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lunedì 31 dicembre 2018
Ecco le misure più importanti della manovra 2019
Nel testo della manovra, alcune importanti novità come il raddoppio Ires per gli enti no profit, il taglio degli aumenti alle pensioni. Novità anche per le famiglie e per gli stabilimenti balneari
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Politica: La manovra del governo giallo-verde adesso è legge. La Camera ha approvato il testo con 313 "sì". La legge di Bilancio è cambiata radicalmente rispetto al testo discusso e approvato alla Camera dei Deputati l'8 dicembre scorso.
Adesso, il testo della manovra, composto da un solo articolo e 1143 commi, è stato modificato in maniera sensibile. Ed è lunghissimo l'elenco delle misure inserite nel testo e che adesso sono passate al vaglio del Parlamento.

Stop aumenti Iva per il 2019, ma è allarme per il 2020
Il governo Conte ha messo sul piatto quasi 12,5 miliardi per impedire che le aliquote Iva salissero già dal 2019. I negoziati con l'Unione europea però non hanno messo al sicuro le tasche degli italiani. Se il governo non vorrà vedersi costretto ad aumentare l'Iva per il 2020, dovrà infatti trovare entro quella data 23 miliardi di euro.

Fisco per partite Iva
Il governo ha introdotto nella manovra una misura che estende la platea dei beneficiari del regime agevolato per le partite Iva rispetto a quanto previsto dalle leggi in vigore. Come spiega Repubblica.it, "potranno infatti accedere al trattamento fiscale di vantaggio, che prevede di pagare soltanto il 15% di tasse, le partite Iva con ricavi fino a 65 mila euro. Prima, il limite era fissato in un intervallo tra 25 mila e 50 mila a seconda del tipo di attività".

Pensioni, il grande nodo
Per le pensioni, è stato sicuramente introdotto il taglio delle cosiddette "pensioni d'oro". Previsti diversi contributi in base alla fascia di reddito. 15% per i redditi tra 100.000 e 130.000 euro, 25% per i redditi tra 130.001 e 200mila euro, 30% per redditi tra 200.001 e 350mila euro, 35% per i redditi tra 350.001 e 500mila euro, fino al 40% per i redditi superiori a 500mila euro. Ma per lo Stato, il risultato non è quello previsto del governo, in particolare da Luigi Di Maio che sperava in un incasso superiore al miliardo di euro. La relazione tecnica infatti dà numeri molto al ribasso, con un introito per lo Stato di appena 76 milioni di euro nel 2019, con una platea di circa 24mila assegni.

Mentre l'impatto del taglio sarà minimo, ben diverso è invece l'intervento che taglia le rivalutazioni degli assegni sopra i 1500 euro lordi. In questo caso, si percepirà anche di più, ma meno rispetto a quanto previsto. Secondo i calcoli dello Spi Cgil, se si calcolano le cifre nette, con una pensione mensile di circa 2500 euro, il mancato aumento è di circa 14 euro.Una sforbiciata che porterà allo Stato 253 milioni nel 2019, 745 nel 2020 e 1228 nel 2021. Secondo i dati 2016 dell'Inps, sopra i 1505 euro lordi, ci sono oltre 4 milioni di pensioni.

Tassa sui Suv
La manovra introduce sconti fino a 6000 euro per chi acquista auto elettriche o ibride e rottamerà un veicolo a benzina o diesel. Prevista una nuova tassa di immatricolazione per i veicoli più inquinanti, dai 1100 ai 2500 euro.

Raddoppio Ires per enti no profit
La norma inserita in manovra approvata al Senato prevede la cancellazione dell'agevolazione Ires al 12%, anziché al 24%, per gli enti no profit. Di Maio ha promesso che la norma verrà corretta al primo provvedimento utile. Ma c'è chi non è d'accordo fra i pentastellati, a cominciare da Laura Castelli.

Web tax
La nuova "imposta sui servizi digitali" prevede una tassa del 3% sui ricavi delle aziende "che prestano servizi digitali e che hanno un ammontare complessivo di ricavi pari o superiore a 750 milioni di euro, di cui almeno 5,5 milioni realizzati nel territorio italiano". La misura, contenuta nella manovra, è rivolta soprattutto ai giganti del web, in particolare Facebook e Google, che fanno figurare gran parte dei loro profitti nei paradisi fiscali. Con questa misura, il governo spera di incassare almeno 150 milioni nel 2019 e più di 600 per i periodi di imposta successivi.

Concessioni rinnovate per le spiagge
La manovra proroga per altri 15 anni tutte le concessioni per gli stabilimenti balneari. Alcune di queste erano già state prorogate al 31 dicembre del 2020 negli anni precedenti. L'obiettivo era far scadere queste concessioni per ottenere nuovi accordi, probabilmente migliorativi pere le casse delle amministrazioni pubbliche. Invece, il governo ha bloccato la possibilità di nuove concessioni prorogando quelle esistenti. Lo Stato, da queste concessioni, incassa solo 103 milioni di euro.

Cosa cambia per le famiglie
Su richiesta delle lavoratrici, viene data la facoltà di restare al lavoro fino al nono mese di gravidanza, usufruendo poi per intero dopo il parto del periodo di stop dal lavoro. Per i padri, il congedo obbligatorio dal lavoro sale a 5 giorni, mentre viene aumentato a 1500 euro il bonus asilo nido.

Agostino Corneli
fonte: Il Giornale   di: Emiliano Ziroli

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