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venerdƬ 08 novembre 2019
Evitata la 'Tassa Salvini', ma la Lega non lo sa
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Palazzo Montecitorio
Palazzo Montecitorio
Latina: Quando abbandona la nave, convinto che stia affondando ed invece girandosi dietro si accorge che ha ripreso tranquillamente la sua rotta, nasce nel naufrago un senso di confusione e smarrimento. Dal canotto, rivolgendosi ai pesci comincia a parlare di quello che avrebbe potuto fare una volta toccate le coste del 'nuovo mondo'. Gią si immagina grande capitano d'industria, immerso nell'organizzare traffici mercantili, fondare fabbriche, dare ordini imperiosi a tutti i sottoposti.
Ma sa anche, ed č questo il suo dramma, che i suoi pensieri hanno il sapore delle fantasticherie.
Decaduto sotto il sole pazzo d'Agosto dal ruolo di sottosegretario di Stato a quello di comune parlamentare, Claudio Durigon assapora con amarezza l'iter di una manovra economica che non trova in Europa le stroncature a cui abbiamo assistito lo scorso anno.
A far intendere che quest'anno la manovra marcerą spedita č proprio il commissario UE Pierre Moscovici.
Il parlamentare pontino - spiega Raffaele Trano, portavoce M5s - "Si rende conto che il governo giallo - rosso, nonostante la congiuntura economica sfavorevole, č riuscito ugualmente a trovare i 23 miliardi per sterilizzare l'AUMENTO DELL'IVA, ovvero scongiurare l'introduzione di una palese 'tassa Salvini' che tradotto in soldoni vuol dire un risparmio di 600 euro all'anno per ogni contribuente e la certezza di poter fare una programmazione economica senza l'assillo dell'esercizio provvisorio. Il filo conduttore della politica economica della Lega era invece una sconclusionata cambiale da 50 miliardi di euro che avrebbe pregiudicato in modo irreversibile i conti del Paese.
Si rende conto che i lavoratori, godranno di una riduzione del CUNEO FISCALE, ovvero a partire da luglio 2019 rientreranno nelle tasche di quelli che tirano la carretta ogni giorno per arrivare a fine mese circa 3 miliardi di euro.
Realizza infine che la FLAT TAX, uno dei principali cavalli di battaglia del governo a cui aveva partecipato, verrą confermata sia nella fascia a cui č diretta (fino a 65.000 euro) e sia nel regime applicato (forfettario).
Infine passa ad Aggredire la questione Arcelor Mittal, la multinazionale Indo - Francese che si era fatta carico del risanamento dell'acciaieria ex Ilva di Taranto, di cui proprio il suo partito risultava azionista".
Da qui un interogativo: "Quando Salvini, Durigon e soci parlano di ex Ilva, lo fanno veramente per tutelare gli operai"?
"Dispiace che Durigon - conclude Trano - con il quale si č collaborato durante la precedente esperienza di governo, si lasci andare ad esternazioni che mischiano confusamente Manovra Economica, questioni infrastrutturali e di politica industriale, le cui tempistiche, come tutti gli addetti ai lavori sanno, seguono logiche completamente diverse. Senza contare che nel suo ragionamento non c'č alcun riferimento alle variabili della Vita umana e dell'Ambiente, che a chiacchiere, dovrebbero essere patrimonio comune di tutti. Constato purtroppo che nella sua parte politica, quanto ad insensibilitą verso questi temi, č in buona compagnia".

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