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martedì 05 giugno 2018
Da un thè al bar con i sei candidati sindaco a 3 succhi di frutta all'ananas.
La decisione con chi schierarsi è stata presa.
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Formia: Come si auspicava nella "mia" precedente missiva il tempo è tiranno;
le strategie sono pianificate e l'attenzione ai minimi dettagli è ai massimi livelli.
L'imperativo è: non sbagliare e non parlare con sconosciuti. AUGURI!

Qualcuno mi ha fatto notare che è meglio rischiare chiusi nei teatri con gli amici, parenti e tifosi con semplici domande circostanziate, che davanti ad una tazza di thè con uno "sportivo non tanto sconosciuto", pur senza telecamera, senza microfoni e senza una penna x prendere appunti, ma con semplici e concrete domande non certamente preconfezionate.
Eppure San Filippo Neri predicava che le parole sono come le penne di galline al vento, volano via, probabilmente si sbagliava.

La decisione è stata presa, i colori ci sono tutti, le solite chiacchiere non mancano e francamente dico: sono seriamente preoccupo per questa città; per la mia città, Formia, all'ortizzonte niente di nuovo; e allora?
Abbiamo scelto chi ci da più fidicia e chi ha mostrato più determinazione.

Il mio sospetto iniziale non era infondato, su sei candidati uno solo di loro mi ha chiamato in tempo utile scusandosi per il suo ritardo; e gli altri?
Tutti impegnati a ricercare le soluzioni migliori ai tanti problemi che attanagliano la città.

Mercoledì, ufficializziamo la nostra posizione, non è stato facile, ma nemmeno tanto difficile, ci siamo basati sulle competenza già dimostrate in passato, sulla qualità interpretativa dei problemi da risolvere, non certamente sulla qualità del dentifricio usato, o sulle balle che raccontano, o per quante volte hanno usato la parola sviluppo, turismo e sanità, o meglio ancora per le fantasiose proposte.

Va da sé che il giudizio si basa anche sulla educazione usata e messa in atto nei momenti di
bisogno della città, per tutte le volte che Formia e i formiani sono stati lasciati da solo davanti alle telecamere e alla giustizia, per le varie notizie/esperienze apprese dai giornali e dai tanti commenti e comunicati lasciati a vari titoli sui social.

A mio modesto avviso è sconcertante il silenzio usato verso chi vuole conoscere i dettagli dei loro programmi, ho sempre saputo che il confronto (se pur tagliente) è il momento più alto per una democrazia compiuta e partecipata, la sana critica è crescita, ma visto le circostanze mi sbagliavo;
è una rotture di coglioni!

Mi sono posto una domanda squisitamente di natura politica: se un semplice candidato si comporta da "super" pur senza carica istituzionale, immagino già che umiltà potrà mai sfoggiare nel prosieguo della legislatura.

di: Carmine Barone

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