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lunedì 16 marzo 2020
Ventotene Concordia
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La fuga del codardo
La fuga del codardo
Ventotene: Ventotene è una piccolissima isola situata a circa cinquanta chilometri dalla costa laziale, è abitata da un'esigua popolazione perlopiù di persone anziane e malate, non ha un ospedale fruisce di uno o massimo due collegamenti giornalieri con la terra ferma.
Questa isola per la posizione geografica, e per il numero di abitanti può essere agevolmente assimilata ed una piccola nave da crociera. In questa piccola isola esiste un'Amministrazione Comunale che ha fatto del tutto per farsi eleggere e, per strappare qualche voto ai Ventotenesi, durante la campagna elettorale ha promesso mari e monti, salvo poi concedere solo il mare che a Ventotene è ovunque ed è gratis. Ogni promessa è stata tradita e l'Amministrazione ha lavorato esclusivamente per concretizzare i desiderata di parenti ed amici, curando il loro arricchimento personale e delle loro aziende a discapito degli interessi comuni che da tre anni non sono più presi in considerazione. Sono state regalate concessioni, appalti, muri, consulenze, licenze, assunzioni e convenzioni sempre con il solo criterio del nepotismo o della fratellanza, dilapidando le casse comunali e rendendo la vita della Cittadinanza al limite della sopravvivenza a causa del totale abbandono.
Fin qui nulla di nuovo sotto il sole della politica, infatti da anni assistiamo alla malagestione della cosa pubblica, alla collusione, alla concussione, alla corruzione, agli abusi, ai ladrocini ovunque in Italia. Ovunque vediamo gentaglia che si spaccia per amministratore pubblico mentre pensa esclusivamente ai propri interessi e a quelli dei suoi sodali ai danni delle Comunità che ingenuamente hanno creduto alle loro promesse e li hanno votati.
Ventotene però ha un'altra caratteristica che la rende assimilabile non tanto ad una qualsiasi nave da crociera, ma alla tristemente famosa nave Costa Concordia che il 13 gennaio 2012 naufragò nelle acque dell'isola del Giglio. Tra i tanti episodi di quel triste evento, il più vergognosamente famoso è stato l'abbandono della nave da parte del capitano che, infatti, in seguito fu condannato a sedici anni di carcere.
La similitudine consiste nel fatto che il Sindaco Santomauro, appena scoppiata l'emergenza Coronavirus ha abbandonato il suo posto di comando salutando i "suoi" cari concittadini con un solenne gesto dell'ombrello e se ne è tornato nella sua Benevento a gestire, in tutta tranquillità, il suo remunerativo studio notarile e non si è più interessato delle sorti dell'isola e dei suoi abitanti. Nella similitudine con la Costa Concordia l'Amministrazione di Ventotene è riuscita a fare pure peggio, anche se sembrava impossibile, infatti sulla nave ferita e in procinto di affondare la plancia comando ha continuato a funzionare e tutti gli ufficiali in servizio non hanno seguito il vigliacco Schettino ma sono rimasti al loro posto sopperendo con la loro abnegazione e con il loro coraggio alla assenza del codardo in fuga verso la salvezza e che pretendeva di dirigere le fasi di evacuazione della sua nave stando beatamente seduto su uno scoglio dell'isola del Giglio in totale sicurezza.
A Ventotene abbiamo assistito alla fuga in massa del Sindaco e di molti consiglieri e degli assessori di maggioranza al primo sentore di pericolo personale, come un sol uomo-codardo immediatamente tutti i nostri eroi di tempo di pace ci hanno abbandonati guidati dal capo codardo appena è scoppiata la guerra e non li abbiamo più visti e sentiti. Una defezione che ricorda la vigliacca fuga del Re Vittorio Emanuele III quando il 9 settembre 1943 con Badoglio fuggì a Pescara per imbarcarsi e scappare a Brindisi.
I nostri "eroi" di cartapesta si sono sparpagliati sul territorio nazionale e non rispondono più ai cellulari alle email e si nascondono alla vista anche dei loro amici e famigliari per paura che qualcuno possa nominare loro Ventotene e chiedere perché abbiano abbandonato la loro amata poltrona e lasciato sull'isola solo Umberto Matrone detto il rabbino interessato solo a fare cassa con il suo negozietto e agli appalti di Santo Stefano e Ermanno Taliercio detto il fedele interessato solo a concessioni balneari e a chioschetti vari in aree proibite, entrambi si rifiutano o non sono in grado di portare avanti l'Amministrazione in assenza dei fuggitivi. Come hanno fatto gli agenti segreti del Mossad israeliano per rintracciare i criminali nazisti in fuga, anche alcuni volontari Ventotenesi si sono messi sulle tracce dei raminghi, rintracciandoli nei luoghi di nascondimento: Gerardo Santomauro detto l'Europeo è stato rintracciato, come accennato, a Benevento, Pasquale Bernardo detto il mago cazzaro è stato rintracciato a Chiaromonte (Basilicata), Francesco Carta detto il piddino trombato è stato visto a Formia ma ha dichiarato di essere in partenza per l'America, Aurelio Matrone detto il violinista suonato è stato rintracciato a Roma, Lucio Nicolella detto lo sciocco inutile è stato visto aggirarsi nei pressi di Macerata e, interpellato, piangendo ha giurato di non essere lui. Tutti sono stati pregati di tornare sull'isola per ottemperare ai loro doveri di Amministratori Comunali che scaturiscono dal solenne giuramento pronunciato all'atto della nomina, ma anche questi bravi segugi ventotenesi si sono visti respinti con perdite e anche a loro è stato abbondantemente somministrato il gesto dell'ombrello a similitudine di quanto risposto dal Sindaco in fuga a chi, sul molo, gli chiedeva di restare a Ventotene.
A similitudine di quanto gridò il comandante della Guardia Costiera Gregorio De Falco quando riuscì a mettersi in contatto con il codardo Schettino anche noi poveri Ventotenesi abbandonati da questi irresponsabili vigliacchi vogliamo urlare loro:
"TORNATE A VENTOTENE; CAZZO"

postato da: libertadiparola  

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