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venerdì 10 novembre 2017
Mediterraneo, il degrado dell'ecosistema. Ne parla Adriano Madonna su "Lazio Sud"
La scarsa quantità di pesce del Golfo di Gaeta è causata dallo stress della fauna marina, dovuta alla competizione con specie aliene e all'abnorme riscaldamento delle acque causato dal global warming.
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La copertina di Lazio Sud n. 15
La copertina di Lazio Sud n. 15
Golfo di Gaeta: Mediterraneo, il degrado dell'ecosistema.
Global warming e stress della fauna marina

MEDITERRANEO, IL DEGRADO DELL'ECOSISTEMA. GLOBAL WARMING E STRESS DELLA FAUNA MARINA
Lo stress, una malattia dei nostri tempi. Oltre all'uomo moderno, tutti gli esseri viventi ne soffrono. Anche i pesci, e una conseguenza è l'esigua quantità di fauna ittica attualmente presente nel nostro mare, lamentata dai pescatori. Un pesce stressato, infatti, cresce poco, si riproduce pochissimo ed è facilmente soggetto a contrarre patologie. Con il termine "stress" s'intende una risposta dell'organismo a stimoli di varia natura. Secondo Hans Selye, medico austriaco che studiò a fondo questo problema nella prima metà del Novecento, lo stress è essenzialmente una risposta dell'organismo a qualunque tipo di richiesta. Lo stesso Selye, per distinguere la causa dall'effetto, definì stressor l'agente scatenante e stress response o semplicemente stress l'effetto risultante. Quest'ultimo comporta una serie di mutamenti nella struttura e nella composizione chimica dell'organismo: una vera e propria sindrome da adattamento indicata dalla sigla SGA. Se lo stress è intenso e cronico, l'animale può perdere le sue capacità adattative e, nella migliore delle ipotesi, accuserà una crescita corporea ridotta, una resistenza molto minore agli agenti patogeni e una grande difficoltà nel riprodursi. Nella peggiore delle ipotesi, lo stress intenso e cronico porta alla morte.
In ogni caso, con il termine stress non si indica solo una situazione svantaggiosa e di mancato benessere, bensì ogni momento in cui un animale necessita di una quantità ingente di energia per far fronte a una sollecitazione estrema. Ad esempio, un leone che, nascosto tra le alte erbe della savana, si prepara ad aggredire una gazzella in corsa, è sottoposto a uno stress, poiché necessita di una grande quantità di energia per mettere in moto al massimo il proprio apparato muscolare, con una pronta risposta del sistema endocrino: infatti, i veloci segnali delle cellule nervose deputate a innescare la contrazione muscolare si coniugano con la secrezione di adrenalina da parte delle ghiandole surrenali. L'adrenalina raggiunge il fegato attraverso il circolo sanguigno e lo sollecita a liberare glucosio, che andrà a "carburare" i muscoli conferendo la quantità di energia necessaria a sostenere la risposta meccanica. Nella gazzella, che deve impegnarsi in una corsa estrema per sottrarsi agli artigli del leone, accade la stessa cosa.
Un tipo di stress è anche la pratica riproduttiva di quasi tutti gli esseri viventi: ad esempio, pensiamo alle energie che deve spendere un piccolo uccello per "costruire" un uovo che magari è pari alla metà del suo peso corporeo.
Al pari degli altri esseri viventi, anche i pesci soffrono di stress, che può avere cause di varia natura. Tra le principali, ricordiamo l'esposizione a fattori ambientali avversi, la mancanza di cibo e l'aggressione da parte di predatori.
I primi due tipi di stress si riferiscono in particolare ai pesci in allevamento.
In tempi recenti, a causa del riscaldamento delle acque dovuto al global warming, molti pesci del bassofondo, come le specie costituenti la cosiddetta criptofauna, devono sopportare temperature molto elevate, ben al di sopra di quelle normali e quindi sono sottoposti a stress.
Un secondo tipo di stress attualmente osservabile per le specie ittiche di bassofondo è dato dalle acque limacciose dovute al riversamento in mare e nelle acque interne di grandi quantità di terra. La diminuzione della superficie di assorbimento data dalla forte cementificazione, infatti, fa sì che le acque piovane affluiscano in mare trasportando terra da colline e campagne. Il terriccio in sospensione ad un certo punto precipita e va a coprire alghe e piante acquatiche, impedendo loro una corretta azione di fotosintesi, con il risultato di acque povere di ossigeno. Tutto ciò, ovviamente, provoca stress nei pesci, costretti a vivere in un ambiente difficile.
Per quanto riguarda le aggressioni da parte dei predatori, è un fatto che queste siano in netto aumento per l'affluenza in Mediterraneo di specie non native provenienti da altri mari, come i barracuda, giunti nelle nostre acque dal vicino Oceano Atlantico attraverso Gibilterra. La colonizzazione delle acque nostrane da parte di specie aliene provoca un aumento dei competitori delle specie autoctone e un continuo stato di allarme che muta le abitudini di vita di molti pesci nostrani e, pertanto, può essere decisamente considerato uno stress. Il metabolismo può essere seriamente danneggiato da uno stress intenso e perdurante. Ne soffre la crescita, che viene inibita poiché è accompagnata anche da un calo di assunzione del cibo e da scarsa assimilazione, dovuta spesso a lesioni intestinali. Inoltre, lo stress limita la produzione di numerosi ormoni, tra i quali quelli deputati proprio alla crescita, come l'ormone somatotropo GH.
Nei pesci, come in altri animali, lo stress comporta deficienza di difese immunitarie, che portano, ovviamente, a contrarre patologie spesso letali. Alla luce di tutto ciò, possiamo indovinare che in un prossimo futuro il Mediterraneo sarà povero di vita. In un secondo momento certamente si raggiungeranno nuovi equilibri e il nostro mare tornerà a mostrare una ricca e abbondante biodiversità. Quali saranno i tempi di un'auspicabile rinascita, comunque, è impossibile prevederlo. Attualmente, i pescatori lamentano una scarsità ittica apparentemente inspiegabile e molti abbandonano l'attività.
ADRIANO MADONNA
Pubblicato il n. 15 di "Lazio Sud" a cura di Lido Chiusano. Ecco gli articoli principali: Alex Zanotelli, "Rompiamo il maledetto silenzio sull'Africa!"; Adriano Madonna, "Mediterraneo, il degrado dell'ecosistema. Global warming e stress della fauna marina"; Clementina Gily, "L'avventura della Catalogna, Meloni, la Lega"; Massimo Rizzi, "La mezzanotte di fuoco al Castello di Fondi. Il degrado dei monumenti tra negligenza e follia"; Rocco Viccione, "In Italia la tortura è "quasi" reato: tutti assolti!"; Anna Irene Cesarano, "Chatto o non chatto? Questo è il dilemma".

postato da: LGC  

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