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lunedì 18 dicembre 2006
Bruno Pagnani incontra i dirigenti scolastici del Lazio
I primi tre giorni per presentarsi, conoscere, valutare e tentare di risolvere insieme i problemi.
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Bruno Pagnani, Direttore Gen.USR Lazio (Foto Sergio Andreatta)
Bruno Pagnani, Direttore Gen.USR Lazio (Foto Sergio Andreatta)
Scuola e società: di Sergio Andreatta
Con la sua signorilità di funzionario "cultore dell'amministrazione" il neodirettore generale dell'USR dà idea di voler puntare decisamente ai nuovi obiettivi che si pone il Ministero e la Regione.
Oggi è il primo dei tre giorni in cui Bruno Pagnani, nuovo direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio (già Dirigente Generale Servizi nel Territorio del MIUR e coautore, tra l'altro, di una importante "Ricerca sull'inserimento professionale dei laureati in Italia" da lui coordinata per il Servizio statistico del Ministero della pubblica istruzione insieme con Roberta De Crescenzio, Mariano Terrazzano) incontra a Roma, nell'Aula Magna di via Ostiense, 131/L, i dirigenti scolastici del Lazio per un saluto, una breve presentazione delle sue prime azioni all'USR, dopo il recente cambio di testimone con la dr.ssa Novelli, per il governo dei processi di cambiamento della scuola laziale.
Nella sua accoglienza e nella sua affabilità il nuovo direttore Pagnani si è subito messo in situazione di ascolto di alcuni problemi che gli sono stati rappresentati che meriteranno approfondimento e tutto il rinforzo regionale sostenibile per la loro soluzione.
Ecco, allora, quella che ci appare "la chiave di volta", la nuova direzione della politica scolastica non soltanto regionale: ascolto continuo e ricerca in comune di soluzioni, in cooperazione senza mai trascurare le professionalità degli altri e senza mai dimenticare l'autonomia di carattere costituzionale di cui godono ormai dal 2001 le istituzioni scolastiche. Dopo avere espresso il suo rammarico perché della scuola italiana si parla sulla stampa soltanto in occasioni eclatantemente negative, come ora del "bullismo" come se non fosse mai esistito prima, trascurando le azioni silenziose, i processi di costruzione della cultura non solo di base, le buone pratiche metodologiche messe in campo per lo sviluppo e il sostegno delle personalità in crescita, ha ricordato come una sua recente intervista agli organi di stampa non abbia avuto alcuna risonanza pubblica proprio per queste sue osservazioni di fondo e, anche, per il fatto di non aver voluto criticare (quasi fosse un imperativo categorico, un necessariamente ad ogni costo) la scuola italiana. Ma si sa non fa mai abbastanza notizia per i giornali il cane, anche se un temibile rottweiller, che morda un uomo ma soltanto un uomo che morda il cane. Ognuno ha i suoi linguaggi e le sue esaltazioni, lo sappiamo bene.
Ecco perché ho deciso di redigere questa breve nota, non richiesta, perché il direttore Pagnani, senza battere i pugni sul tavolo, senza lasciarsi andare a geremiadi, con la sua signorilità di funzionario "cultore dell'amministrazione" dà l'idea di voler puntare decisamente (fermiter sed suaviter) agli obiettivi che si pone il Ministero e la Regione Lazio consegnandoci una visione destrutturata, forse, ma sicuramente nel concreto più vicina alle scuole di quella inseguita dall'idealismo dalla sua predecessora.
La Direzione Generale, in coerenza con le linee nazionali del Min.P.I. ("dal MIUR al Min.P.I." come lo ha voluto ribattezzare il neo ministro Giuseppe Fioroni per ribadire la valenza pubblica del servizio) darà attuazione, così, ad una politica di intervento che indirizzerà e faciliterà la soluzione dei problemi sostenendo l'innovazione, creando condizioni per la costruzione di una rete di conoscenze, esperienze, percorsi di ricerca condivisi tra i diversi soggetti che, a livello regionale, agiscono nel campo dell'educazione e della formazione. E i dirigenti scolastici hanno un ruolo importante in questo.
Questa attività non potrà che privilegiare l'integrazione in rete tra i diversi sistemi ("diamoci una mano l'un l'altro") attraverso la promozione di Intese e Accordi, che costituiscono la cornice entro la quale le scuole, pur nella loro autonomia, impareranno a riconoscersi, a lavorare e a stabilire relazioni più significative anche tra loro.
Il dirigente scolastico Giuseppe Fusacchia della scuola di Tor de' Cenci ha proposto la costruzione di un P.O.F. per lo stesso U.S.R., dal basso, da parte delle stesse scuole che lavorando sul territorio conoscono meglio le realtà e le esigenze di formazione. Sergio Andreatta del IV Circolo didattico di Latina ha ricordato il prezioso servizio di "scuola fuori della scuola" erogato dal 1994 all'interno dell'Ospedale S. Maria Goretti dalla Scuola in Ospedale (LTAA004045), parte del Network delle "Scuoleinospedale" d'Italia, e ha sollecitato il sostegno dello stesso direttore generale per il raggiungimento e la sottoscrizione di un nuovo Protocollo d'intesa con la AUSL di Latina. La stessa non può stravolgere, nella sua fase di "setting" ospedaliero corrente, il "Progetto sociopsicopedagogico di aiuto al bambino degente e a supporto al genitore" elaborato e attuato dalla direzione didattica della C.Goldoni. Andreatta ha chiesto, quindi, tutti i supporti per non dover essere da solo a combattere quella che ritiene una giusta battaglia per il territorio e per l'utenza non solo pontina.
La dirigente della SMS Carlo Pisacane di Roma aveva già sostenuto in precedenza la necessità di una razionalizzazione territoriale dei bacini di riferimento e un'attenzione particolare alla pedagogia dell'accoglienza verso gli extracomunitari e gli stranieri (nella sua scuola di periferia rappresentano il 72% del totale dei frequentanti). Altri dirigenti hanno posto l'accento sulla necessità di periodiche conferenze di servizio, due o tre all'anno, per un recupero di coordinamento e di unitarietà rispetto all'evanescenza di linee-guida registratasi negli ultimi due anni. E ancora altri quesiti e contributi vengono proposti riguardanti la questione della stabilità del rapporto di lavoro dei docenti incaricati della dirigenza scolastica attualmente impegnati nel concorso riservato. Un colpo d'occhio sulla grande sala all'ottavo piano con bella vista sulla capitale, l'incontro è anche ripreso in diretta dalle telecamere, dà l'idea della feminilizzazione crescente anche di questo ruolo. I maschi, a una rapida stima, non saranno più del 35% del totale. Altri incontri avranno luogo successivamente nelle sedi delle province laziali, a Latina già alla ripresa dalle vacanze natalizie. Da tutti indistintamente, di ruolo e incaricati facenti funzione, è comunque pervenuta oggi l'offerta di una concreta e impegnata collaborazione che il direttore Bruno Pagnani ha dimostrato di ben gradire come ha ribadito agli uni e agli altri nel corso del successivo buffet simpaticamente offerto da una scuola alberghiera.
Sergio Andreatta
http://www.andreatta.it
Roma, 18.12.2006 (74° Natale di Latina)

di: Sergio Andreatta

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