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domenica 07 ottobre 2018
Quale futuro per l'asilo nido di Gaeta?
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Gaeta: L'asilo nido comunale vanta una lunga storia ed è uno dei pochi esempi, nella provincia di Latina, ad aver conservato il carattere pubblico che tutti noi vorremmo fosse preservato con un impegno maggiore da parte dell'Amministrazione Comunale, in termini sia di risorse umane che finanziarie. Ad oggi il nido osserva, come da regolamento, solo orario antimeridiano(h7,45-h14,15) fino al venerdì con la possibilità, a richiesta dei genitori e dietro approvazione dell'A.C., della frequenza del sabato e pomeridiana.
Le opzioni non si sono mai realizzate quindi il servizio resta limitato e non in grado di assecondare le esigenze delle famiglie. La nostra obiezione è che un servizio per l'infanzia, e non solo, dovrebbe avere come regola l'orario prolungato, come in tutte le città, e non rappresentare un'eccezione.
Una domanda sorge spontanea: come mai "Il Tempo Scuola" ha un arco temporale limitato? La risposta più banale sarebbe la mancanza di richiesta da parte delle famiglie che spesso, da informazioni assunte, optano per strutture private che garantiscono un orario più lungo e costi inferiori. A tal proposito si propone un ventaglio di fasce di reddito più ampio e le relative rette più contenute. Senza, peraltro, tralasciare il fatto che alla retta ordinaria si aggiunge un ulteriore costo per l'eventuale frequenza pomeridiana.
Duole constatare che l'asilo di Gaeta non sia competitivo rispetto alle strutture private perché la risposta non è adeguata alle esigenze delle donne e di quelle che lavorano, prive di un supporto parentale nonostante la qualità del servizio, acclarato e riconosciuto, delle operatrici. Una simile struttura potrebbe essere un punto di riferimento, nell'intero anno, solo se si organizzassero anche attività estive nei periodi di chiusura del nido, ludoteche e intrattenimento per i bambini al fine di una risposta "differenziata e flessibile" alle loro esigenze e delle famiglie. Tanto è previsto dal regolamento(art. 21)ma mai attuato. E' chiaro che i servizi integrativi, che esulano dall'attività ordinaria di un asilo, dovrebbero essere affidati a personale esterno qualificato.
Cosa diversa è l'attività ordinaria che prevede al suo interno processi prettamente educativi affidati oggi a personale comunale e della cooperativa a completamento dell'organico. A tal proposito da una disamina della gestione delle risorse umane appare chiaro che la volontà politica dell'A.C. sia quella di una progressiva privatizzazione, già in atto per il personale educativo e ausiliario, resa ancora più evidente con l'indicazione nel capitolato d'appalto di un coordinatore pedagogico fornito dalla ditta aggiudicataria. Inoltre, nell'oggetto dell'appalto(art.1), è sancito che il servizio educativo e ausiliario per gli asili nido comunali si svolgeranno secondo 2 modelli gestionali: asilo nido di 60 posti in integrazione col personale comunale, quello di 30 posti con organizzazione autonoma e personale della ditta aggiudicataria.
Ad anno già iniziato e organizzato la confusione sarà tanta e anche la disparità tra i due asili nido. Il disegno è chiaro, la scelta politica anche!
Il regolamento nell'art. sulla ricettività fa riferimento a 2 asili nido di 30 e 60 utenti ma i bambini ammessi risultano 72. Come mai questa discrasia se la Regione finanzia le strutture per accogliere 90 bambini? Anche i problemi della struttura non sono da sottovalutare perché l'edificio risalente agli anni '60 ha bisogno di adeguamenti tecnici di sicurezza. Finalmente, almeno il giardino, dopo tante sollecitazioni, è soggetto a riqualificazione per consentire giochi e attività all'aperto.
L'Amministrazione Comunale dovrebbe curare maggiormente il benessere dei suoi cittadini, fin dall'infanzia, attraverso servizi qualificati perché il solo restyling degli spazi comuni rappresenterebbe una preziosa cornice su un quadro privo di colori e di vita.

Ersilia Vitiello

di: SEL Gaeta

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