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lunedì 12 ottobre 2020
Si torna a parlare del CANTICO RUPESTRE di Sandra Cervone
La bella recensione di Antonio Fiori per la raccolta di versi edita da deComporre Edizioni
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La foto in copertina (di Max Condreas)
La foto in copertina (di Max Condreas)
Gaeta: Incontro, in questo Cantico, una poesia in cammino, lucida e fiera (d'altronde, proprio 'In cammino' è il titolo dell'ultima sezione della raccolta).
L'autrice scrive a giusta distanza dagli eventi, emozionanti o dolorosi che siano, affrontando sin dalla prima poesia il suo "Ritorno alle parole" ed unendo idealmente, nell'ex-ergo, la sua voce a quella di Alda Merini, che invocava: "Oh mia poesia, salvami". Stelvio Di Spigno, nella accurata prefazione, nota che in questa silloge "l'io si erge
orgogliosamente a rivendicare la propria essenza, di donna e di poetessa...Senza la paura (tutta letteraria) di dire io" e conclude osservando che i temi del tempo e della donna sono centrali nell'ultima esperienza poetica di Sandra Cervone (ricordandoci che per Levinas erano due concetti che, unitamente a quello della morte, "resteranno per sempre incomprensibili"). Ed allora, solo il linguaggio della poesia può dare qualche speranza di decifrazione e di rinascita, seppure costretto ad affrontare la durezza del selciato, del sasso e della roccia più impervia. Ci accompagna dunque un cantare 'rupestre', a tratti spigoloso, ma capace di liberarsi all'improvviso in dolcezze di visioni e
di ricordi - ".../ Pioggia tua e del canto-sorriso;/ del bacio dato al futuro impreciso.../ Pioggia d'oggi e risuono del fiume.../ Pioggia ritmato raduno.../ Goccia e profumo di luna. Prevalgono però
i disincanti e le delusioni - "Mi sporgo dal rivo del disinganno"; "Rosso il pianto,/ senza più colline a sperare/ il ritorno...".
I testi si susseguono, quasi sempre, senza titolo, asciutti, decisamente pre-meditati, eppure spesso, d'inaspettata capacità evocativa (per esempio nella poesia, molto bella, che s'apre con "Avevo un mandorlo in giardino" e così chiude "Quando sarò di nuovo bambina/ ridatemi il
mandorlo/ e la sua cascata di sole/ la mattina", che ha l'eco, forse inconsapevole, del versomontaliano - "portami il girasole impazzito di luce"). Incontriamo anche, ogni tanto, esemplari di prosa poetica, come nella toccante "Per te non ho parole" o in "Gaeta", l'amata città dell'autrice ("Tu l'incanto. Dormiente e verace. Tu la pace"). Una raccolta matura dunque, Cantico rupestre, che promette sviluppi ulteriori, con rinnovato incrociarsi di vita e poesia.

Antonio Fiori


Sandra Cervone
Cantico rupestre
deComporre, 2020
pp.82, euro 10,00

(si può ordinare scrivendo a: redazione.decomporre@tiscali.it)

di: Sandra Cervone

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