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sabato 08 settembre 2018
Genesi del laghetto di Penitro nei ricordi di Mummuru.
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Data evento: domenica 11 set 2005
Formia: laghetto di Penitro
Formia: laghetto di Penitro
Archivi di TF: Non tutti sanno che la nascita del laghetto di Penitro è dovuta ad uno dei soliti lavori pubblici fatti "a regola d'arte".
Infatti, durante l'ennesima esondazione del rio Petrosi, in località Strettole, cioè nei pressi di dove oggi si trova il laghetto, la furia delle acque aveva distrutto la strada, all'epoca si trattava di una mulattiera, che porta ai Castaveri. Furono, successivamente, effettuati i lavori di ripristino della sede stradale.
In quell'occasione, proprio nell'ansa del torrente, furono gettati dei grossi massi che da allora, circa venticinque anni fa, hanno bloccato, in quel punto, l'erosione del torrente.
Però, nell'ansa di cui parliamo, erano posti due o tre tubi adiacenti che collegavano la depressione della cava al torrente. Alla società che cavava la creta era stato, infatti, intimato di scavare fino al livello del torrente.
Da quei tubi fuoriusciva l'acqua delle piogge che defluiva nel torrente.
L'impresa cui furono affidati i lavori si guardò bene dal ripristinare i tubi, anzi, per allargare la strada scavò lungo le pendici di una collinetta artificiale e, per comodità sua, scaricò il tutto su quello che doveva essere l'altra estremità dei tubi e creò un diaframma definitivo tra quello che oggi è il laghetto ed il torrente.
Il risultato di un lavoro fatto male, almeno per una volta è stato positivo.
Appena superata la curva si accedeva ad un terreno incolto dove c'erano degli alberi di olivo secolari che più tardi sono stati bruciati. Nella cavità di uno di quelli c'era "nu niro d'ascio".
Ogni anno la stessa coppia nidificava nello stesso buco, io mi affacciavo dal di sopra di un ramo e, ricordo come se fosse ora, vedevo gli occhioni dei rampolli di quella famiglia di rapaci.
Leggendo le news postate in questi giorni, una nostalgia fortissima mi ha pervaso e sono andato a vedere lo stato dei luoghi attuale.
Sono spuntate decine di case ovviamente! Una di queste è stata realizzata proprio nell'ansa del torrente, chi mai avrà potuto avere un'idea così insana! Asfalto e cemento ovunque!
Il pascolo non c'è più, dove brucava l'erba il gregge de "gliu Sorece" e la mandria di cavalli de "gliu sergente" diffondeva il festoso rumore dei campanacci.
Ad andare a raccogliere le olive era una allegra scampagnata, si incontravano tante persone genuine.
Io, fanciullo, mi aggiravo nei paraggi con un'allegra brigata di amici, saltavamo le "macere", ci arrampicavamo sugli alberi e tra i tondi ciottoli del torrente nel mese di maggio catturavamo i girini.
Ancora oggi ricordo quei volti, quei suoni, quegli odori.
Ho vagato per ore questa mattina ed ad ogni oliveto abbinavo dei visi, dei nomi, anzi dei soprannomi, poi mi sono ritrovato, dopo aver assaporato a distanza di qualche decennio, il dolce sapore della "suscella de pane", a rimembrare, seduto come un tempo, sulle enormi radici di un albero di olivo secolare: quello che aveva piantato un giovane ufficiale del re Bomba.
E assorto mi chiedevo, ancora una volta, perché a quell'uomo lo avevano soprannominato "gliu mummuru".
Amici domani alle undici non ci sarò, ma combatterò con voi per difendere il laghetto. Siatene certi!
Per il resto, di quello che c'era è rimasto ben poco, struggenti ricordi e l'irrazionale scelta di un nick.


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Pubblicato su TeleFree.it l'11 settembre 2005
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postato da: mummuru  

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