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mercoledì 07 novembre 2018
Il colle Acerbara e il suo mausoleo
Piccolo inserto di storia Formiana
letture: 6029
Data evento: domenica 18 set 2005
Tumba di Tullia
Tumba di Tullia
Archivi di TF: La denominazione "Acerbara" per la zona in cui è situata la c.d. tomba di Cicerone, ancor oggi non lascerebbe incertezze di riferimento a episodi colmi di tristezza. Per la morte di Tullia, figlia del grande oratore romano, deceduta prematuramente di parto, o per la morte di Cicerone assassinato dai sicari di Marco Antonio. L'etimologia popolare del toponimo (acerba ara : sepoltura prematura) e la tradizione invalsa sul luogo, ci porterebbero a credere che l'intitolazione si debba proprio alla morte di Tulliola (come amorevolmente la chiamava il padre).
Tomba di Tullia del Mattej
Tomba di Tullia del Mattej
La morte di Tullia fece cadere in un profondo stato depressivo Cicerone. In una delle numerose lettere al suo intimo amico Attico (Tito Pomponio), lo prega di cercargli un terreno su cui edificare il monumento funebre: "...Forse quest'iniziativa riaprirà la mia ferita, ma io mi considero impegnato come da un voto...dopo aver tentata ogni cosa, non ho trovato altro che mi dia requie. Mentre componevo quel libro di cui ti ho scritto, alimentavo quasi il mio dolore. Ora tutto mi ripugna e non tollero altro che la solitudine...".
Tullia, amatissima dal padre, era di salute cagionevole e sofferente di una forma di tubercolosi. Veniva spesso nella villa di Formia, per beneficiare del nostro clima temperato. Era credenza antica che i bagni di sole curassero molte malattie in particolare la tubercolosi.
In una lettera successiva Cicerone, avendo ormai individuato la località dove erigere il monumento, chiede ad Attico di aiutarlo ad "aggirare le norme urbanistiche" del tempo, per poter costruire il sepolcro in un luogo dove tutti potessero vederlo. La sua proprietà sorgeva in pianura e confinava con la via Appia, da qui la presunta localizzazione sul colle Acerbara.
Alla fine del '700, una statua femminile funeraria fu rinvenuta nell'area del colle prospiciente la tomba di Cicerone, con un'epigrafe che nominava Tullia. Pasquale Mattej, in un articolo pubblicato sul Poliorama Pittoresco nel 1837 dal titolo "Una visita al sepolcro di Cicerone", conclude così la descrizione del sito: "..... rimpetto alla torre di Cicerone a' tempi di Sisto IV - (1471/1484) - fu dissotterrato un cadavere di donna i cui capelli eran trinati d'oro, ed una iscrizione che dichiarava esser quello il cadavere di Tullia ... ...". Mattej termina il suo scritto senza lasciare al lettore alcun dubbio sulla denominazione della "Acerba ara" riferita a Tullia, e finisce la sua visita, ritraendo nel suo album i due monumenti in modo fedele e nelle condizioni in cui si trova nell'anno 1837.
La prima delle immagini a corredo di questo articolo è una litografia bicolore di rara reperibilità, edita in Inghilterra nel 1805, che riproduce, in modo a mio avviso fantasioso, il sepolcro di Tullia, ma occorre ricordare che era costume di molti incisori e disegnatori antichi non eseguire le loro opere dal vero ma procedere a ricostruzioni diluoghi e monumenti sulla scorta degli appunti e descrizioni di altri viaggiatori.
La seconda dà sicuramente una visione reale dei luoghi come erano all'epoca, ed è una delle due litografie contenute nello scritto di Pasquale Mattej.


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Pubblicato su TeleFree.it il 18 settembre 2005
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di: Renato Marchese

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