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martedì 03 marzo 2009
Cnh (FIAT), fermo tre mesi per cassa. Declassamento per evitare la Cassa Integrazione.
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Ancora ancora cassa
Ancora ancora cassa
Diritto e Giustizia: La Cnh, società di macchine movimento terra del gruppo Fiat, chiuderà per quasi tre mesi, dal 14 aprile al 4 luglio, la fabbrica di San Mauro Torinese. Andranno infatti in cassa integrazione tutti i 727 dipendenti, compresi i 126 impiegati. Lo ha reso noto la Fismic.
«Chiediamo al governo incentivi anche per il settore delle macchine movimento terra - afferma Vincenzo Aragona, segretario generale della Fismic - anche perchè da settembre dell'anno scorso a luglio i lavoratori di San Mauro avranno effettuato 37 settimane di cassa integrazione. Rischiano quindi di trovarsi senza la copertura degli ammortizzatori». Gli operai della Cnh rientreranno al lavoro solo una settimana, dal 6 al 10 aprile.

Intanto arrivano i primi effetti degli incentivi auto: a Mirafiori effettueranno tre giorni in meno di cassa integrazione, dall'11 al 13 marzo, i dipendenti delle linee della Musa, della Idea e della Punto. La cassa era già stata ridotta per i lavoratori della linea dell'Alfa Mito a Mirafiori, che sono rientrati nell'ultima settimana di febbraio e lavoreranno regolarmente la seconda di marzo. Dal 9 al 13 marzo non faranno cassa neanche i 500 addetti della Multipla dello stabilimento torinese.

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Da colletti bianchi a tute blu per evitare la Cassa Integrazione

Il gruppo Guala Closures , fondato in Italia nel 1954, leader della produzione mondiale di chiusure per le bevande alcoliche, bibite ed i mercati dell'olio, è balzato oggi all'attenzione del quotidiano Le Monde per una proposta rivoluzionaria, e controversa, nelle relazioni industriali: "abbandonare il colletto bianco per la tuta blu, questa è l'offerta che la direzione ha fatto a trenta dipendenti in sovrannumero che stavano lavorando negli uffici dell'azienda. La scelta è semplice: accettare il declassamento e passare da impiegato ad operaio o seguire la via abituale della Cassa Integrazione, primo passo verso il licenziamento".

Marco Giovannini, l'Amministratore Delegato,spiega a Le Monde la filosofia dietro questa proposta: "Il lavoro è un valore di per sè, un valore trasversale. Di fronte al lavoro non ha senso parlare di classi sociali; non c'è operaio o impiegato che tenga, l'importante in questi momenti di crisi è che ciascuno possa avere il suo salario". E di fatto l'azienda continuerà a garantire a coloro che accettano la proposta il vecchio trattamento economico.

Mentre i sindacati, almeno la CISL come appare dall'articolo, hanno dovuto accettare di buon grado la proposta, l'appuntamento è tra diciotto mesi: "si valuterà se l'esperienza dovrà proseguire o se la congiuntura permetterà di reintegrare degli impiegati. In questo caso, i primi nella lista saranno coloro che hanno accettato il declassamento".

postato da: fu  

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