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venerdì 12 aprile 2019
L'azzardo non è un gioco
Vincere il gioco d'azzardo
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Conferenza stampa
Conferenza stampa
Gaeta: Un vortice che avviluppa e travolge ogni dimensione della vita. La ludopatia, il gioco d'azzardo patologico, è una dipendenza al pari dell'alcolismo e delle droghe. Un disturbo che colpisce tante, troppe persone, dai giovanissimi agli anziani. Parte da Gaeta e dall'analisi di questa piaga sociale e delle sue devastanti conseguenze, il progetto "L'azzardo non è un gioco".

L'iniziativa è frutto del lavoro congiunto delle realtà sociali attive sul territorio gaetano con un obiettivo comune: offrire una proposta concreta per aiutare a liberare le persone da questa dipendenza ma anche per sensibilizzare a favore di un uso responsabile del denaro. Scommesse e giochi online, infatti, sono il più delle volte le porte d'accesso a un'altra schiavitù, quella dell'usura.

Giovedì 28 marzo, nella Sala Consiliare del Comune di Gaeta, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto patrocinato dall'amministrazione comunale, Croce rossa e Reti solidali, e realizzato in collaborazione con Adra Italia, l'Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso).

Sono interventi il sindaco, Cosmo Mitrano; l'assessore comunale alle politiche sociali, Lucia Maltempo; il pastore della Chiesa avventista di Gaeta, Davide Malaguarnera; il presidente del Comitato Sud Pontino della Croce rossa, Emilio Donaggio; l'assistente sociale, Serena Taglialatela e la psicologa Erminia Casale.

Una squadra che si è messa all'opera mesi fa, unendo le forse e le rispettive capacità per creare una solida e competente alternativa alla dipendenza e all'incubo di non avere più una via d'uscita. La formula scelta è quella del gruppo di auto aiuto, sotto la guida della psicologa, che si riunirà nei locali della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno in Via dei Frassini, 46, una zona periferica che assicurerà anche il rispetto della privacy e della riservatezza di chi troverà la forza e il coraggio di farsi dare una mano. È stato attivato un numero di cellulare per contattare il gruppo, al quale potranno essere inviati anche messaggi Whatsapp: 335 7974274.

"Questo progetto - ha sottolineato il sindaco di Gaeta, Cosmo Mitrano - si caratterizza innanzitutto per il valore del suo contenuto e per l'unione di tante realtà solidali, un insieme di organizzazioni e volontari che sottraggono il tempo alla propria famiglia e al proprio lavoro per donarlo alla collettività, un valore che non dobbiamo dimenticare".

"Quello del gioco - ha evidenziato l'assessore comunale alle politiche sociali, Lucia Maltempo - è un problema che riguarda tanti ragazzi già a partire dalle scuole medie. Lo noto da mamma, da insegnante, oltre che da assessore. È un fenomeno dilagante, basta andare online e scommettere e il rischio, se sottovalutato, può diventare una dipendenza. Il gruppo di ascolto cercherà di arginare e di offrire una possibilità di aiuto".

"Tantissime famiglie nel golfo di Gaeta vivono questo disagio e sono invisibili - ha aggiunto il pastore avventista, Davide Malaguarnera - un ringraziamento speciale va ai volontari dell'Adra e della Chiesa avventista di Gaeta. Un progetto che speriamo possa concretamente aiutare le persone ed essere un buon esempio sul territorio anche per le altre realtà ecclesiali".

"Non è facile uscire dalla dipendenza da gioco d'azzardo - ha evidenziato la psicologa Erminia Casale che coordinerà il gruppo di ascolto - però è possibile farlo, ognuno con i suoi tempi, con pazienza, costanza, impegno e soprattutto motivazione poiché è quest'ultima il motore del cambiamento".

"Abbiamo un privilegio come Croce Rossa perché lavoriamo sul territorio, lo osserviamo e cerchiamo di capire quali sono i bisogni e come possiamo intervenire, offrendo il nostro supporto, nel caso specifico della ludopatia con la progettualità e l'intervento di operatori preparati e formati", ha detto il presidente del Comitato Sud Pontino della Croce rossa, Emilio Donaggio.


"L'azzardo non è un gioco e la problematica è concreta e reale, ed è più vicina di quanto immaginiamo, riguarda persone di tutte le età - ha affermato l'assistente sociale, Serena Taglialatela - Questo progetto nasce all'interno di una rete di solidarietà che è partita dalla relazioni umane, dai rapporti e dalla fiducia che si sono creati e consolidati negli anni con i diversi rappresentanti delle realtà coinvolte".

di Veronica Addazio
Conferenza stampa
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postato da: DavideMalaguarnera  

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