TeleFree.iT
venerdì 11 agosto 2017
Scandalosa Acqualatina. L'emergenza idrica del Sud Pontino nelle pagine di "Lazio Sud"
Paola Villa denuncia e documenta le responsabilità della crisi idrica, le incapacità, le inefficienze e le omissioni
letture: 1935
Rubinetti a secco
Rubinetti a secco
Golfo di Gaeta: L'EMERGENZA IDRICA NEL SUD PONTINO
Da quando, già in tarda primavera 2017, manca l'acqua dai rubinetti per molte ore al giorno, l'attenzione di tutti i cittadini è indotta, invitata, sollecitata, suggestionata a parlare e ad interrogarsi su Acqualatina. La questione merita un po' di chiarezza, al fine di giungere a conclusioni e soluzioni, che noi tutti ci aspettiamo a questo punto della storia. Intanto iniziamo col dire che bisogna parlare di carenza e spreco d'acqua e non di crisi idrica. Infatti, pur diminuendo l'indice di pioggia in questi ultimi 100 anni di un - 5% (dato dell'Istituto CNR-ISAC), e pur essendo diminuiti i giorni di pioggia annui di circa 10-14 unità, il nostro territorio continua ad essere ricco di falde acquifere, di pozzi dismessi e serbatoi abbandonati. La chiarezza impone, quindi, di non parlare solo di crisi idrica.
Lascerò Acqualatina sullo sfondo non prima di sottolineare che è una Società per Azioni mista, cioè Pubblica al 51% e Privata al 49%, occupandomi della sua parte pubblica chiamata ATO 4 Latina che detiene, quindi, la maggioranza azionaria. Questa maggioranza azionaria è composta da 38 comuni (32 della provincia di Latina, cioè tutti tranne Campodimele; 4 Comuni della provincia di Frosinone; Anzio e Nettuno della Città Metropolitana di Roma. Essi sono rappresentati da tutti i loro Sindaci e presieduti dai due Presidenti di Provincia, Eleonora Della Penna (Latina), Antonio Pompeo (Frosinone) e dal Sindaco della Città Metropolitana di Roma, Virginia Raggi. L'ATO4 non ha mai cambiato composizione fin dalla sua costituzione avvenuta vent'anni fa nel 1997. Sono i 38 Sindaci che nel 2002, a maggioranza democratica, creano la società mista Acqualatina e che decidono di affidare direttamente al socio privato, individuato nella multinazionale francese Veolia, la gestione della Captazione, Adduzione e Distribuzione dell'Acqua oltre al Collettamento e Depurazione delle acque reflue. L'ATO 4 quindi è proprietaria al 51% di Acqualatina, rappresenta i propri 670 mila Cittadini/Utenti (che in estate diventano 1 milione e 100mila), difende i loro diritti, tutela i loro approvvigionamenti idrici e li garantisce attraverso la vigilanza, il controllo e la pianificazione degli interventi della sua Segreteria Tecnico Organizzativa.
Mi soffermo su questa parte pubblica, perché è quella che mi rappresenta e quella sulla quale si può e si deve incidere. Sottolineo che sta alla parte pubblica, nel consesso della Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti dell'ATO4, decidere sul Piano degli Interventi, in modo da rendere le azioni a favore del Sud Pontino, e non solo, prioritarie in termini temporali e di importi impegnati. In questo c'è tutto il PESO STRATEGICO e NON SOLO POLITICO della parte pubblica dell'ATO4. Questa è la chiave, affinché il sistema funzioni. Questi 38 sindaci e questi Presidenti non devono chiedere, devono decidere, deliberare e controllare. Che si attui, quindi, un piano non di sola e perenne emergenza, ma di stabilizzazione degli approvvigionamenti, attraverso il ripristino dei serbatoi e dei pozzi dismessi; attraverso la messa in sicurezza della rete idrica, dove le perdite dovranno passare dal 67% al 30% almeno nei prossimi 3 anni; attraverso l'estensione a tutto il territorio ed in particolare al Sud Pontino (che più di tutti sta soffrendo) del "progetto ascolto", che ha lo scopo di monitorare attraverso moderne ed avanzate apparecchiature elettroniche, perdite di condotte interrate.
