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luned├Č 10 dicembre 2018
Torquato Tasso e Felix Mendelssohn a Formia
Piccolo inserto di storia formiana
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Data evento: gioved├Č 20 ott 2005
veduta di Mola nel 1678
veduta di Mola nel 1678
Archivi di TF: Torquato Tasso era solito viaggiare da Roma a Napoli, seguendo l'antico percorso della via Appia. Era sua consuetudine fermarsi a Mola ( il nome Formia era ormai scomparso dopo le distruzioni saracene che avevano cancellato la bellissima stazione di villeggiatura degli antichi romani) per riposarsi e dimezzare la fatica del lungo viaggio in carrozza.

Nell'aprile di 1592 il Tasso partito da Napoli e diretto a Roma, aveva raggiunto Mola di Gaeta per riposare nel solito alberghetto. In quell'epoca nel territorio imperversava il temutissimo Marco Sciarra, brigante feroce e ardito famoso per le sue razzie e devastazioni a campagne e villaggi. Derubava e uccideva i viaggiatori di passaggio lungo l'Appia ed era soprannominato "flagellum Dei".
Tasso e Mendelssohn
Tasso e Mendelssohn
Il Tasso informato della presenza di Marco Sciarra in loco pens˛ di prolungare la sosta a Mola fino a quando non fosse scongiurato il pericolo.
Da un suo taccuino si legge:

"Siamo qui a Mola, fermi per il terrore di incontrare Marco Sciarra, che Ŕ nella vicinanza con tantissimi ruffiani. Ieri, ci hanno detto che hanno ucciso molte persone del paese, e tante altre le hanno prese prigioniere. . . . "
Il giorno seguente, il Tasso aggiunge:
"L'altra notte, questo paese intero risuonava delle grida delle donne, quando i banditi hanno assalito Castellone. Ho desiderato di andare avanti con anima e spada, ma sono stato trattenuto dai miei compagni."

La presenza del Tasso a Mola non rimase un mistero per Marco Sciarra. Un po' lusingato e un po' amareggiato per l'eventuale mancato "bottino", con un gesto di inimmaginabile generositÓ, mand˛ a dire al Tasso che gli sarebbe stato garantito il libero transito per Roma, in omaggio al suo intelletto e alla sua fama e che avrebbe messo a disposizione i suoi uomini per proteggere il Poeta e i suoi compagni, attraverso le montagne e attraverso le paludi Pontine da altri criminali meno sensibili di lui. Non sembra che il Tasso abbia dato fiducia al brigante, ma pare anzi abbia atteso che le acque si calmassero prima di riprendere, scortato da truppe regolari, il viaggio verso Roma.

Anche Felix Mendelssohn, amava l'Italia che visit˛ nel 1831 e nell'inevitabile viaggio da Roma a Napoli anche lui fece sosta a Mola il 13.4.1831, scrivendo:
"La sera sostammo a Mola di Gaeta. LÓ c'Ŕ il famoso terrazzo da cui, al di sopra di giardini di limoni e di aranci, si gode la vista dell'azzurro mare con il Vesuvio e le isole in lontananza [...]. Il mare, a guardarlo, sembrava a metÓ prato a metÓ etere, e le donne leggiadre muovevano il capo come gli olivi e i cipressi"

Queste sue impressioni probabilmente contribuirono molto alla composizione della Sinfonia n. 4 in la maggiore, nota come "ITALIANA" e gli permisero di trasmettere in musica le sensazioni del raffinato musicista viaggiatore. Il mare, i chiari di luna, il profumo degli agrumi in primavera sono riassunti in uno spettacolo di bellezza indescrivibile che traspare nella varietÓ dei ritmi della melodia, a volte frizzante, a volte delicata dell'opera.

Nella prima immagine una rara incisione, da lastra di rame, di una veduta del borgo di Mola nel XVII secolo, tratta da "Schiagraphia Cosmica" pubblicata da Daniel Meissner ad Erber (Germania) nel 1678.
Nella seconda i ritratti di Torquato Tasso a sinistra e Felix Mendelssohn a destra.


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Pubblicato su TeleFree.it il 20 ottobre 2005
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di: Renato Marchese

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