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giovedì 02 maggio 2019
Le campane sarde ed itrane ora suonano a gloria
Appello alla pacificazione, dopo 108 anni dalla vicenda dei Sardi a Itri, dal libro del sardo Rino Solinas, documentato sui fatti.
letture: 2004
Itri: Se le campane suonarono, 107 anni fa, " a stormo", oggi possiamo ben dire che lo scampanio emesso dalle pagine del romanzo di Rino Solinas, presentato sabato 27 a Santa Teresa Gallura hanno i rintocchi del richiamo sereno del messaggio del "Gloria" che annuncia pace per quanti hanno la buona volontà di ricercare questo stadio dell'animo. Nel 1911, come i fatti storici ben presentati nella loro minuziosa precisione hanno motivato quel tipo di richiamo caratterizzato dal suono a rintocchi per un evento che si discosta nettamente dalla contingenza gioiosa dell'esistenza collettiva, le campane chiamarono a raccolta la gente per comunicare loro un assurdo messaggio di morte; oggi, nelle note del ritmo "a gloria", si celebra il trionfo della vita sulla morte, pur senza dimenticare il grande tributo di sangue e di vite spezzate che i giorni del 1911 videro pagare a una genia di infaticabili lavoratori giunti sul "continente" per procurare alle proprie famiglie l'onesto pane quotidiano. La vicenda odierna si dipana sullo sfondo di una meravigliosa storia coniugata con le parole e gli atteggiamenti di coloro che onorano il nobilissimo sentimento dell'amore. Cicutenne, il giovane sardo innamorato della "continentale" Angelina, sfila nel film della loro meravigliosa storia d'amore, sul chiaroscuro fondale dove le ombre di oltre un secolo fa segnano il riferimento al realmente accaduto. E nei ritorni dolci e delicati dei due amanti che si scambiano i loro sentimenti tanto intensi, si coglie la portata di una voglia di riscatto dell'umanità che, almeno nella letteratura, mostra il grande pregio di saper guardare avanti senza predicare o amplificare il messaggio dell'odio o delle "revanches", sentimento, quest'ultimo, sempre foriero di nuovi ed esponenzialmente crescenti bilanci di morti e di sangue. Rino Solinas (che ha attinto con grande scrupologli elementi storici citati anche dallo scrittore Pino Pecchia, e peccato che lo spazio tipografico ci impedisca di riportare dettagli più ampi in merito) non giudica. Attenzione, non dimentica la storia, non omette, quale eventuale novello Ponzio Pilato, il tratteggio dello scenario feroce che fa arrossire l'uomo di fronte anche al comportamento delle fiere più sanguinarie, ma Solinas celebra quello che unisce, quello che Qualcuno oggi chiamerebbe "ponti" e non muri. Stiamo anche attenti: l'autore non "abbuona", quasi come una forma di condono, la gravità delle responsabilità di chi ha contribuito a far riempire quelle pagine di storia di fatti obbrobriosi. No! Per nulla proprio! La giustizia per chi ha sbagliato deve esistere, anche nella memoria storica, ma non deve, per Solinas, essere il fertilizzante di una recrudescenza della "revanche" che altro con sarebbe che la riapertura di solchi pericolosamente grondanti di vite spezzate o comunque psicologicamente segnate per sempre. Ed ecco allora che le parole di commento dello storico e ricercatore Pino Pecchia, che ha pure fornito il nome, quale autore, a un'opera che ricorda quei momenti tanto tragici, ci sembrano il suggello migliore per le finalità che la storia, pur solo romanzata dei due giovani, si prefigge di trasmettere a chi queste riusciranno a pervenire. "Questo libro può e vuole essere un momento di riflessione su quanto è accaduto cento otto anni fa. Spero fortemente che il suo messaggio arrivi al cuore dei sardi, e sia foriero per il raggiungimento di una possibile riconciliazione. È, inoltre, a mio parere, un punto di partenza per estirpare quel campanilismo strisciante, che ancora oggi prevale, tra entrambe le parti; esso si cela tra le pieghe di un falso perbenismo di facciata. Spesso, procura danni d'immagine a persone e cose, come sovente è dato leggere sui social, per avventate ricostruzioni, prive delle fonti. Come ricercatore ritengo che sardi e itrani siano stati entrambi vittime di un governo che latitò prima della tragedia". Ed è anche significativo che a Itri, nel corso della stagione culturale estiva, verrà presentata una pièce teatrale, a firma del versatile dott. Nicola Maggiarra, che riprenderà questo tema, imperniato su una storia tra due giovani innamorati (uno sardo e l'altro continentale,) che rappresenta l'ennesimo contributo al superamento di una pagina storica purtroppo alimentata dall'acredine di un odio crescente diffuso da blasfemi manipolatori della Verità.

postato da: Flaminio  

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