L'ATO 4, e questo nessuno lo dice, può decidere (se ne ha la volontà politica) di finanziare con fondi pubblici gli investimenti per la realizzazione di progetti sugli approvvigionamenti idrici del Sistema Idrico Integrato così che i benefici conseguibili dai contributi pubblici siano direttamente trasferiti sulla popolazione servita oltre che sull'ambiente, ma non sui gestori siano essi pubblici o privati. Ossia, il finanziamento pubblico si tradurrebbe in una compensazione immediata a favore degli utenti, che può essere applicata mediante diminuzione della tariffa futura e mai sugli utili del gestore. Questa è la verità, cosa che non si avrebbe con finanziamenti messi in campo direttamente dal Gestore (come stabilisce il D.L.179 del 2012), il quale fa pagare sulle nostre bollette i suoi investimenti. Proprio per garantire sia le direttive europee che le risultanze sul referendum sull'acqua è la parte pubblica che detta le regole nella gestione dei servizi idrici e nel definire un sistema tariffario equo, certo, trasparente non discriminatorio. Oggi un sindaco o un Presidente dell'ATO4 non dovrebbe urlare "fuori da Acqualatina!", anche perché per il legislatore non avrebbe alcun senso, ma dovrebbe adoperarsi a fare azioni congiunte con tutta la parte pubblica, coinvolgendo anche i cittadini con un'informazione giusta e corretta, affinché l'ATO4 funzioni secondo le normative che difendono l'utenza e l'acqua pubblica. L'incontro di cinque o sei Sindaci in una qualsiasi stanza ha il solo effetto di gettare fumo negli occhi ai Cittadini ignari di responsabilità e complessità nella gestione efficace ed efficiente del Sistema Idrico Integrato, che può deliberare a maggioranza nei confronti di Acqualatina solo nella conferenza dei Sindaci dell'ATO 4.
L'ennesimo piano di emergenza, semmai venisse attuato (con Dissalatori e Navi Cisterna private) non sarebbe un investimento strutturale dell'ATO 4, ma andrà a carico dei singoli bilanci comunali dei proponenti e si sommerà ai già pesantissimi costi in bolletta. Soffermandomi sui dissalatori, proposta portata dall'amministratore delegato di AcquaLatina, Besson, ai sindaci del Golfo di Gaeta, resta un modo per affrontare l'emergenza poco credibile e soprattutto deleterio per l'equilibrio dell'ambiente marino che caratterizza le nostre coste. Analizzando gli effetti negativi di un tale investimento si evidenzia uno scarico diretto nel mare di concentrato salino (la ormai famosa salamoia) e di agenti chimici accumulati durante le fasi di pretrattamento e di lavaggio delle membrane che caratterizzano il dissalatore, risultando dannoso per fauna e flora marina. Producendo ciascun dissalatore, e nel nostro golfo se ne vorrebbero installare quattro, 15 l/secondo, in un giorno produrrebbero insieme 5.000 m.cubi e in un anno (facendoli funzionare sempre!) produrrebbero 1.900.000 m.cubi. Questi divisi per i circa 100.000 abitanti dei comuni interessati (Formia, Gaeta, Minturno, Itri, Castelforte e Santi Cosma e Damiano) fornirebbero ad ogni cittadino non più di 50 litri al giorno. L'attuale situazione delle dispersioni ridurrebbe poi questa quantità a 20 litri. La domanda è spontanea: possibile che per garantire una quantità così minima si debba aggiungere altro inquinamento marino nel Golfo? L'avvio dei dissalatori, oltre ad esserne poco credibile un immediato utilizzo, sarebbe inoltre un freno verso la soluzione da tutti riconosciuta come unica e sostenibile, cioè la ristrutturazione delle condotte esistenti, con il rischio tutto italiano di rendere strutturale l'emergenza. Con buona pace di Veolia (socio privato di Acqualatina), la quale producendo ed installando dissalatori, potrebbe trasformarci in una occasione di mercato come qualsiasi area desertica del mondo.
Dopo vent'anni di ATO4 e quindici di Acqualatina, nonostante i proclami sull'Acqua Pubblica, è ora di essere informati su come funzionerebbe meglio il sistema, se ognuno facesse la sua parte con responsabilità, efficienza ed efficacia. Ciò è tanto più importante, se si pensa che ad oggi ci aspettano altri 15 anni di Acqualatina.
PAOLA VILLA
La copertina di LAZIO SUD n. 14
La copertina di LAZIO SUD n. 14
Pubblicato il n. 14 di "Lazio Sud" a cura di Lido Chiusano. Esso si compone dei seguenti articoli.
Paola Villa, "L'emergenza idrica nel Sud Pontino"; Gerardo Santomauro, "Ventotene contro il dissalatore di Acqualatina"; Maria Rita Manzo, "Appuntamento con gli incendi a Formia e intorni"; Giada Gervasi, "Così amministrerò Sabaudia"; Pippo Civati, "Quella telefonata a Stefano Rodotà che non feci"; Maria Civita Paparello, "Gioco d'azzardo e ludopatie. Può lo Stato legiferare "contro" i cittadini?"; Micaela Latini, "Roma e il viaggio in Italia di Goethe"; Clementina Gily, "Il complesso di Pollicino, la ricchezza dei bambini poveri".

postato da: LGC  

Questa news proviene da: http://www.telefree.it
URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=122310