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mercoledì 06 giugno 2007
Proposta di moratoria per l'ambiente
associazione asud, legambiente, wwf e la giornata mondiale
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Salute e Benessere: ASUD INFORMA
Torna l'appuntamento annuale con la giornata mondiale dell'ambiente. E anche quest'anno c'è davvero poco da celebrare sulla salute del nostro pianeta.
La temperatura della terra aumenta a ritmi inarrestabili. Gli undici anni più caldi degli ultimi 125 sono da registrare dopo il 1990 e il record appartiene all'anno 2005.
Gli effetti sono noti, dal disgelo dei ghiacciai, all'aumento della desertificazione, all'intensificazione delle tormente tropicali. Altrettanto note sono le cause, prime tra quali le emissioni di gas, l'estrazione petrolifera e un modello economico e di consumo del tutto insostenibili. Modello dettato e voluto dai governi e dalle corporations del nord del mondo che ricade come una condanna sui paesi del Sud del mondo.
E proprio dal Sud continuano ad arrivare proposte e suggerimenti per far fronte all'emergenza ambientale ed alla crisi della politica internazionale. Risale a poche settimane fa la proposta, lanciata dal governo ecuadoriano, di non sfruttare campi petroliferi presenti in aree ad alta biodiversità come il caso del parco dello Yasunì, sulla base di un triplice obiettivo: rispettare i diritti dei popoli nativi, conservare la biodiversità e controllare i cambiamenti climatici.
Su questa base, il governo ecuadoriano domanda ai paesi arricchiti del nord del mondo una compensazione del 50% di quello che lo stato guadagnerebbe, basandola proprio sulle responsabilità "diverse" in relazione ai cambi climatici. È legittimo che un paese del sud che assume come centrale nella sua politica la responsabilità verso l'ambiente e verso tutti gli altri popoli della terra, sia quanto meno compensato per i suoi sforzi e per il mancato guadagno monetario che questo comporta. A livello internazionale questa proposta trasformerebbe la logica attuale su come affrontare i cambiamenti climatici.
Ridare il 50% del valore del crudo rimasto sottoterra è una misura concreta che impone a quei paesi del nord del mondo, che sulla carta si dicono preoccupati dei cambiamenti climatici e parlano di sostenibilità, di riconoscere gli sforzi di un paese amazzonico che vuole conservare biodiversità e combattere concretamente i cambi climatici non solo per sé ma p
Nei prossimi giorni, in Germania, si riuniranno i capi di Stato dei Paesi maggiormente debitori con il clima: i G8. Ancora una volta, e nonostante l'emergenza ambientale, non si parlerà di come cambiare questo modello di sviluppo che rincorre se stesso, ma della crescita delle imprese, dei metodi per aggirare la questione ambientale e della compravendita delle emissioni, con il governo di Washington che, alla vigilia del summit, ha già annunciato che non intende ratificare neppure il nuovo documento sui cambiamenti climatici preparato dalla Germania.
L'ennesimo paradosso di un sistema organizzato per la difesa della grandi multinazionali, piuttosto che della Madre Terra. È solo dalle comunità, dai movimenti e dalla società civile che possono venire le alternative e le forme di democrazia capaci di dare risposte alle grandi sfide che il nostro tempo ci pone.

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http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/clima/7734.php
Oms: «60.000 morti l'anno per il clima»


Sono vittime dei disastri naturali. Il dato presentato dall'Organizzazione mondiale della Sanità durante la giornata mondiale dell'ambiente. La maggioranza dei decessi avviene nei paesi in via di sviluppo
Cnr: «Otto milioni d'italiani nell'inquinamento»


Circa 60 mila persone perdono la vita in media ogni anno nel mondo vittime di disastri naturali legati al clima, ha affermato oggi a Ginevra il Direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Margaret Chan spronando la comunità internazionale ad agire per ridurre l'impatto antropogenico sul clima globale. La maggioranza dei decessi è registrata nei paesi in via di sviluppo, ma oltre 35.000 persone sono morte in Europa a causa della canicola dell'estate del 2003.

