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venerdì 14 aprile 2017
"Appartenere alle parole"
Michele Prisco uomo e scrittore
letture: 1191
Formia: Michele Prisco uomo e scrittore a cura di Simone Gambacorta, Galaad Edizioni
Collana Gli Alberi "Saggi".
Nota di Carmen Moscariello
"Riaprire la vita
Ci incamminiamo un po' frastornati, un po' tristi in confini estranei al mondo nei melodici vicoli di via Bisignani, lì è la casa editrice dell'Editore Guida con il suo giovane successore, serio, attento agli ospiti, in qualche modo protagonista anch'egli dell'evento, poiché, come lui stesso ha precisato, le famiglie Guida- Prisco sono state sempre in rapporti di profonda armonia. Ci perdiamo tra i grandi protagonisti che hanno pubblicato con Guida e che tappezzano le pareti con le loro foto, tra queste non può assolutamente mancare Michele Prisco.
Sono questi, percorsi di profumi, di primavere, di " Incontri".
"Appartenere alle Parole" è presentata da Francesco D'Episcopo e ne è il relatore. Eccellente critico, ci ha immesso umanamente in campi di grano cullati dal vento, in "incontri" importanti della vita e della cultura napoletana. Non una vita di salotti, ma incontri veri di amici, di grandi scrittori che hanno fatto di Napoli un serio e importante agglomerato di cultura.
Al centro, naturalmente, il libro di Simone Gambacorta dedicato a Michele Prisco.
Un libro letto d'un fiato con trepidazione; sul treno, l'ho gustato come caramelle gommose. Ci consegna il grande scrittore nella sua armonia di uomo e letterato, un gentiluomo, protagonista importante e mite di un periodo di speranze e di crescita del nostro paese.
Uno scrittore che cercava il profondo dice la figlia, anch'ella scrittrice di importanti romanzi, Annella Prisco, trepidanti le sue parole, non conoscono passato, come pure quelle di Caterina Prisco Uno scrittore incontro ai giovani. Le due figlie del grande Padre hanno fondato Il Centro Studi Michele Prisco quotidiana officina di eventi culturali a livello nazionale. E, poi, nel libro vengono le interviste fatte da Gambacorta agli amici di Prisco che lo conobbero più da vicino: Diego Zandel, Luca Desiato, Enzo Verrengia (che ci ricorda le venute di Prisco a Scauri,ospite del Poeta Renato Filippelli ), Andrea di Consoli, Giuseppe Lupo. Tutti lo ricordano come un modello al quale si sono rifatti per la scrittura, ma anche come modello di vita, rispettoso, generoso con tutti, sempre misurato nei suoi propositi, mai volgare. Unanimi, i grandi scrittori e giornalisti che il libro ospita, sottolineano la grandezza della sua scrittura e il torrenziale aprirsi di vite complesse, di personaggi scavati , di ambienti di provincia dove la grande lezione dei romanzieri Russi e di Freud trovano approdo per creare appassionate letture. Michele Prisco è un autore che va riletto, riproposto nelle scuole, ristampato dagli editori, poiché , non appena la sbornia dei Gruppi del 63 e della scrittura anarchica si sarà esaurita, bisognerà ritornare alla scrittura più vera ed autentica che certamente i romanzi di Prisco posseggono.

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