Di una catena di locali tra Ponzano, Lovadina e Conegliano, Luciana scrive: «Tutti club privati, ma si entra anche senza tessera... possibile sesso solo a Lovadina, soliti 100 euro per la ragazza e 80 per il locale».
Alla fine Luciana esprime un desiderio, oltre a chiedere più controlli su questi «pseudo club culturali»: «Che i nostri uomini trovino prezzi un po' più alti, così stanno più a casa o tornano a guardare le partite».

di: TF Press

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