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sabato 04 aprile 2020
Ellis Marsalis
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Ellis Marsalis
Ellis Marsalis
Musica e dintorni: Ellis Marsalis, una leggenda nel mondo della musica Jazz, e' morto il primo aprile a New Orleans, dove era nato e aveva vissuto per tutta la vita. Aveva 85 anni. E' uno dei tanti grandi che il Covid-19 ci ha portato via. Con lui New Orleans ha perso un pezzo di cuore.
E' stato pianista, compositore, arrangiatore, insegnante, patriarca di una straordinaria famiglia di musicisti Jazz. Quando si pensa ad un musicista leggendario verrebbe alla mente lo stereotipo di artista maledetto, dalla vita sregolata, votato all'autodistruzione, come un Charlie Parker o un Chet Baker per intenderci. E invece no. Ellis Marsalis e' stato tutt'altro: e' stato soprattutto un buon padre di famiglia e un buon insegnante di musica Jazz.

Con sua moglie Delores ha tirato su sei figli. Tra i tanti, ha formato musicisti del calibro di Terence Blanchard (tromba), Harry Conick Junior (piano), Nicholas Payton (tromba), Irvin Mayfield (tromba). Ha inoltre formato come musicisti e come uomini i suoi figli, quattro dei quali sono diventati straordinariamente bravi e hanno avuto un grande successo: Wynton (tromba), Brandford (sassofono tenore), Delafayo (trombone), Jason (batteria).

La famiglia Marsalis non a caso e' stata definita "la famiglia reale della musica Jazz". Il padre Ellis inizialmente, e per buona parte della sua carriera, era conosciuto e apprezzato solo a New Orleans. Grazie al successo dei figli l'immenso talento del padre e' stato conosciuto e apprezzato anche da un pubblico internazionale. Con i figli Ellis spesso suonava sia in concerto che in sala d'incisione.

Di lui Brandford Marsalis ha detto: "Mio padre era un gigante come musicista e come insegnante, ma ancora piu' grande era come padre. Ci ha messo tutto quello che aveva per farci esprimere il meglio delle nostre potenzialita'".

Nel 2011 il National Endowment for the Arts ha nominato Ellis Marsalis e i suoi figli Jazz Masters, il piu' alto riconoscimento per un musicista di Jazz, riconoscimento che fino a quel momento era stato conferito solo a singoli musicisti.

Ellis Marsalis andavo ad ascoltarlo allo Snug Harbor, sulla Frenchmen Street, dove suonava spesso con i suoi allievi il venerdi' sera. Arrivava con incedere lento, camminando col bastone, andava a sedersi al pianoforte, suonava musica bellissima, era circondato dall'affetto e dall'ammirazione dei suoi allievi e di un pubblico che ne apprezzava le doti umane oltre che artistiche. Lo ricordo come uomo garbato, dall'aspetto buono e gentile. Lascia un grande vuoto, non solo allo Snug Harbor.

Nel bel video che segue lo si vede accompagnare al piano Arnett Cobb:

https://www.youtube.com/watch?v=24Xh72No-CA

Purtroppo il coronavirus, oltre a portarcelo via, ha negato a Ellis Marsalis il Jazz Funeral che meritava. In altri tempi i migliori musicisti di New Orleans si sarebbero ritrovati al suo funerale per rendergli onore, suonando musica bellissima nell'accompagnare il feretro al cimitero. Ora per le strade del quartiere francese girano solo topi.

Come gia' detto il Jazz Funeral, sul piano antropologico e musicale, e' un fenomeno unico al mondo. Inizia con una musica di struggente tristezza e finisce nell'euforia generale: è più un intenso tributo alla vita che non una concessione alla morte (Bagneris).

Per onorare Ellis Marsalis, propongo l'ascolto di un brano che si suona sempre al Jazz Funeral: Just a closer walk with thee (con Wynton Marsalis alla tromba e, ospiti d'eccezione, Thaj Mahal ed Eric Clapton).

https://www.youtube.com/watch?v=q5krFNUMQHI

postato da: BlueMonk  

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