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domenica 22 marzo 2009
Scuola, il "badge" elettronico contro i ritardatari
Al "Labriola" di Ostia il primo caso romano. E sul web i genitori controllano le presenze
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Badge contro i ritardatari
Badge contro i ritardatari
Scuola e società: SUL tesserino ci sono nome e cognome, una foto formato tessera e un codice a barre personalizzato. Ma non è il tesserino di un qualunque dipendente che deve registrare l'orario di arrivo e di uscita dall'ufficio. È un badge elettronico per il controllo delle presenze degli studenti introdotto al liceo scientifico Labriola di Ostia, primo istituto del territorio ad applicare questo sistema in via sperimentale. «Da quest'anno» spiega la preside Daniela Benincasa «gli studenti delle prime classi hanno l'obbligo di utilizzare il badge in entrata sempre e in uscita, solo se anticipata. Non è un sistema di controllo repressivo, ma una semplificazione amministrativa che consente di alleggerire il lavoro di segreteria».
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In pratica, funziona così: nell'atrio del liceo di via Capo Sperone, una delle traverse di via dei Promontori, ci sono due lettori ottici, il "Totem" e il "Pinguino", davanti ai quali gli alunni devono passare con la loro tessera per segnalare la presenza a scuola. «Il badge» spiega Marco Litterio, insegnante di Matematica e Fisica, responsabile del progetto, «deve essere passato sul lettore ottico prima del suono della campanella, dalle 8.05 alle 8.15. Se il ritardo è lieve, cioè fino alle 8.25 l'alunno può entrare senza giustificazione. Se invece il ritardo è maggiore, l'apparecchiatura stampa un biglietto con l'orario di entrata che lo studente deve portare in vicepresidenza per farsi autorizzare l'i ngresso. Senza l'autorizzazione i professori della seconda ora non possono ammettere lo studente in classe. Il ritardo va comunque giustificato sul libretto».

Dalle 9.30, poi, i genitori possono accedere al sito della scuola con la loro password e controllare l'entrata dei figli. Non solo. Ogni 2 settimane viene inviato un sms riepilogativo sul loro telefonino. Niente da fare per chi ha pensato di chiedere una mano al compagno di classe consegnandogli il proprio tesserino: «L'a ppello rimane comunque la controprova fondamentale » aggiunge Litterio «per verificare la presenza degli studenti ».

Cosa ne pensano i ragazzi? «All'inizio dell'anno c'erano studenti che non volevano utilizzare il badge perché sembrava di essere in una specie di supermercato di giovani con tanto di codice a barre» spiega Giovanni, rappresentante d'istituto. «Poi parlando con i docenti abbiamo capito che questo sistema serviva solo per sveltire le pratiche burocratiche. Non ci sentiamo sotto controllo».
fonte: La Repubblica   postato da: simonilla  

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