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martedì 21 gennaio 2020
Il più bello del Branco di Carmen Moscariello
presentazione all'Università Suor Orsola Benincasa dell'opere "Modigliani .L'anima dipinta" di Carmen Moscariello Gangemi Editore
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Napoli: I licei del Suor Orsola Benincasa Il Centro studi Modigliani, in commemorazione dei 100 anni dalla morte di Modigliani presentano: Modigliani. Lanima dipinta" Relatori la Professoressa, Curatrice d'arte Tiziana De Tora e il Giornalista Critico Musicale Alfredo D'Agnese.
I licei del Suor Orsola Benincasa, Il Centro Studi Modigliani La Gangemi Editori COMMEMORANO I CENTO ANNI DALLA MORTE DI Amedeo Modigliani.
Nell'Aula Magna dell'Università Suor Orsola Benincasa mercoledì 22 gennaio sarà presentato l'opera di Carmen Moscariello "Modigliani L'anima dipinta" Relatori professoressa, Curatrice d'ìArte Tiziana De Tora e il Giornalista e critico musicale Alfredo D'agnese . Saranno presentati anche esperienze d'arte sul tema "Modigliani secondo me": Instant painting, proiezione di power point, relazioni sul rapporto tra il grande pittore e la musica, analisi delle opere, reading poetici a cura degli allievi del Liceo linguistico, e un assolo di danza contemporanea del Liceo coreutico, dedicato a Jeanne Hébuterne, l'indimenticabile musa del Maestro.

"Il più bello del branco"
Di Carmen Moscariello
Modigliani è un uomo e un artista vissuto dal daimon. Il daimon invisibile lo spinge ad essere, sia come uomo che come artista, al di là delle forme consuete. Chi è vissuto dal daimon, non è destinato a una vita facile, può intraprendere battaglie impossibili, eroiche, che quasi certamente lo porteranno fuori dalla "tranquillità". L'estenuante ricerca del bello lo travolse in una vita che fu non solo inquieta e disperata, ma che lo innalzò alla contemplazione dell'Assoluto, , tanto che in molte opere egli toccò l'Infinito e ce lo restituisce nel fiume armonico, ammaliante dei suoi "Nudi".
Per molti, nel periodo in cui il poeta era in vita, la sua pittura fu qualcosa di sconveniente, tanto che la sua prima Personale,presso la galèrie Berthe Weill(1917), organizzata da Léopold Zborowski, fu chiusa dopo poche ore, la motivazione : "si vedevano i peli pubici" della modella. Da molti, dunque, anche tra alcuni artisti frequentatori della Rotonde e la comune de Rue du Delta, e del Bateau Savoir fu considerata sconveniente e fuori tempo., molti parlarono del ritorno del Manierismo, Picasso arrivò ad offenderlo fino ad utilizzare un qudroa che Modigliani gli aveva donato, dipingendogli sopra una sua natura morta.
L'arte per lui fu come una tigre incontrollata balzata fuori dalla sua anima ,che ,colpendosi i fianchi con la coda, correva disperata alla ricerca della luce, la inafferabile luce di Parigi.
Perciò si potrebbe dire che un un dàimon possedette la sua vita e il mondo artistico di Modigliani creando un'opera che è altro da quello che è il reale. Per il grande Artista i la forma fu tutto.
Nonostante rappresenti "il più bello del branco" del Movimento avanguardistico che caratterizzò Parigi, con una rivoluzione dei canoni artistici e letterari, mai avvenuta prima, io ritengo Modigliani soprattutto Maestro di una classicità assoluta. Come Croce sostiene ,la grande arte è libera da ogni incrostazione o dipendenza. Tanto è vero che Modigliani non aderì mai né al Cubismo ,né al Divisionismo, né all'Espressionismo, né ai tanti "ismi "che invasero quest'epoca e la SEnna. Fu solo con il suo Daimon , producesse opere sublimi che oggi si contendono tutti i più grandi musei del mondo , il cui prezzo è indefinibile e immenso.
Egli fu senza dubbio un fenomeno dello stile. Più fortemente, possiamo affermare quanto dice Bergson (autore del quale Modigliani fu grande culture), cioè che la sua arte fu una grande valanga che lungo il suo percorso raccoglie molta neve. Voglio dire che Modigliani fu unico, ma seppe assimilare, ripartorendole nuove e come sue soltanto, molte "Scuole" o "Indirizzi "della pittura parigina dell'epoca, ma soprattutto conservando fortemente nel cuore i pittori del nostro Rinascimento, della Scuola Senese e Fiorentina, non escluderei l' arte della stessa Napoli, ( mi riferisco anche a Pompei ed Ercolano) con le sue chiese e i suoi musei che visitò con la madre Eugenia, dopo essere venuto fuori e, sfiorando la morte, da terribili febbri tifoidee, e dal primo affacciarsi della tubercolosi. Le sue opere sono testimoni realistiche del suo tempo, la ritrattistica, soprattutto, grazie a lui possiamo direttamente conoscere Picasso, Brancusi Matisse, , Max Jacob (ritengo questo il ritratto più bello).
Famoso è in Modigliani "l'instabilità "della sua vita, condizione che non traspare in nessuna delle sue opere, che vivono beate nella loro essenza, un arcaismo cretoso, avvolgente, silenzioso.
Ma le radici dell'arte di Modigliani, soprattutto nella scultura, vanno ben oltre i grandi maestri ai quali abbiamo accennato. Presenti in ampio spazio sono il primitivismo delle Cicladi, di bellissime statue che chi scrive ha avuto modo, l'estate passata, di ammirare anche nel Museo di Creta, così pure le maschere africane e l'arte egizia, utilizzata tra il 1911-14 per le cariatidi che vibrano dell'immagine della bellissima, amata poetessa Anna Achmatova.

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