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domenica 08 marzo 2020
Questi punti radi
Le poesie di Pasquale Pane
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Uomo solo (foto presa dal web)
Uomo solo (foto presa dal web)
Golfo di Gaeta: Si definisce "semplicemente un poeta", Pasquale Pane, autore di una corposa raccolta di versi e prose poetiche intitolata "Questi punti radi", pubblicata di recente dalle Edizioni "deComporre".
Un libro-rivelazione o libro-confessione che si legge con emozione e gratitudine, poiché rivela una capacità poetica straordinaria che affonda la penna nel dolore e nel disagio, con la stessa intensità con cui l'autore si guarda intorno e dentro, dipingendo con le giuste tinte tutto ciò che vede, incontra, abbandona, accoglie o respinge. Soffermandosi finanche sull' "oltre" (rappresentato da intere sezioni di fogli completamente bianchi), con una voglia di "verità" che non trova pace ma che la fa desiderare. Il lettore è invitato a scrivere, annotare, appuntare, o anche solo a riflettere, lasciarsi andare, varcare il limite/confine/cornice della pagina scritta per inventare o rivelare le sue oasi di timore o le sue isole di dolore, abissi o contorni, in un mutuo scambio di aiuto o rifiuto, diniego o accettazione di quanto ha o non ha compreso.
Pur scomponendo tanti modi di pensare e superando tanti luoghi comuni, finte attese, giudizi affrettati e tanto altro, dunque, Pane non è mai scontato o controllato: scrive e narra come solo un vero poeta può, deve e sa fare, respingendo e avvicinando con l'indole dell'esploratore (o meglio dello scalatore) che sa cosa mette in gioco, arrampicandosi sulle varie alture. Un poeta del "così è" (ma poi "davvero lo è"?) che dobbiamo essere fieri di aver incontrato! In un rincorrersi a scoprirsi e narrarsi o notarsi e fuggirsi che lascia assoluta libertà.
Le parole di Pasquale Pane non sono mai scontate o eccentriche, né poste così ,a caso. Sono piuttosto genuino frutto di molteplici riletture, meditate stesure, fotografie del reale e del sentito, ammantate però sempre e solo di verità.
Piace qui sottolineare che il titolo dato dallo stesso Autore all'introduzione al libro è "Una Testimonianza", come a voler donare una sorta di traccia precisa, che aiutasse magari chi legge ad inoltrarsi nel voluminoso testo con maggiore consapevolezza, sapendo di doversi lasciare andare, senza giudizi o pregiudizi, attratti solo dal fascino della Poesia e dalla tenacia di un uomo che ha deciso di svelarsi fino in fondo, coraggiosamente. Anche a costo di trascinare tutti nell'Abisso, anche a costo di catturarci tutti, rendendoci vittime o carnefici, autoriconoscendoci finalmente "colpevoli" perché indifferenti. Almeno fino a questo preciso momento. Pane sa che, una volta in grado di leggere in noi stessi quell'Indifferenza che sta cambiando il mondo, tenteremo di giustificare o almeno ravvivare la necessaria sensibilità che dovrebbe contraddistinguere l'essere "umanità", il nostro genere, la nostra maturità, la nostra stessa identità. Lezione di coraggio, allora, ma discreta e narrata con sapienza.
Pane ha viaggiato nel suo intimo e nel quadrato di mondo che è riuscito ad esplorare, nella realtà brutale del disagio e nel sogno di purezza perduta e vagheggiata. Ha spaziato da amore e Amore a solitudine estrema, camminando a piedi doloranti nei viottoli nevosi della solitudine più nera. Descrive e fotografa, sogna e insegue. Si arrende, a tratti, implora la chiusura di un sipario che lo strappi all'atroce ruolo del condannato. Distingue ancora cuore e purezza, pur rimproverandosi e rimproverando la mancanza di attenzione sincera. Fino all'onirica visione di un "dopo", si ritrova immerso nel "qui ed ora", non riuscendo neppure più a tracciare nette linee di confine. Auspica una pace interiore senza mai pretenderla se non da una sincerità totale, scevra da altre falsità, dei pochi che credeva amici, amanti, disinteressati fratelli di viaggio. Traccia ora una rotta e invoca fedeltà ai veri poeti o poeti del vero. Chiedendo di battere un colpo se davvero esistono e se comprendono.

Pasquale Pane, Questi punti radi, deComporre Edizioni, Gaeta, 15 euro

di: Sandra Cervone

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