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mercoledì 08 settembre 2021
L'estate sta finendo e un anno se ne va............
Critiche , piuttosto amare, sull'estate gaetana che volge al termine.
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Spiaggia di Serapo
Spiaggia di Serapo
Gaeta: Leggo, anche sui quotidiani odierni, molte critiche , piuttosto amare, sull'estate gaetana che volge al termine. Non possiamo dissentire e noi del Gruppo " Valorizziamo Gaeta e il suo Comprensorio " vogliamo sottolineare che, se esistono problemi, è perché non c'è volontà, avvedutezza, esperienza collaudata, profonda competenza da parte degli Amministratori e dei rispettivi dirigenti comunali , di risolverli. Si va avanti per progetti schizofrenici, senza sapere dov'è la testa e la coda. ( Mio padre avrebbe detto a cap' cul' ) .
Ci si affida al caso, alla improvvisazione momentanea, con tagli di alberi, assolutamente vietati, perché filari paesaggistici e storici, protetti dalla legge 10 / 2014. Tagli decisi da un giorno all'altro per aumentare la calura estiva della città e scoraggiare i turisti a ritornare in una città dove il refrigerio scompare sempre di più, di anno in anno. Non esiste un discorso organico, per quanto lo possa vedere un modesto esperto di urbanistica, scaturito da conoscenze moderne del delicato settore, ovvero direttive precise con cui tracciare il futuro della città, tenendo presente le esigenze primarie dei turisti, quelli che, col loro ritorno, dovrebbero contribuire ad accrescere l'economia cittadina.
Sono ossessionato dal sentir dire da tutte le parti che mancano posti macchina. Io vedo macchine dappertutto, in ogni angolo, ad ogni incrocio, in ogni piazza, ad ogni fermata d'auto, riservata, Il problema non si risolve certamente in questo modo, ovvero contravvenendo il Codice della Strada e lasciando correre. Esso nasce dalla incapacità di essere coerenti con gli atti deliberativi che dovrebbero tracciare la guida futura della città. Ad esempio , in questo settore, e lo sa bene chi ha seguito un corso di Teoria dei Trasporti e della Mobilità, dovrebbe dettare legge il Piano Urbano del Traffico ( PUT ) , aggiornato in Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile ( PUMS ). Il nostro PUT, redatto da uno studio di docenti della Università di Cassino, non è mai stato discusso in aula per l'approvazione o gli eventuali correttivi. Esso è frutto di studi con statistiche alla mano, e in quella sede bisognerebbe presentare tutte le osservazioni per risolvere il problema parcheggi. Mi chiedo perché è stato commissionato, se poi c'era la volontà di ignorarlo? Tra le varie proposte in esso presentate, c'era la istituzione del senso unico in Corso Cavour, dove le fermate al semaforo sono fonte di inquinamento non indifferente e noi usciamo di casa non per prendere " un po' di aria ", ma " un po' di smog ". Il salotto della città diventa fonte primaria di inquinamento cittadino. Molte persone vedrebbero accortamente una isola pedonale adatta a lasciare l'aria pura e scarso inquinamento acustico nel percorso più frequentato della città, si creerebbe un passeggio distensivo i in tutta la larghezza della principale arteria cittadina, lontano da smog e rumori.
Mentre la modernità progettuale va verso opposta direzione e Oslo sta diventando la prima città europea senza macchine in superficie, da noi più che dirigere la cittadinanza verso tale avveduta direzione, si preferisce cercare di soddisfare l'esigenza puerile di avere la macchina sotto casa, senza pensare che per essa sono stati creati i garages o che potrebbero avere dislocazione periferica con la predisposizione a raggiungere il Centro con mezzo non inquinanti, a tutto vantaggio della nostra salute e il miglioramento della qualità della vita.
E' proprio questa la soluzione che una accorta Amministrazione dovrebbe scegliere. Ma ci siamo fatti sfuggire la occasione di acquisire al patrimonio cittadino, recentemente, circa sei ettari all'ingresso della città, dismessi dall'Agip a un prezzo modico, che avrebbe potuto ospitare circa 8.000-10.000 macchine. Come raggiungere casa poi. E' presto detto. Con bus , a corsia preferenziale, anche previste dal PUT, e a trazione non inquinante e, oltre al mezzo pubblico da prevedere con partenze anche ogni 10 minuti, avremmo potuto contare su mezzi privati come bici, moto, auto, pattini elettrici, personali o presi a noleggio. E' soluzione troppo avveniristica? Niente affatto: scaturisce da attenta osservazione di chi mette insieme esigenze moderne di vita e accorta gestione delle complesse problematiche cittadine, che si risolvono soprattutto con una presenza continua in città e adottando soluzioni ambientalisticamente corrette. Una città chiusa a risolvere all'antica i suoi problemi quale e' presentata dalla attuale Amministrazione non può vantare rappresentanza degna di questo nome. La sera se ci fermiamo ad ascoltare i turisti o i gli ex concittadini che ritornano in estate da noi sento spesso dire " Vedo Gaeta peggiorare sempre più " . Non sono parole mie, ma di chi, frequentando altre realtà cittadine, effettua un confronto coll'anno o con gli anni precedenti e trova questa risposta. Sono per lo più persone che ci tengono a vedere migliorata, e non peggiorata, la loro città. Il loro è giudizio disinteressato, da far riflettere chi volesse ergersi a vera rappresentanza cittadina e non ad altro.
L'aver coperto il waterfront , nella ex Genepesca, definitivamente annullata in tutta la sua storia ultracinquantennale, per costruire un complesso ultramoderno in una città che punta la sua attrattiva sulla storia e presenta questa stonatura vistosa al suo ingresso, obbligatorio per chi viene dal Sud e si chiede giustamente " Ma siamo a Dubai o nella ex seconda Capitale del Regno Borbonico e la vista del mare perché qui è coperta?Ci sarebbe forse da vergognarsi per essa ? ". Se conserviamo il passato avremo edifici da presentare ai turisti con la loro storia da raccontare, Questo valeva per la ex Vetreria, la Genepesca, e tutto ciò che costituisce preziosa archeologia industriale, una attrattiva storica, culturale, didattica che il nuovo non ha. Al Nord la cosa è stata capita e ho avuto il piacere di seguire un Corso di Formazione di Tecnico in Acustica presso la Facoltà di Ingegneria di Ferrara, che era uno Zuccherificio Eridania trasformato sapientemente in Università moderna senza distruggerne la storia. Narrando la storia di ogni singolo complesso industriale le guide turistiche avrebbero ulteriore materiale da offrire. Da noi questo, che avevamo notevolmente a disposizione, si assottiglia sempre più.
Damiano Di Tucci, ( Amministratore di " La Riviera di Ulisse Patrimonio Umanità Unesco " e di "Valorizziamo Gaeta e il suo Comprensorio " )

postato da: enrico90  

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