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lunedì 30 aprile 2007
Perché non fu dato l'allarme?
per non dimenticare i 278 caduti sotto il bombardamento
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la memoria
la memoria
Scuola e società: Nel quartiere " Leonardo da Vinci" di Dalmine (BG), emozionati e paurosi, ci troviamo all'ingresso di uno dei due rifugi antiaerei che La Dalmine s.p.a. fece costruire durante la seconda guerra mondiale.
Questa visita fa parte del progetto "percorsi di lettura" che io ho voluto chiamare : Leggiamo la guerra.
Entriamo in quel "pozzo" che ha visto tante sofferenze, tanti occhi spaventati di bambini malnutriti e impotenti madri disperate.
Una scala a chiocciola ci porta ad una profondità di 20 metri. A questa profondità il "pozzo" è collegato all'altro, costruito nel quartiere "Garbagni", da una galleria lunga 40 metri. Una guida " attore" legge delle pagine di un libro che racconta la guerra con le parole di una donna. Il tono e il trasporto con cui quel personaggio legge il libro affascina i ragazzi e anche me, mentre delle diapositive ( unico mezzo moderno in quel contesto) illustra scene di guerra. Ci racconta poi del bombardamento del 6 luglio 1944 . Sono 26 gli aerei, conosciuti come "fortezze volanti", che, arrivando da Est, alle ore 11.04 scaricano 77 tonnellate di bombe sulla fabbrica, e il tutto senza preavviso.
"Perché non fu dato l'allarme?" chiede Giuseppe guardandomi fisso negli occhi.
Non oso rispondere. Lo fa la guida.
Nello stabilimento era in corso una "colata" e la direzione non aveva voluto dare l'allarme per non arrestare la produzione. L'espressione incredula che assume il viso di Giuseppe e quello di tutti i suoi compagni mi fa sentire piccola piccola. Io che ho sempre insegnato la lealtà, il rispetto e l'amore mi sento adesso una che dice ciance. La guida percepisce il mio stato d'animo e interviene dicendo: " ragazzi, questa è la guerra".
Trovo allora il coraggio di dire la giustificazione ufficiale :" la commissione designata dal prefetto relazionò dicendo che il segnale di allarme non era stato dato perché l' ufficio germanico di Milano lo aveva dato con deplorevole ritardo".
Ragazzi, questa è la guerra.

REGgINA

postato da: REGgINA  

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