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sabato 03 giugno 2017
Il ponte della discordia a Penitro. La denuncia di Mirza Mehmedović su "Lazio Sud"
Un disagio inutile, un pericolo costante sottovalutato dalle amministrazioni comunali formiane degli ultimi venti-trent'anni
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Il ponte di Penitro
Il ponte di Penitro
Formia: Spazio, ultima frontiera. Forse non proprio l'ultima. Infatti, parliamo di Penitro, frazione di Formia, una zona della città la cui indole è per lo più campagnola e industriale (no, non si tratta di un ossimoro). Ad ogni modo, per chi, come il sottoscritto, vive a Formia, la zona è tristemente nota per essere ampiamente sottovalutata dalle amministrazioni comunali degli ultimi venti-trent'anni. Se ne è parlato spesso per via di una ancora non bene individuata area in cui sarebbero stati interrati materiali tossici. Inoltre, nonostante si tratti di zona periferica, Penitro rientra nella fascia "zona di interesse turistico", con tutti gli oneri di carattere finanziario che ne conseguono. Ma non è questo il motivo dell'odierna discordia. Come molti ricorderanno, l'anno scorso Penitro fu oggetto di una circostanza drammatica: il decesso di una ragazza (M.M.) di ventidue anni, travolta da un'automobile all'altezza di Mobili Carlino, sulla SR630, mentre attraversava la strada dopo essere scesa da un autobus diretto verso Cassino. In seguito al decesso, l'amministrazione, conseguentemente ad una raccolta firme promossa dagli abitanti di Penitro e che coinvolse molte persone consapevoli della pericolosità di quel tratto della SR630, si attivò per l'installazione di una serie di Auto-VelOK. Una burla, nient'altro, perché oltre a non essere inquadrati da alcuna legislazione che ne renda lecito l'utilizzo da parte delle forse dell'ordine, i VelOK sono scatole vuote, di materiale plastico, non idonei all'inserimento del rilevatore della velocità poiché troppo piccoli (fanno eccezione quelli di misura doppia, anch'essi non previsti da alcuna normativa). Oltretutto, questi VelOK hanno un costo medio (installazione inclusa o esclusa, non è chiaro) di 3000 (tremila) euro cadauno - costo a carico dei contribuenti. Bel modo di risolvere un problema grave su una strada a percorrenza medio alta! In termini di velocità, il limite indicato è di 70 km/h, nonostante si tratti di zona abitata, ma le auto sfrecciano anche a 90-100 km/h. Ma andiamo avanti.
Nel mese di dicembre dello stesso anno è stata disposta la chiusura del ponte di Penitro, punto di collegamento fondamentale per chiunque, venendo da Formia centro, o da Minturno-Scauri, voglia rientrare a casa nel più breve tempo possibile, abbandonando la SR 630. Il ponte è stato usato per decenni come punto di collegamento per la cittadinanza e per la zona industriale, la quale ha sfruttato il passaggio per il traffico di mezzi pesanti. Quest'ultimo elemento avrebbe determinato negli anni l'indebolimento strutturale del ponte, al punto da doverne disporre la chiusura. Tale decisione ha comportato un enorme disagio per i cittadini, i quali da allora si sono visti costretti a dover attraversare la zona industriale in direzione Cassino per poter raggiungere il primo punto di passaggio utile per fare, quindi, ritorno a Penitro utilizzando la rampa posta in direzione Formia centro. Ciò ha comportato un ulteriore dispendio di risorse, sia esistenziali che materiali: consumo del tempo di vita e del carburante. Molti cittadini, come è ovvio, apertamente (e, oserei dire, giustamente) contrariati dalla decisione della regione, hanno ripetutamente contravvenuto alle regole stradali, attraversando le doppie strisce e la corsia di sinistra, al fine di raggiungere rapidamente la rampa che porta nella zona abitata. Altri hanno preferito risalire in controsenso la strada che a senso unico porta in direzione Formia centro, proprio nel punto del drammatico decesso. A dramma si aggiunge dramma. La regione, per ovviare al problema, dispone l'acquisto e l'installazione di DUE semafori, poco distanti dal ponte: soldi investiti, 130 mila euro! Grossomodo la somma che servirebbe per mettere in sicurezza il ponte e (presumibilmente) consentirne l'utilizzo esclusivo da parte dei cittadini dotati di autoveicoli. I semafori sono attivi dal mese di Marzo, ed è probabile che nel periodo estivo determineranno un considerevole e inutile rallentamento del traffico. Quest'ultima circostanza poteva essere evitata in maniera ragionevole, costruendo una rotatoria, la quale, oltretutto era stata prevista in un progetto che è stato depositato circa vent'anni fa e il cui costo è (se vogliamo, e lo vorremmo) uguale se non inferiore alla cifra di 130 mila euro. Infatti, la costruzione della rotatoria eviterebbe ai cittadini di dover comunque attraversare la zona industriale - una serie di vie e viuzze, con manto stradale a tratti contrassegnato da buche -, un disagio inutile che fa incendiare gli animi e che porterà molti a perseverare nel lanciarsi in pericolosi attraversamenti delle carreggiate. Presumibilmente (e giustamente) i cittadini, sostenuti da gruppi politici come il M5S, continueranno a organizzarsi e a protestare nei prossimi mesi, come già hanno fatto, fintanto che non verrà trovata una soluzione ragionevole di lungo periodo, che non vorremmo scoprire essere proprio l'installazione dei due semafori. A proposito di semafori: se questi fossero stati installati all'altezza del passaggio pedonale, anni fa, proprio lì dove c'era la fermata dell'autobus, forse oggi non parleremmo di una drammatica circostanza.
MIRZA MEHMEDOVIC
La copertina di LAZIO SUD n. 13
La copertina di LAZIO SUD n. 13
Il n. 13 di "LAZIO SUD", rivista a cura di LIDO CHIUSANO in distribuzione gratuita, si compone come segue. Roberta Pierro, "I Giovani Democratici di Gaeta non si prestano a una truffa elettorale"; Clementina Gily, "Totò maschera della memoria"; Serena Nardella, "Leopardi, il profumo della ginestra"; Luisella Battaglia, "La congiura del silenzio sulla morte"; Maria Civita Paparello, "Il deterioramento dell'Anfiteatro di Fondi"; Mirza Mehmedović, "Formia: il ponte della discordia a Penitro"; Delio Fantasia, "Festival del trasformismo a Formia e Gaeta: ecco i fascisti col trucco"; Emiliano Scinicariello, "Il sindaco Cosmo Mitrano sta svendendo Gaeta"; Marcello Di Marco, "Gaeta è invecchiata a sua insaputa".

postato da: LGC  

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