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giovedì 06 settembre 2018
Il Capitolium di Minturnae
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Data evento: giovedì 21 lug 2005
Capitolium di Minturnae
Capitolium di Minturnae
Archivi di TF: Il Capitolium a tripla cella, le cui fondazioni rappresentano un tratto cospicuo dei Foro, fu costruito subito dopo il 191 a.C. Molti blocchi, anche del più basso corso di fondazione, furono prelevati durante le asportazioni del Medioevo. Le fondazioni del Capitolium si trovano nella parte sud del Foro Repubblicano di Minturnae , e confinano con la via Appia. I resti si riferiscono al primo edificio del Capitolium edificato nel 191 a.C.
Il tempio è rivolto a sud, ed il materiale delle fondazioni è formato da blocchi di pietra in tufo giallo posti uno sopra l'altro a secco.
La massima lunghezza delle fondazioni è di m. 18.70, mentre la larghezza è di m. 17.80, l'altezza varia fino ad un massimo di 0,60 m., pertanto la pianta è quasi assimilabile ad un quadrato di 60 piedi romani di lato, corrispondente alla grandezza di altri templi a triplice cella Etrusco-Italici dello stesso periodo (tempio A di Pyrgi e capitolium di Cosa.).

La costruzione del Capitolium avvenne dopo un incendio provocato da un fulmine nel 191 a.C. Esso provocò la distruzione di un precedente tempio dedicato a Giove. La decorazione del nuovo tempio è simile a quella dell' Aedes Iovis, ma le terrecotte del nuovo tempio sono lievemente più piccole e c'è qualche variazione nei dettagli. I frammenti recuperati rappresentano il sistema completo della decorazione. La facciata del tempio era decorata con cornici coronanti (simae) collocate sul declivio del frontone, che consistevano in elementi verticali concavi (strigili), una banda semplice e una modanatura tondeggiante e convessa (toro). Il tempio fu costruito in blocchi di tufo; il tetto e gli architravi furono decorati con terrecotte, frammenti delle quali sono state trovate incorporate all'interno delle fondazioni di calcestruzzo di una ricostruzione del tempio più recente.
In cima c'era un acroterio, un largo ornamento all'apice del frontone, probabilmente una vittoria alata. Gli spioventi del tetto erano decorati con antefisse che rappresentavano una donna alata con a fianco due felini, Potnia Theron (Padrona degli animali). Il tipo di antefissa trovata qui è una rielaborazione dei modelli greci, precedentemente testimoniati in Etruria e Campania. L'uso del modello Etrusco- Italico era diffuso nel Lazio e nei territori soggetti al dominio romano dal III secolo al I secolo a.C.

La lavorazione artigianale dell'argilla a Minturno è documentata fin dall'epoca romana. La produzione viene mantenuta costante per tutta l'età romana e la sua crisi coincide con quella in cui cade l'intera regione al crollo dell'Impero.
Nel XIV secolo le fonti documentano l'impianto di una Faenziera, opificio in cui venivano prodotte ceramiche decorate e maioliche.
La possibilità di lavorare l'argilla estratta nelle cave locali rende possibile nel corso dell'Ottocento la costruzione di numerose fornaci ed almeno sei impianti per la lavorazione dell'argilla. Si tratta di costruzioni con uno o due forni e capannoni aperti di vasta superficie destinati all'essiccazione di argilla lavorata. La produzione prevalente è di mattoni, tegole e pavimentazioni in cotto.
Ricollegandosi ad una tradizione secolare, i maiolicari di Minturno perfezionano la loro tecnica fino a realizzare le "riggiole", piccoli quadrelli in cotto, smaltati e dipinti con motivi colorati. L'attività dei "riggiolari "minturnesi è provata dall'esistenza di numerosi marchi di fabbrica, con i quali venivano firmate le piastrelle.
Le decorazioni riprendono fedelmente i motivi tipici delle fabbriche campane, ma si individuano anche molti esemplari privi di riscontro, a testimonianza di una personale originalità e dello spirito creativo con cui i maiolicari di Minturno seppero raggiungere i caratteri tipici di un tradizione millenaria.
Lo studio completo è visitabile su www.liceoformia.it


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Pubblicato su TeleFree.it il 21 luglio 2005
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di: ISICT "Vitruvio-Tallini"

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