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venerdì 31 agosto 2018
Diario da Gaeta/ Voti, promesse e sanatorie
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Data evento: domenica 26 mag 2002
elezioni 02
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Lo scrigno di TF: Ho fatto due conti e ho scoperto che qui a Gaeta, dove fra tre giorni si vota per rinnovare il sindaco e una ventina di poltroncine in consiglio comunale, abbiamo un candidato ogni novanta abitanti. Fanno duecentodieci aspiranti che perlustrano il territorio, stringono mani, si fanno vedere al mercato, organizzano cene e partite di calcetto, distribuiscono biglietti (leggo dal blog di Galletti che qualcuno ha perfino inventato il "santino elettorale" con annesso calendario dei Mondiali di calcio), elargiscono promesse, invitano onorevoli a fare da testimonial, si specchiano nelle loro immagini sparse per la città.
Dietro a tutto questo c'è la parte "non ufficiale" della campagna elettorale: voci, calunnie, finte promesse di voto, autentici scambi di favori, cose che si sanno ma non si dicono. Qualche giorno fa mi hanno infilato sotto il portone un foglio fotocopiato e stampato in proprio. Si vede la foto di una casa, una mediocre villetta nel verde. Probabilmente abusiva. E si dice che, se verrà rieletto un tale dell'UdC (centrodestra) come consigliere, questo e altri obbrobri verranno irrimediabilmente sanati. E l'ignoto autore ci ricorda una proposta di sanatoria già avanzata da questo tale nel vecchio consiglio, e ora un punto del suo programma in cui si propone, senza tanti giri di parole, di facilitare l'edilizia e allentare i vincoli ambientali.

L'edilizia è uno dei problemi forti, e magari un po' imbarazzanti, che aleggiano dietro la campagna elettorale gaetana. Gaeta, infatti, messa così com'è (ovvero circondata dal mare, disseminata di reperti storici, di fauna e flora protette, con sette spiagge e un parco regionale nel centro della città) è tutta un vincolo paesaggistico. E, come prevedibile, è tutta un abuso. Ristoranti, baracche e una superstrada costruite sulle dune di ponente, maxihotel a dirupo sul mare, obbrobriose villette vista spiaggia, case popolari edificate nell'ex fortezza medioevale, proprio sotto al castello.

E poi c'è il degrado dei quartieri periferici, quelli del mattone selvaggio anni 90. E ancora i costi proibitivi di affitti e abitazioni, e quasi tutti per trovarne una sono costretti a spostarsi nei paesi vicini. E la paradossale situazione del cimitero (pure oggetto di volantini con sarcastiche vignette...): costruito nell'800, circondato di case e palazzoni negli anni 60, una nuova sede in zone più adatte finita nel fango e nelle inchieste giudiziarie negli anni 90, ora in perenne emergenza (compresi periodici scandali per riti esoterici e altrettanto inquietanti commerci di loculi). Un intreccio, dunque, di case, commerci, piccoli e grandi abusi, emergenze da risolvere, favori personali e voglie di sanatoria. Che non può certo sfuggire ai candidati in cerca di voti.

Il candidato della Casa delle Libertà Magliozzi vuole liberare Gaeta da lacci e vincoli, ridando fiato ai proprietari e ammiccando su qualche sanatoria o buona deroga, con la complicità delle istituzioni amiche. L'avversario di centrosinistra Di Ciaccio nel suo programma dedica un dettagliato capitolo a "l'edilizia semplice": semplificare le pratiche, eliminare certificati e controlli di troppo, facilitare gli interventi. (ricorda il programma berlusconiano di governo di un anno fa ma forse su certi temi si tende al bipartisan). La sinistra ambientalista si oppone, mugugna da sola, ma pochi la staranno a sentire. E sono molti invece ad avere un pezzo di terra da sistemare, una villetta vista mare o qualcosa da sanare. E, notoriamente, un voto di paese più che un atto di fede o un attestato di fiducia è una piccola cambiale, neanche tanto in bianco.


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Pubblicato su TeleFree.it il 26 maggio 2002
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di: Luca Di Ciaccio

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