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lunedì 10 settembre 2018
Mistica del "Princeps" ed abominazione della "Veritas"
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Data evento: domenica 22 mag 2005
Archivi di TF: Associare il vescovo di Ippona all'analisi dell'attività politica minturnese, è solo un artificio mirante alla metàfrasi corretta dell'argomento (posto che questa possa interessare a qualcuno).
E' difficile spiegare quale particolare volo pindarico abbia potuto compiere la mente di chi scrive nel collegare tale argomento con il pensiero di uno dei padri della Chiesa, ma la volontà di collocare i dati dell'argomento in questione nella loro autentica dimensione impone una doverosa riflessione.
Nella valutazione della realtà siamo spesso indotti in errori di giudizio causati dalla mendace presentazione della problematica ovvero dall'incapacità del mezzo d'informazione d'inquadrare il problema da un punto di vista oggettivo.
La verità è un fatto oggettivo eppure l'uomo facendola sua la interpreta e ne muta l'essenza così che si può finire nel dire la verità mentendo e mentire pur affermando la verità.
"... chi afferma una cosa che nel suo animo o crede o suppone, anche se la cosa in sé è falsa, egli non dice una menzogna. Infatti, nel suo parlare asserisce ciò che ha nell'animo e lo asserisce adeguandosi alla sua convinzione, e di fatto considera le cose come egli afferma. Ma anche se non mentisce, non è esente da colpa, se presta fede a cose da non credersi o se pensa di conoscere le cose che viceversa non conosce. ... Mentisce poi sicuramente colui che nell'animo ha una cosa mentre a parole o con qualsiasi mezzo espressivo ne dice un'altra. ... Ne segue che uno, senza mentire, può affermare una cosa falsa, in quanto crede che le cose stiano proprio come egli dice, sebbene di fatto non stiano così. Parimenti può accadere che uno, pur mentendo, dica la verità, sebbene le cose effettivamente stiano com'egli asserisce."
Abbandoniamo per un momento le stupende pagine del "De Mendacio" e diamo un esempio che possa cogliere con efficacia l'argomentazione: se il cittadino di Minturnae Sepeone afferma che il sole gira insieme agli altri pianeti attorno alla terra sta affermando una falsità assoluta, poiché è dimostrato il contrario, eppure nella sua affermazione non c'è menzogna giacché egli crede ciecamente in quello che dice; cosa diversa è, invece, se paradossalmente il giovane studente Tetragono, intimamente convinto della stessa cosa, disserta con abilità e capacità su tutti i segreti del sistema solare col solo scopo di prendere un bel voto agli esami. Egli afferma con risolutezza una verità assoluta eppure mente in quanto non crede intimamente in quello che dice.
La difficoltà di cogliere l'essenza della verità in queste particolari eccezioni dimostra quanto difficile possa essere il compito dei mass media nel cammino verso la conoscenza del problema in analisi e nella comprensione dello stesso.
Planiamo finalmente nel bel mezzo dell'argomento posto in premessa ed affrontiamolo confortati dagli insegnamenti "agostiniani".
Chi afferma che l'amministrazione minturnese è improvvisamente cambiata in meglio e che le scorse elezioni hanno rappresentato una soluzione di continuità tra la presente e le passate gestioni, dice una menzogna eppure non mente in quanto non è a conoscenza della verità effettiva ovvero non conosce punto, come del resto gran parte dei cittadini minturnesi, la reale situazione amministrativa.
Costui, che dice il falso in luogo del vero, in quanto lo ritiene effettivamente vero, possiamo dire che sia nell'errore o al massimo che sia un povero illuso, ma non possiamo assolutamente dire che sia un mentitore, costui in effetti è solo vittima di un inganno.
Al contrario quando altri affermano con apparente sicumera che bisogna risolvere i problemi di Minturno con un sano criterio di gestione pur affermando una verità, che purtroppo è lungi dall'affermarsi nel nostro Comune, mentono poiché non solo non sono intimamente convinti di ciò che affermano ma in quanto dietro tali esplicitazioni si celano degli atteggiamenti che vanno nella direzione opposta.
La colpa di costoro sta nel loro desiderio di ingannare, sia quando riescono ad ingannare, quando si finisce per far credere alle false dichiarazioni, sia che di fatto non ingannino, vuoi perché non gli si crede, vuoi, nel caso che nel desiderio d'ingannare dicano il vero, pur non credendoci.
Dietro le interpretazioni di parte, dietro le false interpretazioni, dietro le omissioni, gli enormi interessi e gli inevitabili egoismi si cela la verità.
La verità, quindi, si mostra quale è solo se ci si ostina a ricercarla in profondità, al di sotto delle interpretazioni di comodo, solo allora si mostra alla nostra ragione nella sua intrinseca e inarrivabile bellezza.


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Pubblicato su TeleFree.it il 22 maggio 2005
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postato da: Tetragono  

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