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martedì 07 ottobre 2008
La menzogna
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Gennaro Farina
Gennaro Farina
Diritto e Giustizia: La menzogna, è lo stragemma più diabolico architettato per ingannare intenzionalmente facendo intendere il contrario di quello che sa. La menzogna è l'alterazione consapevole della verità, compiuta con l'intento di trarre in errore il giudizio in cui induce. Perché mentire?. Le persone che ricorrono spesso alla menzogna sono elementi egoistici, che vogliono recare danni agli altri per un proprio vantaggio personale, mettendo in gioco comportamenti antisociali, dell'insinuazione, dell'imbroglio, della calunnia, dell'istigazione, del raggiro, e della truffa ma la drammaticità di questi comportamenti li porta all'autoconvinzione della loro "scaltrezza" poiché, sono certi di essere circondati, da ebeti, da idioti, da stolti, insomma da gente senza etica, da un prossimo marginale, facile da plagiarlo.
Cosa è la Giustizia?
Cosa è la Giustizia?
La storia è ricca di vicende che hanno come protagonista la menzogna ma oggi, a differenza di ieri, in un giorno se ne dicono quante in un secolo del passato. E' anche vero però che non hanno mai retto per lo scopo che sono state "costruite" perché IL TEMPO E' GALANTUOMO. Allora chi definisce la menzogna come puro strumento necessario per costruire il proprio potere, si deve confrontare con la verità, con la fiducia e con la credibilità.
Indipendente da ogni giudizio morale, si può affermare che la menzogna è una pratica per chi la costruisce e per chi la esercita un pericolo ad alto rischio, la consapevolezza di essere scoperti e di subirne le conseguenze negative, come: rovinare la propria immagine, la vergogna, distruggere la fiducia degli altri nei propri confronti, rompendo così il "patto sociale" dimostrando un comportamento deplorevole ed immorale.
I soggetti più "addestrati" utilizzano la menzogna per i propri interessi nelle più svariate circostanze ma quando questa pratica viene "orchestrata" all'insaputa dell'interessato, che ne viene a conoscenza solo quando è stato già sodomizzato, allora possiamo comprendere la gravità e la pericolosità di questi menzogneri.
Pertanto, la menzogna è un processo incontrollato in un gioco senza fine, per cui l'abilità di scoprire chi la costruisce, rappresenta la capacità di un modello di Giustizia sull'osservanza del Diritto. Dunque il ricorso al Giudice diventa categorico.
Ma quando l'intervenuto richiesto interrompe questo gioco senza fine ed evidenzia, che oltre ad essere state soggiogate le Istituzioni, sorrette dagli Uomini; i quali o loro volta come PERSONA sono stati ingannati dal Tale ritenuto affidabile e serio, il quale facendo assumere in realtà delle decisioni sbagliate, mentre se avesse avuto notizie della realtà dei fatti, cioè veri, le decisioni assunte sarebbero state ben altre. Per essere più pratico voglio citare un esempio ma è solo un esempio, in materia di lavoro. In primo grado un Giudice sulla base delle argomentazioni delle parti emette un dato provvedimento. In appello lo stesso legale, vittorioso in primo grado, deposita memoria con la quale le argomentazioni risultano diverse e contraddittorie rispetto a quelle utilizzate in primo grado. Se così fosse è stata elaborata una menzogna o prima o dopo. Di fronte a questo dubbio come può l'essere umano non sentirsi mortificato perché beffato, nel verificare che la menzogna e l'inganno potrebbero rappresentare i nuovi principi e confini della moralità.
Certamente, la condizione esposta, è solo un esempio. Un esempio però, che ci permette di sostenere quanto la menzogna possa influenzare eticamente la PERSONA, al di là dell'aspetto Giuridico.
Immediatamente, affermiamo che il regno della PERSONA è quello dei valori, perché intesa come uomo nella sua dignità personale, come portavoce di valori umani universali, in quanto membro della società nelle sue qualità particolari nelle funzioni che svolge in seno di essa. Kant diceva che "gli esseri ragionevoli sono chiamati PERSONE perché la loro natura li indica già come fini in se stessi vale a dire come qualcosa che non può essere adoperato unicamente come mezzo".
Per cui chi ordisce la menzogna alla PERSONA con l'intenzione di "utilizzarla" come mezzo per i suoi fini, ingiuria se stesso in quanto non sa di essere insensato.
Comunicare la verità è un principio incondizionato, anche, se si dovessero rivelare conseguenze di cui si è responsabili. Ciò presuppone un atteggiamento ed un comportamento consolidato in un'abitudine, in un costume dove l'etica del dovere fa parte della propria formazione culturale, che non tutti hanno, dato che, sono poveri o privi di onorabilità.
Fiduciosi delle PERSONE che mirano alla costruzione di un mondo che sarà il simbolo del mondo con un etica morale dove non trovano spazio, elementi mercenari dannosi alla Società Civile.
Gennaro Farina

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postato da: ringen  

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