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sabato 15 dicembre 2018
Niente sussidio a chi ha 5 mila euro in banca
Requisiti stringenti per ottenere l'assegno fino a 780 euro per i poveri. A disposizione sette miliardi di euro per il 2019, due in meno di quanto previsto finora.
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reddito di cittadinanza
reddito di cittadinanza
Politica: Nonostante il premier, Giuseppe Conte, sostenga che sul «reddito di cittadinanza» non c'è alcun arretramento è stato il vicepremier Luigi Di Maio a dire a Canale 5 che i soldi per il 2019 saranno «intorno ai 7 miliardi», quindi due in meno dei 9 ora assegnati al fondo inserito nella legge di Bilancio che il Senato si appresta a riscrivere.
Nove miliardi che, fino a poche settimane fa, erano ritenuti il minimo indispensabile dagli stessi grillini. Nonostante il taglio, il governo, nelle parole di Di Maio, mantiene fermi i pilastri della riforma: il sussidio per i poveri arriverà fino a 780 euro al mese per un single (crescerà in rapporto alla numerosità della famiglia) e la platea dei beneficiari sarà di 5 milioni, quante sono secondo l'Istat le persone in povertà «assoluta» (non in grado di acquistare un paniere di beni e servizi essenziali), distribuiti in 1,8 milioni di famiglie.


370 euro a famiglia
Stando così le cose e visto che il reddito dovrebbe partire ad aprile (contro il «febbraio» promesso all'inizio da Di Maio), per calcolare quanto andrebbe in media a ogni famiglia bisogna prendere i 7 miliardi, toglierci un miliardo destinato ai centri per l'impiego, è dividere 6 miliardi per 1,8 milioni di famiglie e poi per 9 mesi (da aprile a dicembre). Si ottengono così 370 euro al mese a famiglia: appena 65 in più dei 305 euro già dati in media ogni mese alle 380mila famiglie (oltre un milione di individui) beneficiarie del Rei, il sussidio per i più poveri varato nel 2017, che però prevede solo 2-2,5 miliardi l'anno e al massimo 187 euro al mese per un single. I conti del reddito di cittadinanza possono dunque tornare solo ipotizzando che i beneficiari siano molti meno di 5 milioni e che pochissimi prenderanno il sussidio pieno di 780 euro. Alcune indiscrezioni fanno pensare che sarà così. Innanzitutto i requisiti stringenti: un Isee familiare di circa 9 mila euro, l'esclusione dal beneficio se si è proprietari di seconda casa o di un'auto immatricolata di recente o se si ha un conto in banca di 5-6 mila euro. Inoltre, se si è proprietari della prima casa si prenderà al massimo 480-500 euro. E ogni altra prestazione assistenziale, statale o locale, verrà detratta dal sussidio. C'è poi tutta la parte organizzativa, che potrebbe ritardare l'operazione. Dal portale internet per chiedere il reddito ai «navigator» cari a Di Maio, cioè le migliaia di persone da assumere per accompagnare i beneficiari del sussidio nel reinserimento formativo e lavorativo. Senza contare che, spiega l'Alleanza contro la povertà, «nei paesi europei - mediamente con centri per l'impiego più strutturati - le politiche contro la povertà riescono a condurre a un lavoro stabile solo il 25% dei beneficiari».
fonte: Il Corriere della Sera   di: Emiliano Ziroli

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