TeleFree.iT
martedì 19 maggio 2020
Quattro chiacchiere "Distanti" con Mjriam Masciandaro...
e a breve il suo ritorno al sociale e alla musica...
letture: 3490
Mjriam Masciandaro
Mjriam Masciandaro
Musica e dintorni: In questo periodo in cui ancora non si può rivedere nessuno, né prendersi un caffè comodamente al bar chiacchierando, cerco di farlo via Skype, via telefono ecc...
E ho voluto risentire anche Mjriam Masciandaro, speaker, ideatrice di programmi, cantautrice, mediatrice familiare e counselor. Insomma poliedrica donna!

-Cara Mjriam, come hai passato questi giorni di isolamento?

-Carissimo, i primi giorni sembrava tutto semplice, poi ti accorgi che ti mancano le persone care, gli affetti. Neanche per me è stato facile, ma con le mie tante passioni: la radio, la poesia, il sociale ho cercato di far passare il tempo, ma le notizie in tv mi commuovevano e dovevo cambiare canale.

-So che sei anche un'appassionata di politica, cosa pensi delle scelte fatte riguardo il covid?

-Penso che mentre Codogno diventava un cimitero, si sarebbe dovuto intervenire subito con le chiusure, sia dei trasporti e sia delle autostrade. Invece se nel pontino ci sono stati diversi casi è proprio perché quelle zone non sono state chiuse in tempo e molta gente anche incosciente è scesa, fregandosene della situazione anche dopo dato l'allarme.
Pensare non solo a se stessi, ma anche alle vite altrui è fondamentale. Come si può pensare di fare ciò che si vuole, quando potremmo essere asintomatici e infettare gli altri?! Per cui limitiamoci, 1 metro e mascherina..

-In questo periodo leggendo alcuni tuoi post Facebook,anche se per tel o videochiamata, da buona counselor e mediatrice familiare, non smetti di dare sostegno a chi ha bisogno di sfogarsi.
Cosa noti nelle persone? Come stanno vivendo tale periodo?

-Purtroppo molti di loro li ho trovati scoraggiati, chi è ancora lontano dai propri nipoti si sente solo, chi non sa come ripartire con il lavoro. Insomma noto disorientamento. Questo periodo ha toccato tutti, chi più,chi meno.
Penso anche che soprattutto noi italiani non eravamo abituati a chiusure, non dico rigide perché è la Cina rigida, ma per noi invece seppur in maniera minima rispetto a loro, anche l'allontanamento dalle proprie abitudini genera depressione, apatia, malinconia ed è comprensibile.
Non oso immaginare chi ha perso qualcuno caro e non ha potuto organizzare il funerale.

-In un tuo post su Facebook c'era una critica a chi in questo periodo ha cercato di esorcizzare il tutto con i flash moob.

-A volte posso sembrare dura, rigida. Io amo la musica, ma in un contesto come quello vissuto in cui morivano molte persone al giorno, malati, infermieri che perdevano la vita, capisco chi per farsi coraggio, per ridimensionare il tutto, pensava a cantare, a occuparsi di performance sul terrazzo con la speranza che qualche giornalista lo fotografasse...,ma sinceramente non mi sembrava rispettoso verso chi avvilito cercava di sopravvivere a tutta questa ingiustizia. Vero sono una counselor dovrei mantenere un po' di diplomazia, ma la musica la si può cantare anche standosene chiusi in casa, senza per forza doversi mostrare sui balconi, sui terrazzi. Credimi non ho mai visto così tanti artisti talentuosi come in questo periodo..come mai sono usciti fuori solo ora? Condividiamo la nostra musica quando tutto ciò sarà finito davvero! Allora sì che sarà un vero canto di felicità!

-Tu hai registrato alla Siae più di trenta brani. Molte tue canzoni che io apprezzo tra l'altro...parlano di storie di vita vissute, drammi sociali sui quali a volte si tende a chiudere gli occhi. Essendo anche tu una musicista, quindi non ti sei esibita in questi giorni sul terrazzo di casa?Né composto nulla?

-Penso che ogni artista, abbia il piacere di essere applaudito, abbia la voglia di apparire nei video, nelle radio con le sue canzoni, ma io in questo periodo non avevo la forza per cantare. Spinta anzi da un consiglio del mio compagno, un giorno ho preso la chitarra per suonare un mio brano, ma subito dopo ho riposto la chitarra.
Mi andava più di donarmi all'introspezione magari scrivendo poesie. Ne ho scritta una che è una lettera di rabbia verso il covid. L'ho mandata anche a due concorsi, ma nulla di più, penso che questo periodo abbia bisogno di "silenzio costruttivo"

-Le tue parole come sempre fanno riflettere e anche i tuoi silenzi direi che fanno rumore. Se non ti conoscessi direi che metti soggezione, ma se si cerca di conoscerti ci si accorge che hai una profonda interiorità, forse proprio per questo a volte incomprensibile, poiché nella società di oggi molti sono abituati a ridere, ubriacarsi, cantare a squarciagola per non vedere in faccia i problemi e tu invece analizzi, rifletti, approfondisci. Dipende anche dal lavoro che fai? Un lavoro empatico come quello del counselor e mediatore...

-Ti ringrazio per l'accurata descrizione. Direi di sì, ma è anche la mia natura. Sono sempre stata una bambina timida e a scuola pensavano che fossi superba, se indossavo dei pantaloni estrosi mi prendevano in giro. La mia sensibilità è apparsa in maniera fortemente significativa, quando è morto mio nonno, avevo tredici anni. Da allora cambiai molto, da bambina comunque spensierata diventai riflessiva, rimuginavo sulla vita e ascoltavo i cantautori. In quel periodo iniziai con le prime canzoni che erano molto tristi per quell'età. Ma i primi concorsi musicali mi aiutarono molto a perdere gran parte della mia timidezza e malinconia, riuscendo ad aprirmi di più agli altri. Con il tempo mi sono appassionata a leggere libri di psicologia e una volta grande ho voluto approfondire iscrivendomi ai corsi di mediazione familiare e counseling, due professioni molto utili e dirette per situazioni non patologiche, che sono nate molti anni fa, la prima ad Atlanta, l'altra a Chicago. In Italia si stanno espandendo da pochi anni, ma chi ha avuto modo di approfondire, da questi percorsi si traggono grandi benefici, le sedute non sono lunghe e non si scava all'infinito. Qui si rimane in superficie, facendoti ritrovare le risorse e un nuovo modo di guardare le cose.

-Progetti in corso?

-In questi giorni sto rileggendo alcuni capitoli del libro che sto scrivendo, che racconta le storie di tante persone che ho conosciuto nel mio lavoro. Poi ritornerò anche in radio, per ora ho preferito e abbiamo preferito tutti di non trasmettere, anche se io ho trasmesso comodamente da casa con i miei programmi "Illuminiamoci di musica" e l'altro dedicato al sociale "Pillole di counseling"che sono diventati Illuminiamoci di Speranza e Pillole di Speranza.

Allora aspetteremo a breve il ritorno di Mjriam Masciandaro con i suoi programmi e novità!
Vi lascio il suo profilo facebook: Speaker Mjriam Masciandaro

postato da: Tonyr  

Questa news proviene da: http://www.telefree.it
URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=124388