I cambiamenti climatici hanno inoltre un altro drammatico impatto sulla salute poiché molti dei "global killer" - dalla malaria, alla diarrea alla malnutrizione - sono estremamente sensibili alle condizioni climatiche, ha aggiunto Chan in una dichiarazione resa nota in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente, celebrata ogni 5 giugno. Per l'Oms, senza azioni concrete, l'impatto di questi elementi crescerà. Il direttore generale dell'Oms ha infine sottolineato che «molte delle azioni necessarie per ridurre il nostro impatto su clima globale possano anche ridurre l' inquinamento e salvare vite umane già adesso».

5 giugno 2007
La Giornata mondiale dell'ambiente


"Ghiaccio che si scioglie, un tema che scotta?" è lo slogan di quest'anno dell'appuntamento istituito dall'Onu nel 1972. L'Unep lancia la campagna "Pianta per il pianeta": un miliardo di alberi da piantare in tutto il mondo



Al via domani le celebrazioni della Giornata mondiale per l'Ambiente, istituita nel 1972 dall'assemblea delle Nazioni Unite per sensibilizzare l'opinione pubblica a livello mondiale e favorire l'azione e l'attenzione del mondo politico. I principali eventi dell'edizione 2007 si terranno in Norvegia mentre lo slogan prescelto, a sostegno dell'Anno internazionale per i Poli, sarà "Ghiaccio che si scioglie, un tema che scotta?".

Si mantiene infatti sempre "caldo" il fronte dei mutamenti climatici causati dal riscaldamento del Pianeta, i cui effetti, scenari futuri e ipotesi di risoluzione sono stati al centro del recente rapporto degli esperti Onu dell'Ipcc. Obiettivo del 5 giugno 2007, spiega l'Onu, «é dare un volto umano alle questioni ambientali; far sì che le persone diventino agenti attivi dello sviluppo equo e sostenibile; accrescere la consapevolezza che le comunità sono di importanza fondamentale per il cambiamento dell'atteggiamento riguardo le questioni ambientali; promuovere partnership, che garantiranno a tutte le nazioni e popolazioni un futuro maggiormente sicuro e prospero».

Ecco allora l'Onu rilanciare la campagna dell'Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, "Pianta per il Pianeta", che ha l'obiettivo di riuscire a piantare un miliardo di alberi nel mondo. Un'iniziativa sottolineata dal direttore dell'Unep, Achim Steiner: «Abbiamo così poco tempo per evitare i danni e gli effetti negativi del cambiamento climatico. Esistono numerose soluzioni alla portata di tutti, come sostengono molti economisti, soprattutto se paragonate a ciò che si spende per soddisfazioni personali. Per l'economia mondiale - continua Steiner - i beni e servizi ricavati dalle foreste valgono miliardi, se non migliaia di miliardi di dollari». Le foreste sono contenitori importanti sia dal punto di vista naturale che economico, per la loro funzione di sottrarre carbonio all'atmosfera e di racchiuderlo nei tronchi e nei rami. A livello globale, la diffusione delle foreste sulla terra è diminuita di un terzo rispetto ad un tempo. «È dunque giunta l'ora di capovolgere questo trend, è ora di agire».

4 giugno 2007

Le politiche ambientali del Governo Prodi
4/6/2007 - In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, che si celebra martedì 5 giugno in tutto il mondo, il WWF traccia un bilancio delle politiche sull'ambiente nel primo anno di Governo Prodi


In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, che si celebra martedì 5 giugno in tutto il mondo, il WWF ha compiuto una valutazione della politica dell'ambiente condotta nell'ultimo anno in Italia alla luce degli impegni presi a livello internazionale, delle urgenze nazionali, delle emergenze globali. Alla luce soprattutto dell'incredibile accelerazione che tutti i temi ambientali hanno registrato negli ultimi 12 mesi. Non vi è praticamente questione politica che possa prescindere dallo stato del pianeta su cui viviamo e lo dimostrano i programmi e le campagne elettorali condotte in Francia, in Germania, in Gran Bretagna, in Spagna. Non c'è ormai governo europeo che non ponga in cima alla lista delle priorità la questione ambientale, il riscaldamento globale, la politica energetica.



