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lunedì 12 marzo 2018
Mangiafuoco, il romanzo di formazione di Dana Neri
La scrittrice romana, londinese d'adozione, pubblica a Londra con Mutatum Publishing
letture: 2000
dettaglio copertina
dettaglio copertina
Roma: Fiamma è come una falena che ama scontrarsi contro i vetri pur di raggiungere la luce. L'incipit racconta chiaramente la lotta interiore che la protagonista intraprenderà con sé stessa e riassume poeticamente la sua storia famigliare, il dolore scaturito dalla perdita, per malattia, dell'amatissimo padre. E poi i disturbi alimentari che sconquassano le giornate, svuotandola di ogni certezza, ricordo indelebile dell'avido patrigno che non l'ha risparmiata. Un tema quest'ultimo, affrontato con grande delicatezza ma ugualmente incisivo e volutamente narrato per sensibilizzare a quei "dolori invisibili" che alcuni giovani (donne e uomini) trascinano con sé, senza mai farne parola.
Spesso si attribuisce all'adolescenza (e agli anni subito dopo) una presenza obbligata di felicità, come se fosse scritta nel codice degli anni giovanili, una portata universale di sconsideratezza e leggerezza. A ben vedere né l'una né l'altra caratterizzano le storie di molti giovani; vuoi per mancanza di prospettive (o incapacità di vederle) vuoi per storie personali che raramente coincidono con i modelli felici a cui una colpevole pubblicità social-televisiva ci ha abituato. L'autrice esemplifica così questa realtà sottoposta troppo spesso all'amnesia collettiva:

"Signorina, lei è così giovane, non può capire... Tutto il dolore...", vorrebbe rispondere che sono loro a non capire, invece, cosa significa avere la sua età e passare quasi ogni giorno inseguiti dal desiderio di morire.

È come se, in genere, si dimenticasse, se non si volesse ammettere la fatica del rito di passaggio, del confine superato da cui non si può più recedere, anzi da cui si può solo proseguire ma senza punti di riferimento, senza certezze. Il salto da compiere è lì che attende i giovanissimi, è presente, e ogni tanto varrebbe la pena ricordarlo, narrarlo, per meglio comprendere da dove si è partiti per arrivare a ciò che si è diventati. Una sfida che Dana Neri raccoglie e trasmette con la leggerezza necessaria a rendere la lettura agevole, pur affrontando tematiche difficili (cancro, bulimia, violenza domestiva, morte, rinascita).
Fiamma trova una complicità salvifica nell'amica Elife, androgina nel vestire e femminile nell'essere, con cui inizialmente fa tandem miscelando con lei un'altrettanta originalità, rispetto al resto degli anonimi e omologati compagni di scuola, grazie al suo stile steampunk. La loro amicizia si fa sempre più intima, fino a lambire delicatamente la possibilità di una relazione.
Oggetto della storia è fondamentalmente il superamento del dolore adolescenziale e la paura di divenire adulti. Un romanzo di formazione corale, che porta tutti i personaggi a guardarsi allo specchio, chi per concludere la propria esistenza chi per iniziarne una nuova. Anche la madre di Fiamma, la bella ambiziosa attrice teatrale, incappando nell'impresario amante, eterno adolescente, vivrà la discesa e la risalita di donna chiamata a ricomporre personalità e ruolo. E il ragazzo circense che Fiamma incontrerà, richiude, e ricuce, in qualche modo il cerchio dell'equilibrio tra ciò che è stato e ciò che potrà essere: gioia, fuga per paura che non possa durare, allontanamento geografico, e chissà, ritorno forse, e coraggio di vivere senza grandi prospettive, ma almeno sostenuti dai sentimenti. I protagonisti di Fiamma smettono di consumarsi nel fuoco delle proprie torture, spesso autoinflitte, come è tipico della fase adolescenziale che tutti, a più riprese, possono sperimentare, e la fiamma diviene luce, un cammino illuminato dalla speranza.
Lo stile narrativo è ricco di pause, avvolgimenti circolari (quasi a voler replicare i ricci rossi fuoco di Fiamma sulle pagine) che si soffermano poeticamente su dettagli apparentemente ininfluenti e che invece rendono il pieno della quotidianità. La sospesa "normalità", che sembra scontata nelle vicende forti che vengono narrate, offre il respiro necessario alla riflessione profonda e al terapeutico rallentamento del ricordo.
Un romanzo che si legge tutto d'un fiato, senza riuscire a staccarsi dalla pagina una volta iniziato. Narrativa ideale per young adult ma non solo. Del resto, ritrovarsi da adulti nelle storie più giovani aiuta a crescere, a maggior ragione quando la narrazione si sviluppa in una sorta di ringcomposition, che parte con la parola fiamma e termina con la parola cenere. Dalle ceneri, si sa, si rinasce.

di: Rosa Manauzzi

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