TeleFree.iT
mercoledì 17 gennaio 2007
Morire a vent'anni
Affinché le morti bianche non si tingano di giallo
letture: 2896
img
img
Minturno: Con qualche mese di ritardo, ha trovato vasta eco, attraverso la carta stampata, la notizia della morte prematura di un giovane Minturnese, Bernardo Onofrio, deceduto all'età di appena 28 anni.
Si tratta di un episodio di mala sanità?
I genitori, ci raccontano i giornalisti, hanno denunciato i medici del nosocomio di Minturno, che non sono stati capaci di salvare il giovane colpito da infarto.
A leggere bene gli articoli pubblicati, però, si resta basiti di fronte alla superficialità con la quale è stato liquidato all'epoca il caso. Appena tre giorni prima, infatti, lo stesso giovane, già in preda a dolori lancinanti al petto, si era recato al pronto soccorso del nosocomio traettese e, nonostante le insistenze del medico, che lo invitava a ricoverarsi, aveva deciso di ritornare a casa. Perché?
Lascia perplessi il carattere affrettato delle scelte immediatamente successive al decesso e la fatuità con la quale sono state disposte le esequie senza pervenire ad un'autopsia, che avrebbe accertato con scrupolo le cause del decesso.
Fugare ogni lecito dubbio su quelle che possono essere state le cause o le concause di questo episodio luttuoso, altrimenti difficilmente spiegabile, è, senza ombra di dubbio, fondamentale.
Innanzi al decesso di una persona di appena vent'otto anni sarebbe stato opportuno verificare da subito tutti gli aspetti salienti riguardanti lo sfortunato ragazzo.
Conoscere quale è stata l'attività lavorativa del giovane nonché il luogo dove quest'ultimo svolgeva il proprio lavoro sarebbe stato sicuramente interessante così come sarebbe stato importante conoscere con precisione anche il luogo ove per la prima volta quel giovane ha accusato il malore.
Accertare questi fatti non è un artificio pleonastico, ma potrebbe servire ad illuminare maggiormente le menti di coloro che saranno chiamati a dare una risoluzione al caso.
Di fronte allo spezzarsi di una giovane vita nessuno deve sentirsi immune da responsabilità. Ricercare la verità è un diritto dei genitori ed è un dovere della collettività.
Fare luce su tutti gli aspetti di questa penosa faccenda sarà certamente utile anche ad evitare che altre simili tragedie accadano nel futuro.
Talvolta, sciaguratamente, si scopre, solo dopo innumerevoli episodi apparentemente isolati e slegati tra loro, che certi tristi avvenimenti hanno, invece, tra loro un refe, che li unisce. La matrice dalla quale si dipartono tali groppi è spesso difficile da individuare.
Conoscere con chiarezza ogni aspetto della questione, testé riportata, è fondamentale per fugare ogni dubbio e per impedire che accadano nel futuro ulteriori tragici episodi.

postato da: mummuru  

Questa news proviene da: http://www.telefree.it
URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=38532