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giovedì 26 marzo 2020
Violenza domestica ai tempi del coronavirus
Intervista all'avvocato Valeria Aprile, presidente di Diritto&Donna
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Il logo dell'associazione
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Gaeta: "Diciamo alle donne vittime di abusi e violenze domestiche che noi ci siamo. Possono chiamare e saranno aiutate".
Il problema dell'emergenza sanitaria legata al contagio da Covid-19 e alle modalità per frenarlo (compresi gli accorati appelli a restare in casa) non hanno purtroppo fermato un'altra emergenza, quella ugualmente grave della violenza sulle donne. Ne abbiamo parlato al telefono con l'avvocato Valeria Aprile, presidente dell'associazione Diritto e Donna di Gaeta

d.: Avvocato, la convivenza forzata sta facendo aumentare il numero delle violenze domestiche?

r.: Sicuramente e si complicano e moltiplicano le difficoltà, per le donne che la subiscono, di denunciare.

d.: Un fenomeno che sta riemergendo in tutta la sua pericolosità, dunque?

r.: In questo periodo, che sta già mettendo a dura prova tutti noi, costretti a restare in casa, lontano dai nostri affetti, dalle nostre abitudini, dalla quotidianità, lasciandoci sempre più impauriti e senza risposte immediate, emergono e si acutizzano, purtroppo, problematiche sociali che già si erano abbondantemente e drammaticamente palesate o che covavano sotto la cenere...

d.: Cosa, nello specifico, fa scattare la violenza domestica?

r.: Non nasce oggi, in molti casi, dicevo, ma trova terreno più fertile se vittima e carnefice sono costretti a condividere tutto il loro tempo in casa. Sono già passate più settimane e non possiamo prevedere quante altre ce ne dovranno essere... Certo, tutti siamo preoccupati per quello che sarà il nostro futuro e non si esclude la possibilità che, tra le persone più fragili o già disturbate, possano acuirsi o venir fuori nuovi motivi, nuove frustrazioni e quindi problemi di convivenza e nuovi comportamenti violenti.

d.: Cosa potete fare voi operatori del settore?

r.: Dobbiamo innanzitutto fare tutti attenzione a non isolarci, né a dimenticare i nostri "doveri" sociali oltre che familiari e personali. L'associazione Diritto&Donna, da me presieduta, ad esempio, non può certo dimenticare le donne vittime di violenza domestica che adesso, forse più che mai, hanno bisogno del nostro sostegno perché praticamente costrette ad una quotidianità da incubo: condividere le mura domestiche con mariti o compagni violenti, a restare più a lungo e sole e senza difese.

d.: Quindi, diciamolo pure, a rischio di offese continue, botte, urla e comportamenti non consoni ad un ambiente familiare, magari nonostante la presenza di figli minori o adolescenti...

r.: Esattamente. Del resto, dai centri d'ascolto nazionali e regionali, dagli organismi preposti, abbiamo recepito tutti, in questi ultimi giorni, gli appelli per noi operatori a restare accanto a queste donne, anche solo dicendo loro che ci siamo e che possono chiamare e chiedere aiuto in tutti i momenti. Alle donne viene finanche consigliato di mettersi in salvo alle prime avvisaglie, anche uscendo di casa e chiedendo aiuto al più vicino commissariato, caserma o posto di blocco perché in questi casi non varranno le regole generali né servirà l'autocertificazione...

d.: Ecco allora, quale messaggio lancia "Diritto & Donna"?

r.: Diciamo alle donne vittime di abusi e violenze domestiche: noi ci siamo, siamo con voi con il nostro sostegno legale e psicologico. Non abbiate timore a chiamare. Il nostro numero è 3388796933. Potete anche trovarci sulla pagina facebook Diritto&Donna o inviando una mail a dirittoedonna@gmail.com

d.: Sappiamo che da anni portate avanti una vera e propria battaglia in difesa di donne vittime di violenza e che questo territorio non è purtroppo esente dal problema...

r.: Si, l'associazioneè nata nel 2016 proprio perché, come avvocato, sentivo il dovere di fornire assistenza legale e psicologica a titolo gratuito a donne vittime di violenza che magari non potevano permettersi altri aiuti. Dal 2019 abbiamo aperto anche uno sportello comunale di ascolto ubicato presso i locali della chiesa cristiana avventista, in via dei Frassini n.46.

d.: Tante iniziative, convegni, partecipazioni a seminari, incontri formativi a tema...Ed ora anche un libro che racconta storie di violenza e di "malamore"...

r.: Ho voluto pubblicare "La chiave della libertà", uscito in questi giorni con prefazione dell'avvocato Nicodemo Gentile, per raccontare, anche se in forma romanzata e quindi più facilmente divulgativa e comprensibile a tutti, alcune vicende legate al triste fenomeno della violenza di genere. Si tratta di storie verosimili, che spesso si ispirano a più situazioni che come legale ho seguito negli anni, altre immaginate o frutto di fantasia. Un modo per rendere chiare dinamiche, errori, comportamenti al limite ma anche indicare la strada della rinascita, come liberarsi del proprio aguzzino, a chi chiedere aiuto, come uscire dal tunnel dei sensi di colpa. Certamente non un manuale per addetti ai lavori...ma appunto un romanzo per richiamare le coscienze al problema e per non mettere la testa sotto la sabbia come fa lo struzzo.

d.: Tante le iniziative portate avanti e tante in cantiere, allora, nell'attesa che la situazione torni presto alla normalità e si possa fronteggiare meglio questa piaga.

r.: Questo ce lo auguriamo tutti ma, pur nell'emergenza legata alla necessità di scongiurare altri contagi e abbattere il Coronavirus, noi non restiamo certo a guardare...Ripeto dunque l'appello alle donne che sono sole o in difficoltà: noi ci siamo. Chiamateci, cercateci, mettiamo la nostra professionalità ed esperienza al vostro servizio.

di: Sandra Cervone

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