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lunedì 23 luglio 2018
Lettera aperta al Sindaco di Formia
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viva villa
viva villa
Formia: Gentile prof.ssa Villa,
mi permetto di scriverLe nella Sua qualifica di Sindaco della città di Formia, ove dimoro, per mia fortunata scelta da oltre quarant'anni pur avendo, negli ultimi tempi, trasferito la residenza a Ponza, e non potendo pertanto essere annoverato tra i suoi elettori.
All'inizio della campagna elettorale ebbi a prevedere che il suo esito sarebbe stato determinato dalla presa di posizione dei candidati sul problema della crisi idrica verificatasi la scorsa stagione estiva, durante la quale Lei assunse posizioni critiche nei confronti dell'ente gestore Acqualatina: ritengo che l'elettorato abbia dato sostanziale conferma alla mia modesta previsione.
Non per caso, la Sua prima conferenza stampa è stata sul tema Acqualatina, si è astenuta sul rinnovo del consiglio di amministrazione di Acqualatina, ha nominato un delegato ai rapporti con Acqualatina nella persona dell'ing. Giovannone, ha emesso come gli altri sindaci del comprensorio una ordinanza per limitare l'uso improprio dell'acqua destinata a finalità domestiche.
E' stata ferocemente, e strumentalmente, criticata da alcuni che l'hanno accusata di essere troppo tenera nei confronti di Acqualatina: in realtà mi sembra che il tutto sia legato da un coerente filo logico, rappresentato dalla primaria necessità di riportare i rapporti almeno in un ordine formale, anche se mi lascia perplessa l'ecumenica ordinanza limitativa dei famigerati usi impropri.
I Suoi colleghi sembrano infatti ritenere che il nostro territorio sia disseminato di innumerevoli piscine e che i locali latifondisti si dilettino nell'irrigare le loro tenute, corrispondendo generosamente a Acqualatina la pesante tariffa prevista per l'uso domestico: peraltro, come ben evidenziato nella Sua ordinanza, l'uso improprio costituisce una violazione del rapporto contrattuale tra utente e ente erogatore e non si vede per quale ragione debba intervenire il sindaco per tutelare le ragioni contrattuali dell'ente. Questo è un dettaglio, quel che conta è il richiamo al rapporto contrattuale, che sussiste non solo tra utente e Acqualatina, ma anche tra quest'ultima e Comune. Da cui la necessità di riportare il rapporto in un rigoroso ordine formale, tale da consentire la verifica agevole dell'adempimento degli obblighi contrattuali da parte dell'ente gestore e la valutazione di eventuali inadempienze nell'ambito della vigente normativa civilistica, anche nell'ottica di azioni per la risoluzione del contratto per inadempimento e per il risarcimento dei danni subiti. Ma, la richiamata normativa, non si limita a prevedere il reciproco adempimento degli obblighi contrattuali, in quanto, espressamente prescrive che il contratto deve essere eseguito secondo buona fede (art.1375 cc).
Acqualatina opera in buona fede?
Su questo lancinante interrogativo, mi permetto di esporre la mia personale vicenda, che riguarda la mia utenza ponzese, ma che riferendosi allo stesso ente, credo che possa essere generalizzata.
Lo scorso anno, verificando le bollette di Acqualatina, recentemente subentrata nel rapporto di fornitura idrica, ho constatato che mi era stata applicata la tariffa non residente, malgrado nel rapporto con il precedente ente risultassi già residente: rimostranze via pec, rettifica della tariffa e mero riconoscimento del credito vantato, da scontare sui successivi consumi.
Da allora, pertanto, ho l'orgoglio di poter essere annoverato tra i finanziatori di Acqualatina.
A metà del mese di giugno, a distanza di tre giorni l'una dall'altra ho ricevuto due bollette di Acqualatina, la prima di pochi spiccioli e la seconda di rilevante importo: visiono le causali e mi trovo un consumo presunto di 92 mc, a fronte di consumi precedenti mediamente ammontanti a circa tre mc per bolletta. A questo punto che si fa? Vado a controllare il contatore nel cortile di mia proprietà ove è posizionato e con sommo stupore constato la sua sostituzione, avvenuta a mia insaputa - evidentemente mentre mi trovavo a Formia-, senza mia autorizzazione e con violazione della mia proprietà privata (il mio consenso a far accedere i letturisti non può ritenersi esteso a chiunque e meno che mai a chi compie una manomissione dei miei beni).
L'aspetto forse più assurdo della vicenda è l'addebito presunto di 92 mc, tutti riferiti al nuovo contatore e al periodo di circa tre mesi decorsi dalla sostituzione, a fronte di un consumo reale di circa tre mc, da me verificato e coerente ai consumi della mia utenza.
Inutile dire che sto facendo valere i miei sacrosanti diritti nei confronti di Acqualatina.
Io ho la ventura di essere un avvocato, ancorchè in pensione: ma se fossi stato un onesto lavoratore non a conoscenza dei propri diritti, se fossi stato uno dei centenari che arricchiscono la popolazione locale, se non fossi stato in grado di difendermi?
E, soprattutto, ritornando al tema che mi sono permesso di proporre, può essere ritenuta in buona fede Acqualatina?
Si tratta di un interrogativo che dovrebbe sempre ritornare alla mente quando si valuta il proprio interlocutore in un rapporto contrattuale.
Per opportuna prudenza.
Con sincera stima
avv. Francesco Melisurgo

di: Francesco Melisurgo

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