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giovedì 28 febbraio 2008
Rifiuti, differenziata. malaffare, politica
Sudditi e non cittadini a pieno titolo
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"Monnezza"
Columna Infamiae: Impazza sui media il consiglio ai cittadini di adottare la raccolta differenziata dei rifiuti quale unico toccasana risolutore della crisi igienico-sanitaria degli agglomerati urbani e della Campania in particolare.
Riflessioni di un certo valore, però, non si leggono, vedono o sentono da nessuna parte con lo scopo di dare una soluzione radicale al problema.
Diamo per scontato che lo Stato e le sue istituzioni pubbliche sono delle pessime imprese di servizio per una lunga serie di ragioni che non stiamo qui ad enumerare.
Nel caso della raccolta dei rifiuti si verifica il fatto fondamentale di una inter-azione tra pubblico (raccolta, più facile e di tipo clientelare) e privato (smaltimento, di più difficile attivazione) in assenza di un piano organico complessivo che permetta una inter-azione tra i due sistemi. Ognuno va per conto suo ed i controlli sull'operato pubblico e privato sono del tutto assenti se non, addirittura, omissivi, per l'eterna straordinarietà degli interventi.
Nel corso di questi ultimi trent'anni l'espansione dell'edilizia abitativa popolare e generale è stata orientata alla costruzione di complessi abitativi in cui si è voluto comprimere al massimo indispensabile lo spazio a disposizione delle famiglie italiane; creando in tal modo un sistema di vita casalingo dove ogni azione personale è stata prevista al minimo indispensabile.
Per attivare una sia pur minima raccolta differenziata domestica entro simili sistemi abitativi compressi, occorre mettere in funzione almeno 5-6 cassonetti che determinano una ulteriore compressione agli spazi vitali interni nonché a rendere pià difficile il già complicato sistema di vita ed, infine, a non poter mai raggiungere uno standard complessivo e completo di differenziazione dei rifiuti così come richiesto dall'attuale situazione.
Sin dagli anni '80 del secolo scorso (e sono passati ormai quasi trent'anni) si è parlato di un sistema di riciclaggio dei rifiuti che consisteva nel trasferire tutto il materiale raccolto presso un centro nel quale, attraverso tappeti ruotanti e cellule fotoelettriche si poteva procedere ad una completa e precisa separazione dei materiali raccolti.
Tali materiali, così suddivisi, sarebbero stati poi avviati ai forni, alla trasformazione o alla riutilizzazione senza ulteriori passaggi e secondo le qualità possedute da ciascun materiale separato.
Era questo un sistema di facile applicazione, avente un evidente ritorno economico.
Una politica inetta ma anche, forse, connivente col malaffare, ha abbandonato ogni iniziativa in tal senso ed ha dato la stura ad una politica ambientalista invasiva della sfera privata ed in dispregio degli interessi vitali della gente fino a giungere all'attuale penosa situazione.
Le poche immagini che la TV italiana ha trasmesso sugli impianti esistenti in Germania hanno fatto vedere che questi sistemi colà già esistono, funzionano e perciò possono trattare i rifiuti della Campania.
Ma la gente d'Italia non se n'è accorta e nessuno mai ha fatto capire come si smaltiscono i nostri rifiuti in Germania.
Noi paghiamo a caro prezzo la Germania per il servizio di smaltimento dei rifiuti ma siamo proprio certi che gli italiani non ci guadagnino niente da questo stato di cose?

di: Albino Cece

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