Alla luce dell'analisi contenuta nel Dossier stilato dal WWF al termine del primo anno di governo Prodi il giudizio complessivo è purtroppo ancora insufficiente rispetto agli sforzi messi in campo. In un documento di 29 pagine si elencano e si dettagliano i 'cardini' ambientali su cui dovrebbe poggiare l'intero programma. Scendendo nell'analisi del documento il giudizio che ne scaturisce è pienamente positivo solo per la gestione delle aree protette, dove si è invertita la tendenza sui commissariamenti e si sono stanziati più fondi per i parchi. E' invece negativo sulla difesa della biodiversità dove manca ancora la definizione della "Strategia Nazionale per la Biodiversità", che ne dovrebbe fotografare lo stato di salute nel nostro paese, tra le maggiori in Europa in termini di ricchezza di specie ed habitat, ed individuare le azioni necessarie per la conservazione e l'uso sostenibile della diversità biologica, così come è negativo per la tutela della risorsa idrica e difesa del suolo dove non sono stati resi operativi i principi positivi elencati nel programma elettorale. Anche in materia di tutela paesaggistica e ambientale è negativo il giudizio a causa delle numerose e gravi questioni irrisolte e delle proposte di legge in rotta di collisione con qualsiasi criterio di uso sostenibile del territorio come resta negativo il giudizio per trasporti e infrastrutture dove la frammentazione delle competenze ministeriali e la mancanza di concertazione con il dicastero dell'Ambiente sta portando a scelte contraddittorie.

Il Governo è ancora insufficiente ma sulla buona strada invece nell'applicazione della Direttiva Habitat dove sono stati fatti passi in avanti per cercare di recuperare la situazione che ha portato alle numerose procedure di infrazione da parte della UE ma non si è riusciti a convertire in legge i decreti. Sulla riforma del codice dell'ambiente (un testo che rivoluziona tutta la normativa ambientale approvato dal precedente Governo) ci si aspettava un percorso di revisione per sanare le storture create dalla Legge Delega prima e dal decreto poi, ma questo non è avvenuto. Sull'educazione ambientale il Ministero della Pubblica Istruzione si sta rivelando molto lento nella concretizzazione degli impegni presi mentre il Ministero dell'Ambiente ha avviato un percorso sull'Educazione alla Sostenibilità prevalentemente interno alle istituzioni e poco partecipato rispetto alla società civile. Il capitolo cruciale riguarda infine le politiche energetiche messe in atto in questo primo anno di Governo dove nessun provvedimento mostra un'efficacia capace di iniziare ad invertire l'attuale trend di emissioni del nostro paese, sempre più lontano dagli obiettivi di Kyoto.

Scarica il documento in pdf (359 Kb) >>

Da oltre un anno le urgenze ambientali vengono affrontate anche in virtù delle grandi potenzialità che il tema può dare ad un paese in termini di competitività. Non è più una semplice nicchia di ambientalisti, come qualcuno l'ha definita, che reclama l'urgenza di azioni concrete rispetto agli impegni ambientali: sono le stesse aziende, gli investitori, le grandi compagnie di assicurazioni oltre ai politici di paesi a noi vicinissimi, come la Francia, la Gran Bretagna, la Spagna. Di fronte a questo scenario globale il WWF pone cinque domande al Presidente del Consiglio: Esiste secondo lei nel nostro paese una 'regia' in grado di stabilire le priorità delle politiche ambientali? Quali sono gli obiettivi concreti che si è posto il Governo per riuscire a cavalcare l'onda di questi cambiamenti globali senza rischiare di esserne travolto? Esiste una visione a lungo termine o prevalgono ancora interessi corporativi e di settore? Quali sono gli investimenti del Governo sulla sfida globale che viene posta dalle emergenze ambientali? Rispetto alle leggi ancora attese da quale si comincia fin da domani?

Il documento di 32 pagine presentato dal WWF un anno fa, con le richeste al Governo Prodi >>
http://beta.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=12745&parent=3706&content=1

di: Giorgio Libralato

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