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martedì 13 novembre 2018
Le luminarie di Gaeta fanno poca luce
Oscurati alcuni monumenti
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Monumento a Jose Gervasio Artigas
Monumento a Jose Gervasio Artigas
Gaeta: Fa piacere che il turismo destagionale di Gaeta, cui ho accennato da tempo anche nell'articolo che auspicava l'autorevole convegnistica e fieristica nazionale e internazionale nei progetti futuri della nostra città, cominci a divenire realtà.
Purtroppo l'atteggiamento trionfalistico è smorzato da errori marchiani che danno all'evento una connotazione quasi esclusivamente consumistica, superficiale, a tutto danno delle tipologie di offerte turistiche culturali e ambientali, che potrebbero costituire nostro vanto ed esclusività.
La mancanza di rispetto per i gloriosi monumenti del passato e una organizzazione che non tiene conto del fatto che i turisti devono essere incoraggiati a servirsi dei mezzi pubblici sono note dolenti della manifestazione, già riscontrate nelle passate edizioni e cui non è stato posto alcun rimedio a tutt'oggi.
Veniamo al primo punto.
La risistemazione, di qualche anno addietro, di piazza Ville delle Sirene, discutibile per molti versi, ha lasciato respiro al nostro più importante monumento storico di Elena del secolo scorso, quello ai caduti, ben 259 della nostra città, nel primo conflitto mondiale. Tale monumento costituisce, da sempre, nostra preziosità storica di zona e, per l'occasione, andava arricchito di aureole di luci, onde consentire, anche ai turisti, nel frenetico mondo di oggi, di soffermarsi a rendere omaggio alla memoria di chi ci ha preceduto ed è stato artefice di eroico sacrificio personale per la Patria. Purtroppo una coordinazione organizzativa lacunosa ha fatto sì che, tra tanti posti di cui la città dispone, venisse scelto lo spazio antistante esso per piazzarvi un enorme pupazzo di luci, rappresentante un polpo gigante, nient'affatto consono alle architettoniche vicinanze e che ha, per giunta, obliterato completamente la vista dalla strada dello stesso, proprio nel centenario della Vittoria che quest'anno ricorre.

Ma non è l'unico esempio a dimostrare, così sembra, l'avversione e la noncuranza degli organizzatori la manifestazione per l'arte, l'architettura, la storia nostrane.
Davanti la sede municipale è stato posto nel lontanissimo 1960, in occasione della venuta a Gaeta dell'allora Presidente del Consiglio uruguayano S. E. Benito Nardone, figlio di gaetani, un busto in bronzo della personalità più illustre di quel Paese, ovvero colui che ha dato le libertà alla sua Nazione, José Gervasio Artigas, che si fregiava anche del maestoso titolo di "Protettore dei popoli liberi ". Anche questa attrattiva storico-culturale, forse abbiamo il piacere di poter ospitare l'unico monumento a lui dedicato in Italia, andava valorizzata, illuminandolo adeguatamente, creando spazio davanti ad esso, impreziosendo pertanto la nostra offerta turistica. E' stato fatto tutto il contrario. Hanno piazzato ad appena un metro di distanza da esso una voluminosa casa di legno, che ne rende assolutamente impossibile la visione da ogni angolo.

Come ebbi modo di dire anche personalmente al nostro Sindaco, le luminarie, a mio avviso, dovrebbero essere un amo per offrire la vera ricchezza, vanto di Gaeta, il mito, la storia, l'arte, l'architettura, la nostra identità. Constato che il mio suggerimento è caduto nel vuoto e, dovendo parlare inutilmente, la prossima volta mi faccio i fatti miei e prendo altre strade di attuazione delle mie accorte e ponderate proposte. D'altronde da una Amministrazione che ha ritenuto opportuno privarci dello Assessorato alla Cultura, forse per condannarci ad una loro comoda ignoranza, non possiamo aspettarci altro di diverso.
Il commento di una mia amica Facebook, nativa di Gaeta ma residente nello Stato americano dello Iowa, mostra che ha capito perfettamente come stanno le cose da noi, dalle poche righe pervenutele. Essa scrive: "Preferiscono le pacchianate di cattivo gusto alla storia e alla cultura. Poi è anche mancanza di rispetto verso i caduti, in special modo nella ricorrenza del centenario della Prima Guerra Mondiale. "Così lontana, ma così vicina alla verità, che pare sfugga anche ai nostri Amministratori.

Per i mezzi pubblici il problema si presenta soprattutto per chi abita a Serapo o nelle vicinanze. Come è stato fatto nelle precedenti edizioni, al sopravvenire del divieto di transito in ben tre fermate cittadine, durante la manifestazione, non è seguito alcun avviso evidente, visibile, apposto in quelle fermate. Per cui episodi di turisti occasionali o no, che perdono i treni perché non a conoscenza di questi salti di fermata, sono all'ordine del giorno e capitano anche ai nostri concittadini.
Bisogna mettere più lampadine, magari non per strada, ma nel cervello degli organizzatori: mostrano di brancolare nel buio più assoluto. La nostra città deve essere Perla, e non "Pirla", del Tirreno.


Damiano Di Tucci, consigliere provinciale ACLI.

postato da: enrico90  

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